Login
 
 
ALTRA BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Bibliografia consigliata agli studenti dell' ITFF
a cura di Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski

Formazione Sistemico-Relazionale libri e capitoli nei libri
a cura di Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski

Formazione Sistemico-Relazionale libri
a cura di Rodolfo de Bernart

Mediazione Familiare
a cura di Rodolfo de Bernart

Famiglia Ricomposta
a cura di Michal Dusik
In Preparazione

Coppia libri a cura di Daniela Giommi e Simona Caracciolo e Simona Caracciolo

Coppia articoli
a cura di Daniela Giommi

Carl A. Whitaker
a cura di Rodolfo de Bernart

Padre
a cura di Rodolfo de Bernart

Anoressia
di Partizia Majrani e Rodolfo de Bernart

Follow-up
a cura di Laura Colangelo - Anna Consiglio

Letture consigliate a cura di Rodolfo de Bernart

Pubblicazioni di Cristina Dobrowolski

Pubblicazioni di Rodolfo de Bernart

 
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA

La Formazione Sistemico- Relazionale:
Libri e Capitoli nei Libri

a cura di Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski

In Terapia Familiare n° 49 nov. 1995 "Itinerari della formazione: l'identita' del terapeuta"

aggiornata novembre 1995

Ci sembra utile per i nostri lettori avere a disposizione una bibliografia ragionata sulla formazione come strumento di lavoro a completamento di questo primo numero speciale della rivista dedicato allo stesso tema.

Abbiamo scelto di dividere i contributi in due sezioni : Libri ed Articoli , seguendo la tradizione della rivista. All'interno delle due sezioni ci è sembrato vantaggioso introdurre un'ulteriore suddivisione in lingue , per rendere più facile la consultazione. I libri sono quindi divisi in : Italiani Inglesi , Francesi e per gli articoli c 'è anche una quarta sezione Spagnola. Infine per facilitare il ritrovamento di temi particolari abbiamo introdotto sei parole chiave : Training, Supervisione, Tecniche Speciali (audiovisivi ed altro) , Persona e Famiglia del Terapista, Gruppo, e Formazione in altri contesti. Per ogni parola chiave sono elencati i numeri dei libri o degli articoli che si occupano dell'argomento. La scelta delle parole chiave è naturalmente arbitraria nel numero (piccolo) e nel merito. Siamo interessati ad avere dai nostri lettori suggerimenti di nuove parole chiave , per le quali potremmo facilmente costruire nuovi elenchi , magari pubblicabili sul prossimo numero.

I lavori sulla formazione non sono numerosissimi, speriamo perciò di essere riusciti ad effettuare una ricerca e quindi un elenco sufficentemente completi . Tuttavia qualcosa ci sarà sicuramente sfuggito. Invitiamo, perciò, i lettori a segnalarci eventuali dimenticanze, che potremo forse riportare in un supplemento di bibliografia nel prossimo numero sempre dedicato alla formazione. Ci scusiamo comunque con tutti coloro che avessimo involontariamente trascurato.

I libri e gli articoli apparsi sulla formazione in questi anni non sono poi molti se si considera quanto il problema sia importante In Italia ancora oggi.

Non é un mistero per nessuno che tutti gli Istituti e Centri Italiani si reggono economicamente sulla formazione e che la grande diffusione della Terapia familiare in Italia é legata anche alle buone possibilità di formazione offerte agli operatori nel nostro paese.

Tuttavia i contributi scientifici sull'argomento sono relativamente pochi.

