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Letture consigliate a cura di Rodolfo de Bernart

Pubblicazioni di Cristina Dobrowolski

Pubblicazioni di Rodolfo de Bernart

 
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
Carl Alanson Whitaker M.D. 1912 - 1975
di Rodolfo de Bernart

  Istituto di Terapia Familiare di Firenze

in Terapia Familiare n° 48 Luglio 1995
aggiornata luglio 1995

La morte di Carl Whitaker non mi ha colto di sorpresa. Purtroppo sapevo delle sue brutte condizioni di salute. Tuttavia anche un evento a cui si é preparati lascia un grande dolore ed un gran vuoto se la persona scomparsa è così significativa come lo era Carl per me.

Tredici anni fa (1982) Whitaker fu il primo relatore ad inaugurare con un suo seminario l'ITF di Firenze. Manteneva una promessa fatta a me , che ero stato in Italia il suo interprete in quasi tutte le terapie condotte presso l'ITF di Roma nel lungo periodo di insegnamento condotto in Italia. Nel 1978 , unico dei grandi maestri e fondatori della Terapia Familiare Americana, non era potuto venire al Congresso di Firenze, perchè già impegnato in Australia. Quando l'anno successivo) mi presentai da lui a Madison per seguire una settimana del suo lavoro con le famiglie , ero un perfetto sconosciuto per lui. Erano le dieci di sera di domenica quando dalla stazione dei bus di Madison gli telefonai per sapere il nome dell'hotel che mi aveva prenotato. Ebbene il grande terapista venne a prendere il giovane allievo e lo condusse a conoscere la città . Mi offrì un drink e mi mostrò tutti i posti "giusti" per trascorrere il tempo libero nella settimana , poi mi condusse all'albergo, dandomi appuntamento alla mattina successiva. E' impossibile dimenticare una così grande disponibilità umana , in una persona tanto significativa , data , per di più con naturalezza.

Whitaker ha scritto moltissimo. Purtroppo molti dei suoi lavori sono oggi difficili da reperire anche in Inglese.

Tuttavia i più importanti sono stati tradotti in Italiano.

Ho pensato di fare cosa utile ai lettori presentando l'intera bibliografia, commentandola in modo da segnalare i lavori più attuali e importanti.

Inizio presentando i libri, tutti tradotti meno i primi due, seguono i contributi alla stesura di libri, i capitoli nei libri e gli articoli su riviste. I titoli sono gli originali inglesi segue la traduzione italiana (sottolineata) e qualche traduzione francese e spagnola. Qualche articolo esiste solo in francese (sono interviste simulate).

Qualche avvertenza. Uno dei libri appare solo in Italiano perché non é una traduzione di un libro americano ma una raccolta di articoli. Inoltre alcuni articoli sono stati pubblicati in italiano più volte (su riviste e libri) . Ho segnalato tutte le pubblicazioni per rendere più facile per il lettore la ricerca degli stessi.

Infine in una piccola sezione conclusiva compaiono alcuni lavori significativi su Whitaker.

Sarebbe stato impossibile commentarli tutti. Perciò solo i più importanti sono corredati da una nota bibliografica.

 
LIBRI:

Ľ The Roots of Psychotherapy, with T. Malone. The Blakistone Company, New York, May 1953 (A selection of "Basic Book Club"). (Available through University Microfilms International). Riedizione :Brunner Mazel , New York 1981.

Traduzione in Spagnolo: "Las Raices de la Psicoterapia" Editorial Labor, S.A. Barcelona , 1967. (Out of print)


Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1953, e' il prodotto di 17 anni di lavoro svolto in comune da C.A.Whitaker e T.P.Malone, della loro " fertilizzazione incrociata" come la chiama Whitaker nella prefazione scritta per l'edizione del 1981.

Piu' tardi i due avrebbero continuato il cammino da soli ; l'uno coinvolgendosi sempre di piu' nella terapia familiare, l'altro nella terapia individuale ad orientamento umanistico.

Il riconoscimento della psicoterapia come disciplina autonoma, imponeva, in quegli anni, una chiarificazione sulla sua natura, sui suoi fondamenti di base, lo scavo delle radici da cui ogni forma di psicoterapia trae la propria validita'.

E' questo il compito che si propongono gli autori in questa monografia, assieme a quello di integrare la psicoterapia nel campo della medicina generale.

Whitaker e Malone , come e' detto nell'introduzione, partono dal presupposto che la psicoterapia, nel senso piu' vasto, consista in un'accelerazione del processo di crescita della persona, crescita intesa come integrazione, ed integrazione intesa come maggiore maturita' piuttosto che maggiore adeguatezza.Una maggiore maturita' si ottiene attraverso esperienze emozionali che alterino le strutture intrapersonali della persona stessa .

Ed il processo di crescita avviene nelle due direzioni: quella del paziente e quella del terapeuta.

C'e' gia' tutto Whitaker in questo libro : la sottolineatura della qualita' reciproca della relazione terapeuta - paziente , e cioe' del fatto che ciascuna persona coinvolta nella relazione terapeutica opera sia come paziente che come terapeuta; l'idea che "le dinamiche della psicoterapia risiedono nella persona del terapeuta" e che quindi di fondamentale importanza sono le motivazioni ed il percorso formativo che egli compie per diventare tale, dal momento che "la patologia del processo terapeutico e' sempre da ricondursi alla patologia del terapeuta".

Ed ancora la convinzione della forza estrema del lavoro di co-terapia che, come nel caso di due genitori, richiede un investimento continuo di ciascun membro della coppia sull'altro e sul "noi" genitoriale / terapeutico.

Il libro si compone di tre parti .

La prima idea mette in relazione la psicoterapia con la biologia ed in particolare con i concetti di crescita ed adattamento, la seconda presenta una formulazione delle fasi centrali delle dinamiche presenti in ogni relazione psicoterapica , la terza espone alcune tecniche sperimentate dagli autori .

Segnaliamo al lettore la parte centrale del testo , quella che sviluppa i concetti riportati sopra ed in particolare i capitoli di cui elenco i titoli perche' gia' in se' eloquenti: "The Patient as a Person" ; "The Therapist as a Person" ; " Patient-Vectors in the Therapist".

Queste cose sono state scritte nel 1953: la terapia familiare era ai suoi albori.

Whitaker vi si sarebbe diretto e sempre piu' immerso portandosi dietro questi concetti , abbracciando cioe' le teorie sistemiche senza dimenticare il concetto fondamentale di mondo interno sia del terapeuta che del paziente e le problematiche relative al loro incontro.

Altri , la maggioranza, avrebbero respinto tutto cio' definendolo " scatola nera" per poi ritornarvi 30 anni piu' tardi , dopo che la teoria sistemica e la dimensione sovra- individuale si sarebbero rivelate insufficienti a concettualizzare le potenti dinamiche relazionali intercorrenti tra i membri di una famiglia e tra questi ed il terapeuta.

Francesca Vanon
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

 

Ľ Psychotherapy of Chronic Schizophrenia. Editor, published in 1958, Little-Brown Company. (Introvabile)


Ľ The Family Crucible, with A. Y. Napier. New York: Harper and Row, 1978.

Trad.Italiana:. Il crogiolo della famiglia, Astrolabio, Roma, 1978.

 
Di tanto in tanto dalla pletora di libri sulla famiglia e sulla terapia familiare emerge un' opera eccezionalmente buona. E' questo il caso del resoconto "romanzato " che Napier fa del suo lavoro di coterapia con Carl Whitaker.

