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BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Bibliografia consigliata agli studenti dell' ITFF
a cura di Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski

Formazione Sistemico-Relazionale libri e capitoli nei libri
a cura di Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski

Formazione Sistemico-Relazionale libri
a cura di Rodolfo de Bernart

Mediazione Familiare
a cura di Rodolfo de Bernart

Famiglia Ricomposta
a cura di Michal Dusik
In Preparazione

Coppia libri a cura di Daniela Giommi e Simona Caracciolo e Simona Caracciolo

Coppia articoli
a cura di Daniela Giommi

Carl A. Whitaker
a cura di Rodolfo de Bernart

Padre
a cura di Rodolfo de Bernart

Anoressia
di Partizia Majrani e Rodolfo de Bernart

Follow-up
a cura di Laura Colangelo - Anna Consiglio

Letture consigliate a cura di Rodolfo de Bernart

Pubblicazioni di Cristina Dobrowolski

Pubblicazioni di Rodolfo de Bernart

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BIBLIOGRAFIA RAGIONATA

La Terapia di Coppia

a cura di Daniela Giommi e Simona Caracciolo

Da Maieutica numero 2-3 dic. 1994 giu 1995

aggiornata al giugno 1995

INTRODUZIONE

Che la coppia oggi sia in crisi è una realtà ormai condivisa da tutti: non è più necessario arrivare al settimo anno per capire che il principe azzurro è un ranocchio e la fata una megera.

Credo che non per caso in Italia negli ultimi cinque anni le procedure per il divorzio si siano velocizzate, anche se nel nostro Paese si tende sempre a favorire una prospettiva di riconciliazione. Ma, finita una coppia, spesso se ne forma un'altra: essere single non è poi così bello come sembra.

Purtroppo se non si è riflettuto a sufficienza sul perchè della fine, si tende a ricreare, anche con un partner diverso, le condizioni che hanno prodotto gli errori e determinato la rottura.

Oggi alla coppia si chiede molto: il partner maschile deve amarti, capirti, essere un compagno attento, un padre presente, un buon amante.

Per la donna le cose non sono più semplici: deve essere autonoma, ma sessualmente intrigante, madre ed amica, determinata nelle sue scelte, ma fragile e dipendente dalla figura maschile.

Un tempo la famiglia allargata, certe barriere "morali" ed istituzionali mettevano forse a dura prova l'equilibrio emotivo delle coppie regolarmente sposate, ma c'era il vantaggio che ognuno sapeva che non poteva chiedere "tutto" alla propria coppia.

Oggi, invece, si chiede, se non tutto, molto e poichè gli esseri umani hanno sempre meno capacità di prescindere dal proprio Io (pensiamo alla sfera della sessualità, a quello della procreazione ad ogni costo, al figlio vissuto come prolungamento dell' Io e non come persona, "altro da sé", etc.etc.), vivere in due è diventato complesso. Gli uomini hanno sempre avuto più chances, sia dal punto di vista della tolleranza sociale, che da quello organico-riproduttivo. La donna è maggiormente penalizzata anche nella rottura e ne esce con un minor numero di carte da giocare.

Eppure sempre più spesso è lei che vuole la separazione, che chiede la terapia, che ha un passato di dolore e di incomprensioni nella sua storia di coppia. Leggendo questi libri ed articoli è forse possibile capire il perchè della crisi ed avvalersi dei presupposti teorici per la salvezza o la morte definitiva della coppia.

Credo che la formula migliore sia quella di riprendersi le parti di sè, quelle buone e quelle cattive, proiettate sull'altro, per crescere con lui/lei e non contro e per costruirsi ciascuno come un intero e non come la metà dell'altro, altrimenti si rischia di rimanere una metà per sempre.

I testi analizzati si riallacciano ai tre diversi indirizzi della terapia di coppia: quello psicoanalitico, che mette l'accento principalmente sulla scelta del partner, quello relazionale, che si occupa prevalentemente della comunicazione all'interno della coppia e quello cognitivo-costruttivista, che ha messo a punto strumenti nuovi e diversi per lo studio e la cura della coppia.

Queste tre modalità terapeutiche hanno differenze visibili nei tempi e nelle sedute, nel numero dei terapisti e nel settiing, ma hanno elementi comuni.

Usare uno o l'altro indirizzo dipenderà ,in fondo, unicamente dalla formazione del terapeuta, più che dalla maggiore efficacia di un approccio terapeutico rispetto ad un altro.


Maurizio Andolfi, Claudio Angelo, Carmine Saccu

LA COPPIA IN CRISI

ITF Roma, 1987, L. 40,000

"La coppia in crisi" é il titolo di un bellissimo Congresso, che si svolse a Roma nel 1987: il Prof. Maurizio Andolfi anticipò un tema che oggi non susciterebbe più stupore, dal momento che tutto è crisi, ma che sette anni fa ci spinse a riflettere sulle problematiche nuove e sulle trasformazioni avvenute nella coppia.

Fu un Congresso ricco di interventi, parteciparono tutti i grandi nomi della terapia familiare e gli atti di questo Congresso, pubblicati su un volume che porta lo stesso titolo, sono e credo resteranno a lungo, un ottimo supporto teorico-pratico al lavoro clinico con le coppie. Anche perché non si tratta di un volume di atti tradizionali , nei quali si trova un po' di tutto , ma di una serie di contributi scelti dai curatori , ai quali si sono aggiunti alcuni capitoli scritti da personaggi eminenti ( come Whitaker) che , in realtà , non poterono partecipare al congresso.