Una parte dei lavori e delle riflessioni prodotti su questo tema sono state pubblicate in atti di convegni interni. La maggior parte dei libri che presentiamo sono di questo tipo. Questo é il caso dell' Istituto di Terapia Familiare che ha edito un volume "La Formazione Relazionale" a cura di ANDOLFI E PICCONE nel 1985. In esso appaiono oltre a contributi di didatti ed allievi dell' Istituto anche interventi di noti formatori italiani di altre scuole quali LUIGI E GRAZIA CANCRINI, CIGOLI, HARRISON, LORIEDO, NORDIO, PONTALTI, UGAZIO E VELLA. un altro volume simile é La Famiglia tra Patologia e Sviluppo a cura di ANDOLFI M., SACCU C.,, noto anche come gli atti di Todi. Ancora della categoria "Atti" fanno parte anche il volume di BETTI et al. e quello di MANFRIDA, de BERNART et al. sul covegno SIPPR di Siena. Non abbiamo fatto a tempo ad inserire, invece, i contributi sulla formazione apparsi sugli atti del Congresso SIPPR di Sanremo 1994, appena usciti per la F.Angeli a cura di LORIEDO, MALAGOLI -TOGLIATTI e MICHELI.

Gli altri volumi ricadono o nella categoria manuali , come quello sulla consulenza di ANDOLFI e coll. , quello di DEVOTO , quello di GURMAN e KNISKERN e molti dei volumi in lingua inglese , o trattano temi piu specifici come Video, Genogramma ,etc.
ITALIANO

 

1. ANDOLFI M., PICCONE D.,(a cura di) La Formazione Relazionale, Edizioni I.T.F., Roma, 1985.

Si tratta degli atti del 2° Convegno Italiano dell' Istituto di Terapia Familiare di Roma, tenutosi a Vietri nel novembre 1984. E' passato dunque oltre un decennio, ma questo volume mantiene tutt'ora notevoli elementi di interesse e resta uno degli sforzi più riusciti di fare il punto sugli aspetti salienti della formazione nel nostro campo. La scelta fatta dai curatori é stata quella di accogliere tutti i contributi presentati, fornendo così una panoramica il più ampia possibile degli orientamenti e delle esperienze in ambito didattico ma accettando il rischio, ovvio, di discontinuità e disomogeneità di livelli. In questa sede non possiamo che limitarci ad alcune segnalazioni relative a quelli che ci sono sembrati i temi chiave del Convegno. Una delle caratteristiche del nostro modo di insegnare é sicuramente la dimensione gruppale; ed al gruppo come strumento di formazione é dedicata la seconda sezione degli atti. Qui troviamo, tra gli altri, il lavoro di K. GIACOMETTI e G. MONTINARI, che affronta la funzione del gruppo inteso come spazio-sistema di apprendimento nell' ambito dei casi di psicologia relazionale; quello di R. de BERNART e P. MENGHI sulla consulenza nel gruppo in training, di cui gli autori mettono in luce somiglianze e differenze con la consulenza familiare ed ancora, quello di R. AURILIO, L. BALDASCINI e P. GRITTI, che descrive gli obiettivi e la dinamica di un primo anno di formazione relazionale, ponendo particolarmente l'accento su tre aree: (1) le strutture relazionali del sistema didattico, (2) la tendenza alla differenziazione insita nel gruppo di apprendimento, (3) la crisi dei modelli cognitivi ed emozionali. Alla luce degli aviluppi più recenti della teoria familiare e relazionale, che hanno visto riacquistare centralità all' individuo ed al problema dei significati, riteniamo utile indicare al lettore anche i contributi della seconda sezione dal titolo "L' individuo e l'apprendimento" ed in particolare: il lavoro di M. ANDOLFI sull' "handicap dello studente come strumento di formazione", tema caro all' autore per la comprensione di come si possano massimizzare le risorse personali dell' allievo, e quello di A.M. NICOLO' sulle emozioni del terapista nella relazione terapeutica ed in supervisione. Di quest'ultimo, ricordiamo il concetto di relazione bidirezionale, cioé di una relazione capace di condurre ad una "doppia trsformazione: quella della famiglia e del terapeuta" e quindi, "quella del terapeuta e del supervisore", ed il concetto di specularità tra il funzionamento della famiglia al suo interno e la sua relazione con il terapista. Concludiamo segnalando il cap. V, interamente dedicato alla supervisione come modello di apprendimento ed il cap. VII, in cui trovano spazio esperienze formative meno tradizionali e più attinenti al settore della prevenzione, come ad esempio, i corsi di formazione relazionale per medici di base (R. de BERNART) o per insegnanti (BELLATERRA, BERARDI, STENTELLA).