La descrizione delle lotte di questa famiglia e della "battaglia" dei terapisti per vincerne le resistenze al cambiamento, si alternano a capitoli teorici straordinariamente lucidi e scritti in linguaggio non gergale. Sulla base del materiale clinico vengono sviluppati concetti quali l'omeostasi familiare , la tendenza inevitabile alla triangolazione , il ruolo della famiglia d'origine, il matrimonio come tentativo di sanare ferite passate.

Come nella maggior parte dei buoni romanzi, dalle pagine di quest'opera emerge in modo convincente l'universalità dei conflitti familiari ed è inoltre possibile identificare le radici e le manifestazioni della patologia. Il ritratto di questa famiglia è tanto naturale , quanto controverso è il suo trattamento. La maggior parte delle scuole di T.F. , pur accettando il punto di vista generale , troveranno anche molti motivi di polemica. I seguaci di Bowen metteranno in discussione il coinvolgimento dei terapisti, i terapisti strutturali contesteranno agli autori il mantenimento di una prospettiva intrapsichica. Tuttavia gli interventi sono chiari e didattici. L'opera presenta in più punti un evidente pregiudizio anti-psicoanalitico, ma dà frequentemente spazio ai processi inconsci. Napier e Whitaker entrano spesso e attivamente in un rapporto terapeutico caratterizzato da un'esplicita accettazione del ruolo di "surrogati genitoriali a livello simbolico". Essi si considerano protagonisti di un "matrimonio professionale" in cui vengono offerti calore, sicurezza , solidità, cure ed anche un modello genitoriale più adeguato. Essi divengono perciò oggetti reali per i loro pazienti secondo modalità utilizzate dai terapeutici analitici per i pazienti più gravi. Questo modello tuttavia può essere rischioso da seguire per allievi terapisti , meno esperti , che , non dosando il loro livello di coinvolgimento, potrebbero infantilizzare i propri pazienti.

Gli autori riconoscono tuttavia che il processo di crescita e cambiamento è difficile ed interminabile, tanto che la famiglia o i suoi membri potranno , a volte, chiedere di nuovo aiuto per gli stessi o altri problemi.

Fred M. Sandler, USA

 
Ľ From Psyche to System : The evolving Therapy of C.A. Whitaker. Edt.s : J.R.Neill e D.P. Kniskern, The Guiford Press New York 1982.

Trad. Italiana: "Dalla psiche al sistema: l'evolversi della terapia" di C. Whitaker, Giuffré Ed., Milano, 1989.

 
Si tratta di una vera e propria antologia di articoli scelti di Whitaker. Alcuni di essi compaiono in italiano anche ne "Il Gioco e l'Assurdo" (1 della 2° parte, 2 della 3° Parte, 4,9,10 e 11 della 5° Parte, ) o ne "La Coppia in Crisi" a Cura di M.Andolfi ,C.Angelo e C.Saccu Ed. ITF 1985 (1 della 4° parte) o in Terapia Familiare N. 11 (11 della 5° parte).

E' senz'altro una delle letture più interessanti se si vuole conoscere il pensiero di Whitaker. Non solo perché presenta alcuni dei suoi contributi più importanti, ma anche perché questo autore esprimeva assai meglio il suo modello e le sue riflessioni in contributi brevi , pìuttosto che nei libri , quasi sempre scritti insieme ad altri.

Inoltre il libro si avvale di un 'interessante prefazione di S. Minuchin ed é corredato da un ottimo lavoro introduttivo generale e specifico alle varie sezioni , scritto dai curatori, che può anche essere letto di seguito come un saggio sul pensiero e il modello clinico del nostro. Le sezioni coprono tutti i campi di interesse: la Psicoterapia, la Formazione e la crescita dello Psicoterapeuta, la Terapia di Coppia e la Terapia della Famiglia. Due vere e proprie perle sono poi l'Antologia (aforismi ) e il Commiato scritto da Whitaker stesso per il volume. Qualche assaggio della prima: " Si dovrebbe cominciare sempre con il piede sbagliato" , "l'unico motivo per cui sono giunto qui alle 2,30 è che pensavo che la riunione cominciasse alle 2,00" , "Quando una persona ha un delirio , lo ricoveriamo. Quando io ho un delirio , lo chiamano teoria." , "Il matrimonio é una condizione orribile; l'unica cosa ancora peggiore è non essere sposati." , "Il modo migliore per evitare di fare una psicoterapia è di avere delle sedute regolari con un terapeuta".

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze


- Il gioco e l'assurdo, La Terapia Esperienziale della Famiglia, a cura di G. Vella e W. Trasarti Sponti. Astrolabio, Roma, 1984.

Ecco un'altra antologia di articoli molto importanti e significativi. Questa è stata preparata da due noti autori Italiani Vella e Trasarti-Sponti , la cui prefazione mette in luce gli aspetti più significativi del modello di Whitaker.

Alcuni articoli sono anche su "Dalla Psiche al Sistema" (1, 3, 6, 7, 10 e 13) , altri sono stati pubblicati su Terapia Familiare ( 8 sul N.1, 13 sul N.11 e 14 sul N.9).

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze


- Dancing with the family - a symbolic-experiential approach, whit W.M. Bumberry , Brunner-Mazel, N.Y. , 1988.

Trad.Italiana:"Danzando con la Famiglia - Un approccio simbolico-esperienziale", Astrolabio, Roma, 1989.


La caratteristica principale di questo libro è quella di permettere al lettore di seguire passo per passo in prima persona il percorso terapeutico di Whitaker con una famiglia, di cui sono riportati brani di intere sedute. Le voci dei protagonisti animano la maggior parte del volume e ci consentono di immergerci in quel particolare e difficilmente descrivibile clima emozionale che contraddistingue le sedute di questo straordinario terapeuta.

Non è certo un caso se Whitaker è stato considerato un grande maestro della terapia familiare da chi lo ha visto lavorare ed ha lavorato con lui, mentre i suoi libri hanno talvolta suscitato maggiori perplessità e l'errata impressione di una carenza di strutture teoriche e concettuali, solidissime invece nelle sue basi formative.

Questo volume costitisce forse un'eccezione, proprio perché ci immette direttamente nel vivo del dialogo terapeutico, pur fornendo, specialmente nei primi 5 capitoli i principi chiave della pratica clinica di Whitaker.

Ritroviamo la sua focalizzazione sulla persona del terapeuta e sulla integrità, e quindi l'importanza da lui attribuita alla conoscenza del proprio "sistema di credenze", per non rischiare di proporre alla famiglia "il proprio modo di crescere", e l'idea fondamentale di una crescita comune che coinvolge terapeuta e famiglia: "la crescita della famiglia non deriva dal fatto che il terapeuta fa qualcosa alla famiglia, ma dal fatto che terapeuta e famiglia si fanno reciprocamente qualcosa".

Osserviamo l'uso che Whitaker fa del controtrasfert, da lui chiamato co-transfert, per indicare che "si tratta più di un trasfert reale che di un semplice controtransfert reattivo"; "........i membri della famiglia-sostiene Whitaker- reagiscono più profondamente l'uno verso l'altro che verso il terapeuta...". Vediamo, inoltre, come realmente per lui nelle sedute l'ansia sia utilizzata come combustibile per il cambiamento e la sofferenza non appaia il nemico da combattere, ma "un compagno di viaggio". Nella sua funzione di "genitore simbolico" o "genitore adottivo-temporaneo" egli mette in chiaro la sua appartenenza ad una generazione diversa da quella della famiglia ed il suo operare ha "un livello diverso da quello della loro vita". La terapia non è un dialogo tra pari e lo stabilire una posizione meta (Bowen la chiamerebbe la posizione IO nella famiglia) è la condizione per arrivare alla costruzione della posizione NOI, senza rischiare l'invischiamento nelle dinamiche familiari. E' questo il vero significato della "battaglia per la struttura", di cui si è tanto parlato, ma che è stata così spesso fraintesa come tecnica o gioco di potere.