2. ANDOLFI M., SACCU C.,(a cura di) La Famiglia tra Patologia e Sviluppo, Edizioni I.T.F., Roma, 1992.

Il volume raccoglie contributi presentati al 2° Convegno Nazionale della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Familiare dell' ITF, svoltosi a Todi nell' ottobre 1991. L'ultima parte del libro contiene lavori specificamente dedicati al processo di formazione in cui si sottolinea l'importanza di una maturazione cognitiva ed emozionale dello psicoterapeuta e la necessità che, attraverso un lavoro su di sé, l'allievo impari a riconoscere la propria famiglia interna, distinguendola da quella reale che viene in terapia. In quest'ottica acquista senso il proseguimento dell' iter formativo proposto dalla scuola di specializzazione e costituito dall' aggiunta di un triennio di supervisione individuale al training clinico quadriennale. L' obiettivo non é più soltanto trasmettere delle tecniche (come molti pensavano negli anni '70) ma consentire l' acquisizione di una effettiva competenza clinica familiare e di una vera "identità" professionale; questo non consente più di ignorare le implicazioni personali e familiari del terapeuta e le sue risonanze emotive nel lavoro con la famiglia e lo costringe a fare i conti con la propria soggettività.

3. ANDOLFI M., HABER R.,(a cura di) La Consulenza in Terapia Familiare. Una Prospettiva Sistemica.. Cortina Editore, Roma. 1995.

La consulenza fa parte della formazione? Dalla nostra esperienza sembrerebbe di sì. Spesso i grandi maestri di T.F. visitando i vari centri hanno insegnato il loro modello terapeutico attraverso consulenze più che mediante lezioni di teoria. In questo libro nuovissimo a più voci vengono toccati diversi aspetti della consulenza , vista come una maniera di attivare sempre di più le risorse della famiglia e del sistema terapeutico. Difficile segnalare qui i capitoli più interessanti, ma certo la prefazione di Sluzki, , l'introduzione alla prima sezione di Haber, e tutta la quarta sezione sulla consulenza come strumento di sviluppo professionale sono in tema con la formazione.

4. BENVENUTO S., NICOLAUS O., (a cura di)La Bottega Dell' Anima, Franco Angeli, Milano, 1990.

Il volume costituisce una sorta di confronto a distanza tra i punti di vista dei vari leaders delle principali scuole di psicoterapia italiane e segna la conclusione di una prima fase di una ricerca, nella quale i curatori sono impegnati, per conto dell' Iross-Cnr (Istituto di ricerche sull'organizzazione socio-territoriale dei servizi) nel tentativo di approfondire i nessi fra le prestazioni psicoterapeutiche e l'organizzazione e la politica dei servizi di salute mentale. L'opera si divide in tre sezioni, di cui le prime due più specificamente dedicate alla formazione. La prima, dal titolo "Percorsi formativi delle principali scuole di psicoterapia in Italia", contiene, tra gli altri, i contributi di M. ANDOLFI su "I tempi della formazione in psicoterapia familiare" e quello di A.M. NICOLO'-CORIGLIANO e P. PEDE su "Famiglia e psicoterapia psicoanalitica: appunti sulla formazione". La seconda, "Testimonianze e riflessioni sui percorsi formativi, itinerari formativi personali", accoglie le osservazioni di alcuni tra i nomi più prestigiosi dei vari orientamenti psicoterapeutici, da M. SELVINI PALAZZOLI per la terapia familiare a D. ANZIEU, E. FACCHINELLI, P.F. GALLI, D. MELTZER, C. NERI, S. RESNIK, M. TREVI per l'approccio psicoanalitico individuale e gruppale.

5. BETTI M., MARCHI E., ZANDA G.,(a cura di) Esperienze Psichiatriche in Video, Ed. MAXMAUR, Lucca, 1991.

Si tratta di un volume speciale della rivista "Psichiatria e Territorio" , che contiene gli atti del convegno con lo stesso titolo , tenutosi nel 1991 a Bagni di Lucca. Alcuni contributi appaiono particolarmente interessanti: ZAPPAROLI riferisce sull'uso dei video in clinica , riabilitazione e didattica nel campo psichiatrico; de BERNART fornisce un'immagine completa dell'uso degli audiovisivi nella formazione relazionale . E' questo il primo articolo italiano che si occupa così estesamente dell'argomento. Più avanti ancora de BERNART in "Trance e Controtrance :la Supervisione Ipnotica" si occupa di audiovisivi e supervisione. Nel convegno tutti i contributi erano accompagnati da supporti video di grande interesse che purtroppo non sono riproducibili in volume.

6. BOGLIOLO C., BACHERINI A.M., Terapia Familiare e Psichiatria di Territorio, Ed. Uncini Pierucci, Firenze,1977.

E' un'opera forse un pò datata ed ormai introvabile che si propone di verificare l'impiego delle terapie relazionali nel contesto dei servizi psichiatrici di territorio. Per ciò che attiene al nostro argomento, vale la pena di ricordare l' articolo di M. MALAGOLI TOGLIATTI "Il training in terapie familiari ad indirizzo relazionale", che ci dà un'idea dello "stato dell'arte" in Italia negli anni'70, permettendo anche di fare una valutazione dei cambiamenti e delle diversificazioni avvenute nell' ambito dei modelli di formazione per ciò che riguarda le tecniche ed il modo di concettualizzare la funzione del gruppo ed il ruolo del trainer.

7. CANCRINI L., Quattro Prove per un Insegnamento della Psicoterapia, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1984.

Un piccolo ma prezioso libro che affronta il problema di quali possano essere le esperienze di crescita e di maturazione all'interno di un contesto educativo e di un setting analitico e relazionale. L' autore propone situazioni di formazione di cui sono protagonisti, insieme al didatta, studenti, operatori dei servizi e terapeuti in aggiornamento, cercando di mettere in evidenza le peculiarità e gli obiettivi specifici dei diversi contesti di apprendimento. Particolarmente interessanti sono, a nostro avviso, le pagine dedicate alla descrizione ed al confronto di interventi di supervisione e di consulenza, caratterizzate da una grande attenzione alla "soggettività" del terapeuta e del formatore. E' costante la preoccupazione di cogliere non solo i significati delle emozioni suscitate dai pazienti nel terapeuta, ma anche di quelle provocate nel supervisore dal terapeuta nel suo agire e nel suo narrare. Queste ultime possono rappresentare non solo classici fenomeni di controtraslazione ma, come dice Searles, "dei riflessi assai utili ai fini conoscitivi del rapporto esistente tra il terapeuta ed il paziente".

8. DE GIACOMO P., Mente e Creatività, F.Angeli, Milano 1995.

Se sviluppare la creatività fa parte della formazione, questo volume ha un posto importante . Anche perché propone un tentativo , forse migliorabile ulteriormente, ma sicuramente interessante, di uso di un programma computerizzato ( il dischetto é accluso) che permette l'autoformazione alla creatività. Vedi GERSON in FIGLEY, nella sezione Libri Inglesi, per i presupposti storici e teorici.

9. DEVOTO A. Le Tecniche di Gruppo. Franco Angeli Milano, 1984.

Segnaliamo questo volume , per molti aspetti datato, perche contiene due contributi storici sulla gruppalità nella formazione. Il primo é quello di R. de BERNART "La funzione del gruppo nella formazione del terapista familiare", che apre il volume , fornendo un'accurata analisi della letteratura sui gruppi , ed un modello sistemico relazionale di lavoro con il gruppo in uso nella formazione all'Istituto di Terapia Familiare negli anni settanta-ottanta, ed ancora valido per certi aspetti. Il secondo di G. LO VERSO "Il gruppo come tecné e cultura per la formazione psicologica individuale" affronta con un linguaggio decisamente gruppoanalitico e psico sociale un tema ancora più vasto.