Nella terapia simbolico-esperienziale proposta da Whitaker non si tratta "di assumere il comando al livello della realtà". "Gli avvenimenti concreti della vita dei membri della famiglia, - egli dice - mi interessano solo perché sono manifestazioni delle loro sotto-strutture emotive e relazionali, non per la loro realtà effettiva". Il compito principale del terapeuta è aiutare la famiglia ad ampliare il numero ristretto di costrutti attraverso cui filtra la propria esperienza. Se una terapia ha come obiettivo la crescita dei partecipanti, il suo tema centrale deve essere "l'espansione del significato dell'esperienza, l'espansione del mondo simbolico della famiglia".

Whitaker è assai lontano dalla terapia come addestramento sociale. Per lui il terapeuta deve piuttosto trattare il sistema di rappresentazioni della famiglia ed assisterla in un processo di crescita emotiva che Bion chiamerebbe "apprendere dall' esperienza".

Cristina Dobrowolski
Istituto di Terapia Familiare di Firenze


- "Midnight Musing of a Family Therapist", W.W. Norton & Company, N.Y. , 1989. Trad. Italiana: Considerazioni notturne di un terapeuta della famiglia, a cura di Margareth O. Ryan, Astrolabio, Roma, 1990.

Da questo libro così particolare e diverso dai testi scientifici a cui siamo abituati emerge un'immagine straordinariamente viva di Whitaker, uomo e terapeuta. Il suo costante atteggiamento interno di ricerca di ciò che non è noto negli altri ed in se stesso appara qui grazie ad una sorta di struttura a mosaico in cui le tessere della sua vita personale (comprese foto dell' album di famiglia) si intersecano con quelle della sua attività professionale.

Whitaker è indubbiamente il terapeuta familiare che ha centrato maggiormente la sua attenzione sulla persona del terapeuta. Come ricorda Loriedo, nella sua introduzione, la posizione di Whitaker si avvicina a quella di alcuni psicoanalisti che si sono occupati di schizofrenia, quali Searles, nell'accento posto sulla disponibilità del terapeuta a vivere la propria follia ed ad accogliere in se le parti malate del paziente, o anche a Racker, allorché sottolinea la necessaria presenza nella relazione terapeutica di una relazione di co-transfert.

Nelle pagine, talora emozionanti di questo volume ritroviamo l'onestà di Whitaker nella sua pratica clinica di terapeuta esperienziale; è da questa onestà che deriva l'importanza da lui attribuita alla conoscenza dei propri problemi e delle parti più nascoste di se. Per lui non si può prescindere da questo se ci si vuole avvicinare emotivamente alla famiglia ed aiutarla a trovare le risorse per il cambiamento. Il cambiamento della famiglia parte dalla disponibilità del terapeuta a cambiare per primo. Egli non può connettersi all'emozioni ed alle fantasie familiari, se non è pronto ad immergersi nel clima emozionale della terapia ed a cogliere le proprie fantasie e reazioni somatiche.

I capitoli del libro ci accompagnano lungo un percorso in cui ritroviamo le idee dell'autore sulla famiglia ed il matrimonio, sul proprio stile terapeutico e sul processo della terapia, il cui fulcro resta sempre il terapeuta stesso con la sua integrità di persona e la sua individuazione. Ritroviamo il profondo significato che ha avuto per Whitaker essere terapeuta, ovvero essere un uomo che può confrontarsi costantemente con i temi più ardui della vita e soprattutto con il pensiero della morte, "l'unico sintomo -come egli dice - che ci accomuna tutti".

Cristina Dobrowolski
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

 
CONTRIBUTI alla stesura di LIBRI:

"Irrational Psychotherapy: An Appeal to Unreason". Reprinted from American Journal of Psychotherapy, April, July, October 1958 and April 1959.

"Critical Incidents in Psychotherapy". Editor, Stanley W. Standal and Raymond J. Corsini, Prentice-Hall 1959.

"Strategy and Structure in Psychotherapy". Editor O. Spurgeon, English Pub. Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute 1965.

"Stream and Structure of Communicational Behavior". Editor Albert E. Scheflen, Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute 1965.

"The Therapeutic Relationship and Its Impact: A Study of Psychotherapy with Schizophrenics." Edited by Carl A. Rogers, University of Wisconsin Press 1967.

"Psychiatry: East and West". Editor Jules H. Masserman, M.D., Grune and Stratton, NEw York and London 1968.

"Creative Developments in Psychotherapy". Editors Alvin Mehrer and Leonard Rearson, Case Western Reserve University Press, Vol. 1, 1969.

"Family Dynamics and Female Sexual Delinquency". Editors, Otto Pollak and Alfred S. Friedman, Science and Behavior Books, Palo Alto, California 1969.

"Psychotherapy from the Center". Rahe B. Corlis and Peter Rabe, International Textbook Company, Scranton, Pennsylvania 1969.

"The Puzzled Body". Caron Kent, Vision Press, London, 1969.

"Black Ghetto family in Therapy: A Laboratory Experience". C.J. Sager, T.L. Braybog and Barbara Waxemberg, Grove Press, New York, 1970.
 
"Family Interaction: An Encounter Between Family Researchers and Family Therapists". James L. Framo, Ph.D. and Ivan Boszormenyi-Nagy, M.D., Springer 1970.

"The Book of Family Therapy". Editors A. Ferber, M. Mendelsohn and A. Napier, Science House 1972.

"A Family Therapy Notebook". Bruce B. Peck, Ph.D., Libra Publishers, 1974.

CAPITOLI IN LIBRI:

"Multiple Therapy and Psychotherapy", with T.P.Malone and J.Warkentin, in J.L. Moreno and Fromm-Reichmann (Eds), Progress in Psychotherapy, Grune and Stratton, New York, 1956.

"The Involvement of the Professional Therapist", in Arthur Burton (Ed.), Case Studies in Counseling and Psychotherapy, Prentice-Hall, Inc. 1959.

"Anxiety and Psychotherapy", in M.R. Stein, A.J. Vidich and D.M. White (Eds), Identity and Anxiety, Free Press of Gloncoe, 1960. (Reprinted from "Roots of Psychotherapy", p. 119-134).

"The On-Going Training of the Psychotherapist", in Dellis M.P. and Stone H.K. (Eds), The Training of Psychotherapist, Louisiana State University Press, 1961.

"First Stage Techniques in the Experiential Psychotherapy of Chronic Schizophrenic Patients", with R.E. Felder, T.P. Malone and J. Warkentin, in J. Masserman (Ed), Current Psychiatric Therapies, Vol. II, Grune and Stratton, 1962.

"Countertransference in the Family Treatment of Schizophrenia", with R.E. Felder and J. Warkentin, in, Boszormenyi-Nagy and Framo (Eds), Intensive Family Therapy, Harper and Row, 1965.

Trad. Italiana : "La Contro-traslazione nel Trattamento Familiare della Schizofrenia" in: I. Boszormeny Nagy e J Framo (a cura di): Psicoterapia Intensiva della Famiglia, Boringhieri, Torino 1969, pp.347-364, ed anche in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989.