10. GURMAN A.S., KNISKERN D.P., Manuale di Terapia della Famiglia, Bollati Boringhieri, Torino, 1995.

E' l'edizione italiana, a cura di P.BERTRANDO, del famoso manuale americano di T.F. Sulla formazione e sulla supervisione segnaliamo il capitolo curato da H.A. LIDDLE (18). Anche la parte quinta del volume "Scuole Italiane di Terapia della Famiglia" si occupa di questo argomento . Tuttavia appare interessante sopratutto il contributo storico curato dallo stesso BERTRANDO (23) che da' un panorama abbastanza completo e sintetico della T.F. Italiana. Discutibile appare invece l'idea di offrire altri sei capitoli ad altrettante scuole italiane, dando così un'immagine necessariamente ridotta e distorta della formazione sistemico-relazionale in Italia. Alcuni dei capitoli affrontano qualche problema teorico , i più si limitano a fornire informazioni piuttosto burocratiche sul modello di training.

11. MANFRIDA G., de BERNART R., D' ASCENZO J., GIANNINI A., NARDINI M., Psicopatologia e Modelli Psicoterapeutici: La Prospettiva Relazionale, Wichtig Edit., Milano, 1993.

Sono gli atti del 2°convegno della SIPPR svoltosi a Siena nel 1993. Solo alcuni gruppi di studio erano dedicati alla formazione ed in particolare alla clinica nel training, osservata dal punto di vista dei didatti e degli allievi. In particolare segnaliamo i contributi di DOBROWOLSKI su Relazione terapeutica e Relazione di Formazione, di COTUGNO e MALAGOLI TOGLIATTI sui presupposti epistemologici delle attività didattica, di BASSOLI et al. sull'analisi autoriflessiva di un 'equipe, di CHIANURA et al. e di BENEDETTI et al. sulle emozioni, di GRITTI e DI CAPRIO sulla formazione sistemico-relazionale nell'università, di BECATTINI et al. sugli aspetti coevolutivi del sistema terapeutico e didattico, di FABRIZI et al. sulla relazione terapeutica. Infine particolarmente originali i contributi di MATTUCCI e di GALEOTTI che riferiscono di due esperienze simili: la clinica nel training e la formazione di base (corso introduttivo) dal punto di vista dell'osservatore, cioé di quella figura intermedia di allievo didatta che può appunto osservare , nel suo periodo di formazione come tale, il rapporto fra didatta e allievo da un' ottica privilegiata.

12. MONTAGANO S., PAZZAGLI A., Il genogramma. Teatro di alchimie familiari, Milano, Franco Angeli, 1989.

In questo volume le autrici affrontano il tema del genogramma e con esso le relazioni familiari viste con le loro radici profonde nella storia di ogni individuo. Strumento, il genogramma, che attualmente sembra essersi imposto di nuovo all'attenzione dei terapeuti familiari attraverso la ripresa della storia e soprattutto del tema della famiglia del terapeuta stesso ai fini della sua formazione. Questo sembra essere l'obiettivo dell' impiego del genogramma in luoghi diversi quali la formazione dei terapeuti, la terapia familiare o di coppia, oppure nel corso di un'anamnesi medica. La parte centrale del volume é dedicata al genogramma nella formazione, dove i frammenti di esperienza esemlificano alcuni concetti interpretativi utilizzati per l'ascolto e la rielaborazione degli eventi narrati. Sullo stesso argomento potrà essere utile confrontare i volumi in lingua inglese :"The Family Life Cycle " a cura di CARTER E.A. e McGOLDRICK M. , Gardner Press 1980 NY e "Genograms in Family Assesment " di McGOLDRICK M. e GERSON R. ,Norton 1985 NY, di cui é disponibile anche la versione in francese : "Génogrammes et entretien familial " ESF Paris 1985, che non abbiamo inserito nelle sezioni Libri perché non trattano specificamente dell'uso del genogramma nella formazione.

13. WATZLAWICK P., WEAKLAND J.H., La Prospettiva Relazionale, Astrolabio, Roma, 1978.

Si tratta di una raccolta dei saggi più significativi, alcuni "storici" prodotti tra il 1965 ed il 1974 dai membri del Mental Research Institute di Palo Alto. Vi sono contenuti, tra gli altri, alcuni scritti fondamentali di Don D. Jackson, ispiratore e fondatore del M.R.I. Al tema specifico del training sono dedicati però soltanto due lavori: "Uso del videotape nella formazione di terapeuti della famiglia" di A.M. BODIN e "Caratteristiche del lavoro di operatori non professionisti nel ruolo di terapeuti primari" di L.R. MOSHER, A. REIFMAN E A. MENN. Il primo é un articolo più "tecnico" in cui vengono descritti e discussi gli aspetti innovativi (siamo alla fine degli anni '60) dell' introduzione delle apparecchiature di videoregistrazione nella didattica, sia per quanto riguarda l'acquisizione da parte dell' allievo di maggiori capacità di lettura delle interazioni familiari e gruppali, sia come strumento di autosservazione e riconoscimento di aspetti di sé e del proprio modo di porsi in relazione. Il secondo articolo descrive le esperienze degli autori nella formazione di giovani paraprofessionisti, relativamente non esperti, allo scopo di aiutare i pazienti schizofrenici nelle loro esperienze psicotiche. Il contesto di questo lavoro é costituito da due centri di terapia, il Soteria House (aperto nel 1971) e Emanon House (aperto nel 1974) entrambi ispirati al famoso progetto di Kingsley Hall realizzato a Londra da Ronald Laing
INGLESE

 

1. ™ ANDOLFI M., ZWERLING I., Dimensions of Family Therapy, Guilford Press, New York, 1980.

Il volume raccoglie i contributi più importanti presentati al 2° Congresso Internazionale di Terapia Familiare tenutosi a Firenze nel giugno 1978, ed apparsi in italiano nei n. 3 e 4 della rivista Terapia Familiare. L'ultima sezione del libro contiene tre articoli dedicati alla formazione, due dei quali, quello di D.P. KNISKERN e A.S. GURMAN e quello di M. ANDOLFI e P. MENGHI, considerati oggi quasi "storia". Il primo lavoro è dedicato alla ricerca sul training in terapia familiare e focalizza l'attenzione su tre aree: (1) i principali modelli e programmi di training esistenti, (metodi didattici, supervisione e tecniche esperienziali). (2) I criteri più importanti per la valutazione del training e (3) una proposta di metodologia di valutazione dei programmi di formazione. Il secondo articolo (ANDOLFI, MENGHI) presenta la prima formulazione generale del programma di training condotto presso l' Istituto di Terapia Familiare di Roma. I temi più importanti sono: l'analisi delle motivazioni dell' allievo e la ridefinizione delle aspettative; l'uso del gruppo come laboratorio; il processo di supervisione clinica nel training con particolare riguardo alla caratterizzazione della situazione peculiare che viene a crearsi per l'unione del sistema di apprendimento (trainer, studente e gruppo) col sistema terapeutico (supervisore, terapista, famiglia).

2. ™ BERGER M.M., Videotape Techniques in Psychiatric Training and Treatment, Brunner-Mazel Publ., New York, 1978.

Di questo volume, fondamentale per tutti coloro che usano gli audiovisivi in terapia e formazione, segnaliamo la Sezione II° Training , che contiene contributi di vari autori . Sopratutto ci sembrano interessanti i contributi di BERGER stesso : il primo (16) sull'uso del videotape nel trattamento integrato di individui, coppie, famiglie e gruppi ed il secondo (23) sulla video confrontazione nella crescita del Se ; da leggere inoltre quello di ALGER (20) sull'uso del Freeze Frame ; infine particolarmente interessante é l'articolo di WHITAKER (21) sull'uso del Video in Terapia Familiare in relazione all'Impasse terapeutico.

3. ™ FERBER A., MENDELSOHN M., NAPIER A., The Book of Family Therapy, Hoghton Mifflin Company Sentry Ed., Boston, 1972.