Scriveva la Prof. Selvini Palazzoli nella prefazione al volume: " ...Mi appare perciò sapiente, anche se tuttora utopico, quanto propone Whitaker : preparare i futuri ricercatori e terapeuti della famiglia con un'analisi condotta nel contesto del loro intero gruppo familiare (includendo nell'operazione , io aggiungo, anche i rapporti con la società più estesa). Un'esperienza del genere sarebbe a mio avviso utilissima non solo ai terapeuti della famiglia , ma anche a chi pratica contemporaneamente terapia individuale". Non c'è dubbio che si tratta di un articolo fondamentale , scritto quando nessuno ancora parlava di contro-transfert in terapia familiare. Da confrontare con quanto scritto successivamente sullo stesso tema da Shapiro e Nicolò sul N. 13 , da Eiguer sul N.14 e da Fissi sul N.21 di Terapia Familiare.

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

"Time-Limited Therapy for an Agency case", with J. Warkentin in Arthur Burton (Ed), Modern Psychotherapeutic Practice, Science and Behavior Booka, Inc. 1965.

"Acting Out in Family Psychotherapy", in L.E.Abt and S.L. Weissman (Eds), Acting Out - Theoretical and Clinical Aspects, Grune and Stratton, Inc. 1965. Trad.Italiana: "L'Acting - out nella psicoterapia familiare" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 144-154. ed anche in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp.353-366.

"Serial Impasses in Marriage", with J. Warkentin. Psychiatric Research Report #20, American Psychiatric Association, February 1966.

"The Secret Agenda of the Therapist Doing Couples Therapy", with J. Warkentin, in G.H. Zuk and I. Boszormenyi-Nagy (Eds), Family Therapy and Disturbed Families, Science and Behavior Books, Palo Alto 1967.

Tradotto in italiano " Programma segreto del terapista che pratica terapia di coppia" in G.H. Zuk e I. Boszormenyi-Nagy (a cura di), La Famiglia: Patologia e Terapia, Armando Armando Edit., Roma 1970, pp. 357-363.

Questo articolo davvero importante , esplora i pregiudizi dei terapisti di fronte alla coppia. In esso è possibile trovare materiale poi ripreso in vario modo da Whitaker stesso e da molti altri autori . Fra tutti , forse il più noto concetto é quello che spesso le persone continuano a risposare lo stesso partnere in ogni matrimonio successivo.

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

"The Therapist as a Prototype", with J. Warkentin, in J.F.T. Bugental, Ph.D. (Ed), The Challenges of Humanistic Psychology, McGraw-Hill, New York 1967.

Tradotto in Italiano "Il Terapeuta come prototipo" G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 60-68.

"The Growing Edge - An Interview with Carl Whitaker", Chapter 4 in J. Haley and Lynn Hoffman (Eds), Techinques of Family Therapy, Basic Books Inc. 1968.

Tradotto in Italiano: "Il Margine in più" , in J.Haley e L. Hoffmann (a cura di) : Tecniche di Terapia della Famiglia, Astrolabio , Roma ,1974, pp.241-326.

E' l'unica trascrizione di una seduta di terapia familiare di Whitaker , pubblicata in italiano. Ne esistono altre pubblicate in francese, ma si tratta di famiglie simulate; questa invece é una seduta vera. Dato che forse il modo migliore per capire Whitaker é vederlo lavorare, chi non potesse osservare una seduta registrata in video , potrà almeno farsi un'idea del suo stile unico ed inimitabile leggendo questo articolo.

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

"Experiential or Nonrational Psychotherapy", with T.P. Malone, Chapter 17 in, William S. Sahakian (Ed), Psychotherapy and Counseling - Studies in Technique, Rand McNally, 1968. (Excert 30 pages from The Roots of Psychotherapy).

Tradotto in italiano: "Psicoterapia Esperienziale non Razionale" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 24-45.

"A Commentary on Rollo May's Contributions of Existential Psychotherapy", in A.R. Mahrer and L. Pearson (Eds), Creative Developments in Psychotherapy, Vol. 1, Case Western Reserve Press, 1971.

"Multiple Therapy and Its Variations", in G.D. Goldman and D.S. Milman (Eds), Innovations in Psychotherapy, Chapter 5, Charles C. Thomas, Publisher 1971.

Tradotto in Italiano "La Terapia Multipla e le sue varianti" in: G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 104-114.

"The Staff Team and the Family Square Off", with Edward Olsen, in G.M. Abroms and N.S. Greenfield (Eds), The New Hospital Psychiatry, Academic Press 1971.

"Family Interaction: An Encounter Between Family Researchers and Family Therapists", with J.L. Framo, Published by Springer and Company, 1972.

"Problems of Beginning Family Therapist", with A. Napier, in D. Block (Ed), Techniques of Family Psychotherapy: A Primer, Grune and Stratton, 1973.

"Teachin Open Communication and Commitment to Intimacy", with A. Napier in S.J. Marks and S. Berg (Eds), Doing the Unknow, Dell Publishing Company, 1973.

"The Analytic Situation", Editor H.M. Ruitenbeck, Aldine Publishing Company, Chicago 1973.

"New Approaches to Residency Training in Psychiatry", with G. Abroms in G. Farwell, N. Gamsky and P. Mathieu-Coughlan (Eds), The Counselor's Handbook, New York: Intext Educational Publishers 1974.

"The Syntomatic Adolescent - An AWOL Family Member", Chapter 13 in Max Sugar, M.D. (Ed), The Adolescent in Group and Family Therapy, Brunner Mazel, New York 1975.

"The Patient as a Person", with T.P. Malone in Anthony G. Banet Jr. Ph.D. (Ed), Creative Psychotherapy - A Source Book, University Associates Inc., La Jolla, California 1976. (Reprinted from The Roots of Psychotherapy).

"The Learning Three", in Sheldon Kopp (Ed), The Naked Therapist, San Diego: Edits 1976.

"The Hindrance of Theory in Clinical Work", Chapter 8 in Philip J. Guerin Jr. (Ed), Family Therapy: Theory and Practice, New York: Gardner Press 1976.

Tradotto in Italiano "L'intralcio della teoria nell'attività clinica" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 46-59. ed anche in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp..441-456.

Tradotto in Francese: "De la Theorie comme gene pour le travail clinique" in M.Elkaim : Psychotherapie et Recostruction du Reel ,Edition Universitaires, Bruxelles,1983, Cahiers Critiques de Therapie Familiale N. 8. pp.147-156.

"A Family Is A Four-Dimensional Relationship", Chapter 10 in Philip J. Guerin Jr. (Ed), Family Therapy: Theory and Practice, New York: Gardner Press 1976.

Tradotto in Italiano "La Famiglia come rapporto a quattro dimensioni" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 91-103. ed anche in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp..425-440.

"Psychotherapy with Couples", in Gerald D. Erickson and Terrence P. Hogan (Eds), Family Therapy: An Introduction to Theory and Technique, New York: Jason Aronson 1976.

"Counseling the Dissolving Marriage", with D.V. Keith in R.F. Stahmann and W.J. Hiebert (Eds), Klemer's Counseling in Marital and Sexual Problems (2nd ed.), Baltimore: Williams & Wilkins 1977.

"Symbolic Sex in Family Therapy", Chapter 9 in G. Pirooz Sholevar (Ed), Changing Sexual Values and the Family, Springfield, Illinois: Charles C. Thomas 1977.

"Third Nathan Ackerman Memorial Address (1973) - The Technique of Family Therapy", Chapter 10 in G. Pirooz Sholevar (Ed), Changing Sexual Values and the Family, Springfield, Illinois: Charles C. Thomas 1977.

"The Divorce Labyrinth", with D.V. Keith in Peggy Papp (Ed), Family Therapy - Full Length Case Studies, New York: Gardner Press 1977.

"The use of Videotape in Family Therapy with Special Relation to the Therapeutic Impasse" in M.M.Berger, Videotape Tecniques in Psychiatric Training and Treatment, Brunner Mazel , New York, 1978

"Co-therapy of Chronic Schizophrenia", and "The Use of Videotape in Family Therapy with Special Relation to the Therapeutic Impasse", in M. Berger (Ed), Beyond the Double Bind,Brunner Mazel , New York , 1978.

Traduzione Italiana: "Coterapia di un caso di Schizofrenia cronica" in Terapia Familiare N. 3 Giugno 1978, pp.107-119

Traduzione in Francese "Cotherapie de la Schizophrenie cronique" in Cahiers Critiques de Therapie familiale N.3 pp.43-54

La storia trigenerazionale di un caso di schizofrenia mette in evidenza il tema del modello al quale la nuova coppia fa riferimento. Per il vuoto emotivo nel quale la coppia può cadere , in mancanza di uno scambio relazionale autentico, può instaurarsi una relazione simbiotica con il proprio figlio. Se il bambino non ha potuto superare quello stadio primitivo del " noi" simbiotico con la madre, accetterà in seguito il "contatto" , che lo costringe a non superare dal punto di vista emozionale lo stadio di quei primi anni nei quali il "contatto" stesso venne sancito. Nella terapia individuale è necessario ripercorrere lo stesso processo ed è quindi necessaria la massima esposizione del terapista perchè si ricrei la stessa simbiosi reciproca. Fino a che punto il terapista sarà in grado di tollerare il salto quantitativo che lo condurrà ad agire la sua parte irrazionale,impulsiva ? Questo intervento individuale , così carico di rischi e di sofferenza per il terapista, e che lascia fuori il sistema famiglia dalla possibilità di cambiamento; è forse inadeguato per questo tipo di paziente , il cui disturbo si collega alla storia di altre due generazioni. L'autore suggerisce , dunque, l'intervento sistemico, non solo , ma ritiene essenziale la scelta di una coterapia. Il sistema terapeutico unito al sistema familiare avrà infatti più potere e maggiore manovrabilità. La terapia , come processo creativo , favorirà la crescita sia della famiglia che del terapista, che potrà giocare la sua irrazionalità garantito (dal co-terapeuta) sia dall'essere risucchiato dalla famiglia che dall'esserne estromesso.

Questo articolo risulta evidentemaente essenziale per comprendere il modello di Terapia familiare di Whitaker.

Lia Tosi
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

"Add Crazyness and Stir : Psychotherapy with a Psychoticogenetic Family" with D.Keith, in: M.Andolfi and I.Zwerling (Edt.S) Dimensions of Family Therapy, The Guilford Press , New York ,1980.

"Family Microevents: Communication Patterns for Problem Solving", with J.Metycoff, in: F.Walsh Normal Family Processes, The Guiford Press , New York 1982

Purtroppo questo capitolo non è stato tradotto nè inserito nell' edizione italiana curata da Cigoli del libro della Walsh (Stili di Funzionamento Familiare) (RdB)

"Hypnosis and Family Depht Therapy" in J.Zeig (ed.) Ericksonian Approach to Hypnosis and Psychotherapy, Brunner Mazel , New York 1982.

"L' Educazione dei Bambini alla Creatività" in : C. Loriedo, A. Bianchi di Castelbianco : Il Bambino e i suoi Sistemi , Ed.Kappa, Roma, 1990, pp.150-154.

Whitaker esprime in questo articolo concetti molto interessanti a proposito della crescita e di come essa avviene, e sulla formazione del bambino creativo all'interno di una famiglia.In particolare, egli sostiene che è la coppia genitoriale che può permettere la crescita di un bambino creativo.Per permettere la crescita è necessario creare una situazione familiare e, in particolare, una situazione di coppia genitoriale, rassicurante. Tale situazione permette al bambino di sperimentarsi all'esterno, di diventare attivo, di crescere, ma di ritornare a rassicurarsi ogni volta che l'esterno lo spaventa e gli crea problemi di sicurezza. L'unica cosa che consente questo andare fuori dalla famiglia a sperimentarsi e tornare dentro la famiglia a rassicurarsi è una relazione stabile, non tra il bambino e ciascuno dei genitori, bensì tra il bambino ed un'altra relazione, cioè la relazione che esiste tra il papà e la mamma. Questa deve essere stabile e sicura e deve andare oltre la relazione che ciascuno dei due ha con il bambino. In questo modo si permette a quest'ultimo di fare tutte le sue esperienze tornando a rassicurarsi ogni volta che ne ha bisogno e uscendo ogni volta che ha di nuovo bisogno di stare fuori. E', dunque, ancora una volta, una relazione stabile tra individui che permette una situazione familiare normale e cioè un processo di crescita dentro e fuori: dentro la relazione e fuori dalla famiglia. Infatti, nel momento in cui il bambino è fuori della famiglia, è, comunque, dentro la relazione: egli è dentro la relazione con la relazione dei genitori. Se invece fosse per esempio in relazione con il papà o con la mamma in misura maggiore rispetto alla relazione con la coppia genitoriale, si verrebbe a creare quello che è stato definito da Bowen un triangolo. Si verificherebbe cioè che "una relazione preferenziale con uno dei genitori ed un'altra meno valida con l'altro", porterebbe quest'ultimi a utilizzare il bambino per la comunicazione nella relazione di coppia sopratutto quando questa è carente o conflittuale.

Avremo, allora, una situazione in cui la funzione del bambino di essere il "tramite tra il padre e la madre" prevale rispetto alla relazione di "figlio rispetto ai genitori". Se questa funzione diventa molto importante per il bambino, questo non la può abbandonare per andare a fare la sua esperienza all'esterno e deve rimanere dentro la famiglia. In tal modo vengono impedite la sua uscita, la sua esperienza e, quindi, la sua crescita e la sua creatività. Il livello di crescita di ogni persona è, dunque, regolamentato dal tipo di rapporto esistente tra l'individuo e la famiglia. E' molto importante, però, tenere presenti più livelli generazionali. Whitaker diceva che per avere un bambino creativo sono necessarie almeno tre generazioni. Ugualmente sono necessarie tre generazioni per creare una situazione di tipo funzionale rigida. Quello che il genitore fa, il figlio lo moltiplica per dieci. Perciò se il genitore è rassicurante, stabilisce un rapporto personale con il proprio coniuge e con il figlio in modo differenziato, il figlio moltiplica tutto questo per dieci. Whitaker dice che il bambino diventa creativo per queso motivo: " moltiplica per dieci" la capacità di usare la famiglia e le relazioni in essa presenti. La sua crescita è maggiore rispetto a quella dei genitori: c'è dunque una crescita maggiore da una generazione all'altra. Se, viceversa, c'è un'attribuzione funzionale presente già nella famiglia dei nonni, questa continua nella successiva moltiplicata per dieci e, come ha detto Bowen, si può arrivare, in tre generazioni, ad un sintomo.