Alla stesura di questo volume, certamente molto datato ma che rappresenta comunque una tappa importante nel processo di riflessione sulla formazione dei terapeuti familiari, hanno contribuito alcuni dei nomi più prestigiosi del campo: WHITAKER, NAPIER, FERBER, AUERSWALD, BOSZORMENYI-NAGY, HALEY, WEAKLAND, FRAMO, WYNNE ed altri ancora. E' un libro che propone ai lettori una curiosa mistura di aspetti teorici, empirismo ed elementi personali, risultando proprio per questo spesso molto stimolante ma anche un pò dispersivo. Non si può non essere incuriositi dal racconto che autori celebri come quelli citati, fanno delle proprie esperienze familiari e di formazione nel cap. 3 "We became family therapists" e la struttura a più voci, data a questo ed a molti altri capitoli, contribuisce a rendere estremamente viva ed articolata la narrazione. Le due sezioni più mirate sul tema della didattica in terapia familiare sono, però, la seconda e la terza. Nella seconda segnaliamo il lavoro di MENDELSOHN E FERBER "A training program", che presenta un programma di training (siamo agli inizi degli anni '60) sviluppato nel corso di dieci anni presso il Bronx State Hospital (New York) che vedeva all' epoca in Israel ZWERLING, uno dei principali animatori. Il programma, distinto in quattro livelli di formazione, era stato concepito per cercare di soddisfare le necessità di un dipartimento psichiatrico nell' ambito di una scuola di medicina con molti contesti istituzionali diversi ed una gran numero di operatori con differenti backgrounds professionali. Ci sembra interessante osservare come già quasi trenta anni fa venissero identificate fasce distinte di allievi: una costituita da operatori della salute mentale, cui doveva essere fornito un orientamento di base all' approccio familiare, una seconda formata da allievi che dopo una formazione di base intendevano diventare terapisti familiari ed un terzo gruppo di terapisti familiari già formati che volevano prepararsi a svolgere un lavoro didattico e di ricerca. Nella terza sezione del libro dal titolo "Insegnanti ed allievi", ci sembra valga la pena di citare il cap. 12 "Gli allievi parlano", racconto delle proprie esperienze di studenti in training fatto da terapisti familiari che si erano preparati con clinici famosi come A. FERBER, T. FOGARTY, H.P. LAQUER; ed il cap. 14 di GUERIN e FOGARTY sullo studio della propria famiglia di origine. Mentre Guerin descrive in dettaglio la propria esperienza di lavoro con la propria famiglia di origine sotto la guida di M. Bowen, Fogarty racconta, dal punto di vista del didatta, il lavoro svolto con un allievo sulla famiglia di origine di quest'ultimo e cerca di metterne in luce gli aspetti salienti per la costruzione di una posizione Io nel rapporto terapeutico e nella relazione col supervisore.

4. ™ FIGLEY C.R., Computers and Family Therapy, The Haworth Press, New York, 1985.

Se molti terapisti e didatti sono allergici agli audiovisivi, c'é da chiedersi che reazione avranno a queste proposte di uso dei computer in terapia e formazione. Del volume, comunque ci interessa sopratutto il capitolo di R.GERSON sulla formazione. Una buona parte di esso é dedicata all'interessante possibilità di generare genogrammi computerizzati con programmi specifici. Altra possibilità nuova e la simulazione di terapia computerizzata. Le conclusioni rimandano idealmente all'ultimo volume di DE GIACOMO (Vedi Libri Italiani).

5. ™ LIDDLE H.A., BREUNLIN D.C., SCHWARTZ R.C., Handbook of Family Therapy Training and Supervision, The Guilford Press, New York, 1988.

E' la bibbia del didatta e del supervisore in Terapia Familiare ! Impossibile segnalare i contributi migliori. Sono quasi tutti eccellenti. Inoltre il volume é organizzato e strutturato nello stile ordinato e quasi ossessivo proprio di LIDDLE. Perciò é veramente facile trovare tutto ciò che serve senza che ci sia bisogno di leggere tutto. Infine, contiene una preziosa bibliografia su Training e Supervisione, decisamente più completa della nostra, ordinata per voci, che ha solo due difetti: é datata al 1988 e si occupa solo di contributi in lingua inglese.

6. ™ WHIFFEN R., BYNG-HALL J., Family Therapy Supervision: Recent Developments in Practice, Academic Press, London, 1982 - Grune & Stratton Inc., New York, 1982.