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

  "The Inner Life of the Consultant" with J.Simons , in M.Andolfi and R.Haber (Edt.s) : Please , Help Me with This Family , Brunner Mazel , New York 1994.

Traduzione italiana: "La vita interiore del Consulente" con J. Simons, in M.Andolfi e R. Haber ( a cura di) : Titolo da definire in stampa presso Cortina Editore , Milano 1995 .
 
Dovrebbe essere l'ultimo articolo di Whitaker. I nostri lettori dovrebbero trovarlo in anteprima su questo stesso numero di Terapia Familiare.(RdB)

 
ARTICOLI :

 
"Pre-Psychotic Personality in Alcoholic Psychoses", with Eugene Davidoff, Psychiatric Quarterly, 1940.

"Treatment of Neurosyphilis in a Psychiatric Clinic", with Eugene Davidoff, Journal of Nervous and Mental Diseases, 1940.

"Without Psychosis-Chronic Alcoholism", Psychiatric Quarterly, Vol. 16, pp.373-392, April 1942.

"Ormsby Village: An Experiment with Forced Psychotherapy in the Rehabilitation of the Delinquent Adolescent", Psichiatry, Vol. 9, n.3, August 1946.

"Induced Regressive Behavior as Therapy for Adults", Unpublished with movie. American Orthopsychiatric Association, 1947.

"Compensation for Psychiatric Disabilities in Industry", Occupational Medicine, Vol. 5, April 1948.

"Group Interviewing as a Method of Evaluating Applicants for Medical School", with H. Wood and H. Ades, Journal of the American Medical College Association, Vol. 24, May 1949.

"A Phisophical Basis for Brief Psychotherapy", with J. Warkentin and N. Johnson, Psychiatric Quarterly, Vol. 23, July 1949.

"Teaching the Practicing Psysician to Do Psychotherapy", Southern Medical Journal, Vol. 42, n. 10, October 1949.

"The Psychotherapeutic Impasse", with J. Warkentin and N. Johnson, Journal of Orthopsychiatry, Vol. XX, n. 3, July 1950.

"Why A State Mental Hygiene Program ?", with G. Rice, Journal of the Medical Association of Georgia, June 1951.

"Symposium on Group Psychotherapy, Theory and Practice", Group Psychotherapy, Vol. 4, Nos.1 and 2, April-August 1951.

"A Comparison of Individual and Multiple Psychotherapy", with J. Warkentin and N.L. Johnson, Psychiatry, Vol. XIV, n. 4, November 1951.

"Preverbal Aspects of Psychotherapy with Schizophrenic Patients", AMA Archives of Neurology and Psychiatry, Vol. 67,1952.

"Doctor-Patient Relationship in Therapy: a Round Table Discussion", American Journal of Psychoanalysis, Vol. XV, n. 1,1955.

"Communication in Brief Psychotherapy with the Non-Psychotic Patient", Diseases of Nervous System, Vol. XVIII, n. 2, February 1957.

"Psychotherapy with Couples", American Journal of Psychotherapy, Vol. XII, n. 1, January 1958.

Tradotto in Italiano "Psicoterapia con la Coppia" in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp.253-262.

"Social Origin of Delusions", with J. Warkentin and T.P. Malone, Southern Medical Journal, Vol. 52, n. 11, November 1959.

"Organic Psychosis as Picked up in Psychitaric Esamination", with R.E. Felder, T.P. Malone and J. Warkentin, Journal of the Medical Association of Georgia, Vol. 49, n. 2, February 1960.

"The Ambulatory Schizophernic Patient", Journal of the Medical Association of Georgia, Vol. 49, n. 3, March 1960.

"Rational and Non-Rational Psychotherapy-A Reply", with T.P. Malone and R.E. Felder, American Journal of Psychotherapy, Vol. XV, n. 2, April 1961.

"The Usefulness of Craziness", with J. Warkentin, R.E. Felder and T.P. Malone, Medical Times, Vol. IX, n.86, June 1961.

"The Use of Agression in Group Psychotherapy", Journal of the Los Angeles Group Psychotherapy Association, July 1962.

"The Psychotherapy of the Acting-Out Schizophrenic", with T.P. Malone, American Journal of Psychotherapy, Vol. XVII, n. 3, July 1963.

Tradotto in Italiano "La Psicoterapia dell'Acting-out schizofrenico" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 132-143.

"Experiential Psychotherapy: Evaluation of Relatedness", with J. Warkentin, T.P. Malone and R.E. Felder, Journal of Existential Psychiatry, Vol. III, n. 11, Winter 1963.

"The One-To-One Therapeutic Relationship in the Treatment of Schizophrenia", with J. Warkentin. Presented at the Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute Conference, 1964.

"The Psychotherapy of Married Couples". Lecture delivered at the Cleveland Institute of Gestalt Therapy, Cleveland, Ohio, January 1965.

"The Community of Psychotherapists", with T.P. Malone, International Journal of Group Psychotherapy, Vol. VI, n. 1, January 1965.

"Marriage -A Model of Intimacy in Our Society", with J. Warkentin. Presented at the Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute Conference on Treatment of Marital Problems, April 1965.

"Open Communication from the Psychotherapist", Existential Psychiatry, January 1966.

"Sauna Bath and Snow Plunge", Voices, Vol. II, n. 1, Spring 1966.

"The Administrative Ending in Psychotherapy", Voices, Vol. II, n. 2, Summer 1966.

"The Marriage: A Secret Ally for the Psysician", Kentucky State Medical Journal, September 1966.

"Family Treatment of a Psychopathic Personality", Comprehensive Psychiatry, Vol. 7, n. 5, October 1966.

"Process Koans", with J. Warkentin, Voices, Fall 1966.

"Training for the Unreality Experience", Voices, Winter 1966.

"The Commitment to Intimacy", Existential Psychiatry, Vol. 6, n. 23, Fall 1967.

"The Contribution of Individual and Family Therapy to the Psychotherapy of Schizophrenia". Presented at the Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute Conference on Psychotherapy of Schizophrenia, April 21-22, 1967.

"The Impasse", Voices, Vol. 4, n. 3, Fall 1968.

"Existentialism in American Psychiatry: Ten Years Later", with Milton Miller and Carl Fellner, American Journal of Psychiatry, 125:8, February 1969.

"Dyads and Triads-A Critical Evaluation of *Triadic-Based Family Therapy* by Gerald Zuk", International Journal of Psychiatry, Vol. 8, n. 2, August 1969, pp. 566-567.

"Family Psychotherapy of a Psychopathic Personality: Must Every Member Change?", with J. Burdy, Comprehensive Psychiatry, Vol. 10, n. 5, September 1969.

Tradotto in Italiano "Psicoterapia Familiare di una personalità psicopatica: è necessario che ogni membro cambi?" in: G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 165-169.

"A Re-evaluation of Psychiatric Help When Divorce Impends", with M.H. Miller, American Journal of Psychiatry, 126:5, November 1969. (Reprinted in Changing Families by J. Haley, Grune & Stratton, Inc.

Tradotto in Italiano "Una Rivalutazione dell'<aiuto Psichiatrico> quando incombe il divorzio" in: Neill e Kniskern, Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp.283-298.

"Family Psychotherapy - Where the Identified Patient is a Schizophrenic".

"The Territory Chart as a Platform for Family Therapy", Voices, Vol. 6, n. 2, 1970.

"The Family Enters the Hospital", with C.H. Fellner and G.M. Abroms, American Journal of Psychiatry, 127:10, April 1971.

"Process Techniques of Family Therapy", with A. Napier. Presented at the Family Therapy Conference, Montreal, Fall 1971.

Tradotto in Italiano "Tecniche del processo di Terapia Familiare" in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 69-90.

Tradotto in Francese:"Techniques de Processus en Therapie Familiale", Cahiers Critiques de Therapie Familiale, n. 1, 1974, Belgium.

Tradotto in Spagnolo: "Tecnicas del Proceso de Terapia Familiar", with A.Y. Napier, Neurologia-Neurocirurgia-Psiquiatria, (Mexico), Vol. 14, n. 2-3, 1973.

"Commentary: A Longitudinal View of Therapy Styles Where N=1", Family Process, Vol. 11, n. 1, March 1972.

"Out of Janet' s Magic Into LImbo", Voices, Fall 1973.

"My Philosophy of Psychotherapy", Journal of Contemporary Psychotherapy, Vol. 6, n. 1, Winter 1973. Trad.Italiana :"La mia filosofia della Psicoterapia" in J.R.Neill e D.P.Kniskern in Dalla Psiche al Sistema Giuffré , Milano 1989 ,pp.55-62. ed anche in : G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 19-23.


"Power Politics of Family Psychotherapy". Presented at the American Group Psychotherapy Association Conference Symposium, February 17, 1974.

"Counseling Techniques and the Person of the Counselor" and "Marriage: Before, During and After", Conciliation Courts Review, Vol. 12, n. 1, September 1974.

"Alternate Treatment Systems for Psychosis", Voices, Summer 1974.

"Psychotherapy of the Absurd: With a Special Emphasis on the Psychotherapy of Aggression", Family Process, March 1975.

Tradotto in Italiano: "Psicoterapia dell' assurdo: con particolare riferimento alla psicoterapia dell' aggressività", in Terapia Familiare, n. 1, Giugno 1977, pp. 111-128 e in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 115-131.

L'abbandono di un modello razionale e il recupero della pazzia , intesa come quella parte irrazionale della personalità che viene sacrificata in nome dell'adattamento alla realtà esterna, è il punto centrale della concezione che Whitaker ha della terapia come momento di crescita sia della famiglia che del terapeuta. Uscendo dalla rigida dicotomia normalità - pazzia , l'autore mostra come quest'ultima rappresenti un ruolo, che può e deve essere giocato , come ogni altro, ma come ogni altro deve essere reversibile. La reductio ad absurdum di comportamenti stereotipati , rigidi, chiusi all'esperienza ed alla creativirà , non è , comunque, solo una tecnica, perché l'assurdità , come sottolinea l'autore , é la sostanza sia metafilosofica che esistenziale dell'uomo. La psicoterapia dell'assurdo può allora essere vista come un deliberato sforzo di spezzare i vecchi modelli di pensiero e di comportasmento a favore di un apprendere dall'esperienza. Il paziente potrà imparare a sviluppare una specie di immunità al bizzarro assalto dell'assurdità che accompagna il corso della nostra esistenza e fare un po' di esperienza dello zig zag che dovrà fare con l'assurdità della sua vita. Ma Whitaker non dimentica mai dietro lo scherzo , il gioco, l'esasperazione, l'aggressività , la sofferenza che accompagna ogni processo di cambiamento: la buona riuscita di questo metodo richiede che tutto sia fatto con amore e questo sentimento di affetto è l'anestesia necessaria all'amputazione dell'orgoglio.

Katia Giacometti
Istituto di terapia Familiare di Firenze
 
"Comment: Live Supervision in Psychotherapy", Voices, Spring 1976.

"Yoga and Psychotherapy - The Evolution of Consciousness: A Review", Voices, Summer 1976.

"Sex, Love and the Committed Relationship", Journal of Sex and Marital Therapy, Vol. 2, n. 4, Winter 1976.

"Process Techniques of Family Therapy", Interaction, Vol. 1, n. 1,Summer 1977, pp. 4-19.

Ľ "Strugglin with the Impotence Impasse: Absurdity and Acting-in", with D.V. Keith, Journal of Marriage and Family Counseling, January 1978.

"The Importance to the Family Therapist of Being Impotent", The Family, 1979,4 (2), 120-126.

"Dialogue on Separation: Clinicians as Educators" with P. Grossenbacher Boss in The Family Coordinator, 28,3,pp.391-398.

"Family Therapy as Symbolic Experience" with D.Keith , in International Journal of Family Psychiatry, 1 pp. 197-208.

"Play Therapy: a Paradigm for Work with Families" with D.V. Keith, Journal of Marital and Family Therapy, Vol. 7, n. 3, 1981, pp. 243-254.

Trad.Italiana: "La Terapia di Gioco : un paradigma di lavoro con le famiglie" in : Terapia Familiare n. 9, Giugno 1981 "Esperienze Internazionali di Tecnica e Teoria Relazionale" (conosciuto come numero arancione) ed anche in: in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 247-267.

Articolo fondamentale , a buon diritto spesso citato , per il tema che tratta e per il linguaggio che introduce....Se fare una terapia esperienziale con un paziente individuale è non dico semplice , ma possibile, come può avvenire la stessa cosa per una famiglia , per di più estesa? Ecco allora che Whitaker introduce due ulteriori elementi di complessità. Una é la terapia di gioco, per la quale le emozioni possono venir sperimentate in un contesto che comprende l'intero gruppo familiare. L'altro è la presenza di un co-terapista, che permette al terapista di immergersi nel processo con la famiglia, senza esserne travolto. Ed allora ci si può permettere di usare la metafora , di insegnare l'acting-out, di agire le allucinazioni del paziente designato e così via.

L'articolo si apre con un resoconto autobiografico di Whitaker e si chiude con un sogno di Keith . Anche questo é un modo , più immediato e meno concettuale, di comunicare la propria esperienza.

Stefano Fissi
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

"Symbolic Experiential Family Therapy", with D.V. Keith, in A. Gurman and D.P. Kniskern (Eds), The Handbook of Family Therapy, Brunner/Mazel, New York 1981. 1st Edition.

Trad. Italiana "Terapia Simbolico - Esperienziale" in Terapia Familiare N. 11 Giugno 1982 pp.95-134 ed anche in G. Vella e W. Trasarti Sponti (a cura di), Il Gioco e L'Assurdo - La Terapia Esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma 1984, pp. 170-246.

Questo articolo, originariamente capitolo della prima edizione dell'Handbook of F.T., non é stato riproposto nelle edizioni successive e non figura nella traduzione italiana pubblicata da Bertrando per Boringhieri. La traduzione su Terapia Familiare é una versione accorciata, quella su "Il Gioco e l'Assurdo" invece è completa.(RdB)

In questo articolo , fondamentale , si può trovare ampiamente sviluppato il pensiero di uno degli autori che più ha teorizzato la teoria non-teoria. Nella prima parte , dedicata alla distinzione fra famiglia normale e famiglia disfunzionale, gli autori tengono a sottolineare che la differenza non sta nell'assenza di sintomi , stress, sofferenza, bensi nella capacità della prima di utilizzare questi momenti come occasioni di crescita e di esperienza nel corso del ciclo vitale. La capacità di variare nel tempo intimità e separazione, ruoli , miti, aspettative ed abitudini viene considerato un importante elemento disagnostico , da cogliere sempre in una cornice che comprenda almeno tre generazioni. L'uso del gioco e della metafora sottolineano il contesto "come se" della terapia e il suo obiettivo, che consiste nell'accrescere la complessità dei significati dell'esperienza e la creatività, nello sviluppare un senso di appartenenza e , contemporaneamente, nel garantire la libertà di individuarsi. Il matrimonio è usato come metafora della coterapia, che caratterizza il lavoro clinico dei due autori. Matrimonio con figli in cui la famiglia è considerata il nuovo bambino.