Sono gli atti di uno storico incontro sulla Supervisione fra trainers Europei ed Americani tenutosi a Londra alla Tavistock Clinic nel 1979 . I contributi appaiono forse un po' datati ma sicuramente interessanti sul piano storico.

 

FRANCESE
1. ™ BLEANDONU G., La Vidéo en Thérapie, Les Editions E S T, Paris, 1986.

Di grande interesse sopratutto per le applicazioni cliniche del video suggerite nei primi capitoli, questo volume contiene tuttavia soprattutto nel capitolo (7) , curato da BEAUJEAN , notevoli indicazioni sull'uso del video in terapia e formazione sistemica. Da segnalare inoltre il parafrafo sulla "Photo-videoscopie genealogique" nel capitolo (6) , dal quale é stato ispirato il "Genogramma Fotografico" di de BERNART ormai entrato in uso comune nella formazione in molte scuole di Terapia Familiare (Vedi Libri Italiani :5 , Articoli Italiani: 15,16,17 e Articoli Francesi: 10; vedi anche Articoli Inglesi: 1).

2. ™ ELKAIM M., Formations et Pratiques en Thérapie Familiale, Les Editions ESF, Paris, 1985.

Si tratta degli atti del Congresso Internazionale di Bruxelles del 1985, dedicato a "Approcci terapeutici e modelli di formazione in terapia familiare". Pur con i limiti legati al contesto di un convegno, relativi soprattutto all'eterogeneità dei contributi e talvolta ad una mancanza di spazi di approfondimento, la lettura di questo volume offre molti interessanti spunti di riflessione. Segnaliamo, tra le altre cose due tavole rotonde. Nella prima, P. PAPP, M. ANDOLFI, J. HALEY, C. MADANES, M. ELKAIM E L. BOSCOLO, mettono a confronto le loro opinioni su quesiti come: "esiste una differenza tra il modo in cui si insegna ad un allievo a cambiare un sistema e quello in cui si cerca di favorire l'evoluzione di una famiglia?", cioé il modello teorico di formazione é isomorfico al modello clinico?. Nella seconda tavola rotonda, C. WHITAKER, B.S. DUHL, C. SLUZKI, O. SILVERSTEIN, J. HALEY E S. MINUCHIN, discutono su "Creatività e formazione", fornendo una panoramica su posizioni molto diverse e non sempre facilmente compatibili.

3. ELKAIM M. (sous la direction de) Panorama des Therapies Familiales Ed. Seuil, Paris, 1995.

E' un libro appena uscito . Non abbiamo proprio fatto in tempo a leggerlo . Però ci sembra opportuno segnalarlo perché contiene un 'intera sezione (l'ultima) su training e supervisione.

4. ™ GEFFROY Y., ACCOLLA P., SCHUTZENBERGER A.A., Vidéo...Formation et Thérapie, Epi s.a., 1980.

E' un volume di grande interesse per tutti coloro che vogliano approfondire lo studio dell'uso degli audiovisivi nella formazione. La prima parte , a cura di GEFFROY E ACCOLLA, si occupa di teoria e di confrontazione, mentre la seconda parte , curata dalla SCHUTZENBERGER , offre uno spaccato dei diversi modi di utilizzare il video nell'approccio più "clinico" del versante formativo.


PAROLE CHIAVE:

TRAINING: Italiano: 1,2, 3,4,5,6,7,10,11. Inglese: 1,3,5,6. Francese: 2,3.

SUPERVISIONE: Italiano: 1,2,3,4,5,7,10,11. Inglese: 3,5,6. Francese: 2,3.

TECNICHE SPECIALI (Audiovisivi etc.): Italiano: 5,8,11,12,13. Inglese:2,4,5. Francese : 1,4.

PERSONA e FAMIGLIA del TERAPISTA: Italiano : 1,2,3,4,5,7,8,12. Inglese : 3. Francese : 1,2,4.

GRUPPO: Italiano: 1,9,13.

FORMAZIONE in ALTRI CONTESTI : Italiano: 1,8.

aggiornata novembre 1995

Copyright (c) ITFF 2008