I ruoli che i due genitori si distribuiscono sono di chi esegue e chi invece sostiene e nutre. Il terzo terapista , il noi della coppia , funziona come centro decisionale. Il modello di riferimento del processo terapeutico è quindi quello genitori - figli : inizia con l'infanzia, con un bambino piccolo, che non è in grado di prendere responsabilità per Sé , per procedere avanti fino ad arrivare alla tarda adolescenza in cui sono i figli a prendere l'iniziativa e il terapeuta ha , allora , la possibilità di abbandonare la sua funzione.

Katia Giacometti
Istituto di terapia Familiare di Firenze

"Entretien avec une famille simulée" in Cahiers Critiques de Therapie familiale N.4/5 1981 pp.25-32. (in Francese)

E' la prima di numerose famiglie simulate nei congressi di Bruxelles. I personaggi erano tutti noti terapisti (Kitty La Perriere , Paolo Menghi etc. Io facevo il figlio! Una curiosità : le foto di questa intervista non furono pubblicate su questo numero ne sull'altro volume sotto descritto . Sono invece state usate a corredo di un' intervista successiva pubblicata su Resonances N. 7 1995 e descritta più avanti).

Per chi legge il Francese può essere materiale interessante per osservare il modello clinico di Whitaker ed i suoi effetti. La simulata é infatti seguita da un dibattito nel quale i membri della famiglia esprimono ciò che hanno sentito.

La stessa seduta con dibattito é riportata anche nel volume:

"Etapes d'une evolution : Approche sistemique et therapie familiale" sous la direction de M.Elkaim et E.Trappeniers, Cahiers Critiques de Therapie Familiale N.15 1993 Edition Privat pp.133-146.

Rodolfo de Bernart
Istituto di terapia Familiare di Firenze

"Dialogo Clinico fra Carl Whitaker e Maurizio Andolfi", Seminario dell' Istituto di Terapia Familiare di Roma, 9-10 Ottobre 1982. a cura di A.M. Nicolò , in Terapia Familiare N.12 Dicembre 1982 , pp.75-83.

"Come finisce una terapia : intervista con Carl Whitaker" a cura di Rodolfo de Bernart , in: Terapia Familiare Notizie , N.2 , Giugno 1983 pp.1 e 6.

In questa intervista , purtroppo ormai molto difficile da trovare - e' pubblicata, infatti, sul notiziario in formato giornale - sono riportate alcune affermazioni fondamentali del pensiero di Whitaker. Ad esempio il fatto che la famiglia deve essere il suo stesso terapista; ed ancora il fatto che la famiglia viene in terapia in una fase infantile, mentre, se ritorna ancora dopo la conclusione, é come se fosse in una fase adolescenziale. Infine , forse il concetto più importante espresso nell'intervista è che le terapie familiari interminabili sono il prodotto di un' iperprotettività del terapista che vorrebbe far diventare la famiglia in trattamento "sana" quanto non è mai riuscito a far diventare la sua propria famiglia d'origine. Si pone quindi , con grande rilievo, la necessità dell'allievo di confrontarsi con la propria famiglia d'origine , per evitare di curare in tutte le famiglie in terapia la propria. Molto tempo dopo, io ho osservato , partendo da queste considerazioni, che la prima famiglia trattata dagli allievi nel training rappresenta quasi sempre un trattamento simbolico della propria famiglia d'origine.

Rodolfo de Bernart
Istituto di terapia Familiare di Firenze

"Intervista con Carl Whitaker", in W. Trasarti Sponti, Il Sistema Famiglia, Attraverso lo Specchio, Marzo 1983, numero unico.

"Frammenti di Coppia.....di Carl A. Whitaker", in A.Antonioli Vella (a cura di), Attraverso lo Specchio, Vol. 3, n.8/9, 1985, pp. 28-29.

"La Sindrome de Benessere: 'Il Paziente non Malato" in: Attraverso lo Specchio, N.32-33-34, Anno 10,1992 "Esperienze Cliniche in Psicoterapia Familiare II°" pp.5-9.

"Simulation d'un entretien familiale" introdotta da un commento di M.Elkaim "La Therapie Familiale symbolique - experientielle de Carl Whitaker" in : Resonances , N.7, Mars 1995. (in Francese)

Ancora un 'intervista simulata. Forse l'ultima fatta in Europa . Corredata da un commento di Elkaim e da osservazioni di Whitaker. Le mappe sono della famiglia presentata. Le foto invece si riferiscono a quella dell'81 descritta più sopra. (RdB)


SEZIONE SPECIALE: "Su Carl A. Whitaker":
 
"A Whitaker Sampler " in: The Family Therapy Networker Vol. 6 N.2 March -April 1982, pp.13-17 e 44-45.

Anticipazioni del volume "From Psyche to System" con commenti degli Editors. Interessante perché sintetico. (RdB)

"Take it or Leave it: an Interview with Carl Whitaker" by R.Simon , in: The Family Therapy Networker, Vol.9 , N. 5 September -October 1985, pp.26-37.

Un'interessante intervista , corredata da foto della vita e della famiglia di Whitaker. Richard Simon , direttore del F.T.Networker, oggi una delle migliori riviste al mondo di T.F., sa come mettere a fuoco i punti importanti del modello clinico e teorico del nostro. Se leggete l'Inglese (Americano) un po' speciale del Networker é da non perdere ! (RdB)

"Symbolic Experiential Journeys : A Tribute to Carl Whitaker" edited by R. Garfield V. Grenberg, S.Sugarman, Special issue of Contemporary Family Therapy , Vol. 9 N. 1-2 1987.

Si tratta di un volume speciale nel quale molti allievi e colleghi americani hanno scritto saggi sull'opera di Carl Whitaker dal quale erano stati formati o , comunque, influenzati nel modello clinico e formativo. (RdB)

"La Psicoterapia Familiare di Carl A. Whitaker - Una Lettura Epistemica"
, S. Rainieri, Quaderni del Centro Famiglia, Vita e Pensiero, n. 12, Milano 1991.

Si tratta di un vero e proprio studio critico , molto ben fatto , sul pensiero e l'opera di Whitaker scritto come Tesi (poi pubblicata per il suo interesse) da un allievo dell'Università Cattolica di Milano (Centro Famiglia) e dell'Istituto di Terapia Familiare di Firenze.

Attraverso una griglia epistemologica viene inquadrato l'approccio teorico sul piano antropologico e su quello scientifico. Ne vengono studiate le origini , le radici storico - culturali, le analogie con le altre scienze, i concetti essenziali e le teorie sulla famiglia, proposte letture sulle influenze degli autori precedenti, Freud, Rank, Melanie Klein, etc. Rainieri esamina poi il livello metodologico del modello clinico Simbolico-Esperienziale e la contrapposizione fra "insight ed esperienza". In questa parte non mancano le critiche ad alcune confusioni nel modello teorico ed ad alcune ambiguità nel modello terapeutico.

Completa il volume, assai interessante, una efficace introduzione di Vittorio Cigoli ed una bio-bibliografia aggiornate al 1989.

Rodolfo de Bernart
Istituto di Terapia Familiare di Firenze

aggiornata luglio 1996

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