Il primo capitolo è dedicato alla coppia normale: quale articolo scegliere? Non saprei, sono tutti interessanti, anche perchè sono scritti da figure del calibro di C. Whitaker, Froma Walsh, Robert Neuburger, Jurg Willi, Eugenia Scabini, etc.

Nel secondo capitolo ci si chiede quale formula terapeutica sia migliore per la coppia in crisi , i contributi sono fra gli altri di Stierlin , Framo , Nicolò , Elkaim, Canevaro ,Andolfi, Loriedo e Caillé..

La terza parte analizza la sessualità nella coppia e le diverse modalità d'intervento: questo argomento non fu tralasciato nel Congresso, cosa che troppo spesso avviene, come purtroppo parallelamente l'aspetto sessuologico viene trascurato nelle terapie di coppia psicoanalitiche, relazionali , cognitive, etc. Di particolare interesse i contributi di Cooklyn e Barnes, De Nichilo, Vella , Pasini. Interessante e sopratutto molto utile risulta inoltre il contributo di Rodolfo de Bernart e Roberta Giommi, nel quale sono fornite tutte le indicazioni su come condurre uno screening diagnostico prima di una psicoterapia e vengono indicate le modalità per combinare in vario modo l'intervento sessuologico con quello relazionale.

Il quarto capitolo è il più doloroso: si inizia a guardare laddove la rottura è insanabile e quindi, si affrontano i temi dei figli, del divorzio e della famiglia ricostruita. Utilissimi i contributi di Saccu e Montinari , Cigoli, Carter e La Perriere.

Finalmente ho l'occasione per dire che questi atti sono testimonianza di un Congresso che soggettivamente ho messo al primo posto nella non breve lista di seminari e congressi ai quali ho partecipato in questi ultimi dieci anni. Davvero, mille grazie a coloro che lo organizzarono.

Il volume resta ancora attualissimo nei contenuti e nelle proposte.


Angela Antonioli, Luisa Martini

LA RELAZIONE SESSUALE DI COPPIA

Attraverso Lo Specchio, n. 35/36, Anno 11, 1993, L. 24,000

Questo articolo analizza il percorso di formazione e mantenimento di una coppia. Dall'innamoramento al primo consenso, dall' alleanza operativa al consenso adulto, cioé libero ormai dai miti e dalle aspettative fantasmatiche reciproche.

L' excursus comprende anche la patologia della coppia, sessuale e non, e l'analisi del perchè ed in nome di quale tipo di amore una coppia decide di non separarsi malgrado la sofferenza ed il malessere. Aiutate da vari casi clinici, le autrici sono in grado di affermare che nella problematica sessuale della copia il vaginismo e l'impotenza sono maggiormente legati a problemi di svincolo dalle famiglie d'origine, mentre dispareunia, eiaculazione precoce ed anorgasma avevano a che fare con un problema di potere all'interno della coppia e della relazione.

Articolo di facile lettura, non per questo superficiale, tratta molti argomenti creando spunti per successivi studi e ricerche.

Jole Baldaro Verde

ILLUSIONI D'AMORE

Raffaello Cortina Ed., Milano 1992, L. 35,000

Squisita analisi del perchè e del come si sceglie un partner piuttosto che un altro e di che tipo di coppia riusciamo a formare. Per spiegare tutto questo l'autrice propone quattro tipi di scelte:

1) Scelta d'appoggio : una persona è fissata in un ruolo infantile di dipendenza e vuole un partner genitore. E' una scelta più frequente fra le donne.

2) Scelta narcisistica : il partner rappresenta una parte di sé; vengono perciò proiettati sul partner i bisogni del sé bambino.

3) Scelta mista : si sceglie ciò che si vorrebbe essere.

4) Scelta centrata sul legame con l'oggetto : questa è la scelta di chi ha mantenuta salva una capacità sinmetrica di scambio.

Il libro offre un excursus sulle torie psicoanalitiche classiche, sul rapporto madre-padre, genitori-figli, fratelli-sorelle e sulle tre fasi dello sviluppo, fino ad arrivare al magico, complesso insostituibile momento dell'innamoramento, dove più che in ogni altra fase si crea "l'illusione d'amore".

Questo volume è la seconda versione aggiornata di un libro dallo stesso titolo pubblicato nel 1984.


 
W. Robert Beavers

IL MATRIMONIO RIUSCITO

Astrolabio, Roma 1987, L. 22,000

Robert Beavers pensa che sia possibile lavorare terapeuticamente, con successo, con le coppie allorchè esse constatano difficoltà comuni ed intendono fare qualcosa per migliorare il rapporto.

E' un libro pieno di fiducia: Beavers vede nel matrimonio, istituzione della cui esistenza, oggi, molte persone non sanno capire il perchè, una sua vitalità ed insegna, quindi, che non solo esiste ancora, ma descrive anche come il terapeuta e la coppia in trattamento possano farne un matrimonio riuscito.

Interessante il terzo capitolo, nel quale vengono descritte le caratteristiche che dovrebbe avere la coppia sana, non sulla base , naturalmente, di idee astratte ma di studi clinici e ricerche.

Invidio il buon umore che permea questo libro: io, come terapista della coppia, come donna, ahimè sono molto sconfortata.

Mi piace pensare però, che riuscire a sanare un matrimonio sia una scelta vincente.

Non dico che il terapista debba fare "la colla" che tiene insieme la coppia, ma credo che lavorare, laddove c'è collaborazione da parte dei pazienti, per mantenere in piedi e riscoprire la vitalità interna di un matrimonio sia un'ottima cura personale, di coppia e, perchè no, anche sociale.


Dario Bosi, Carlo Santa Maria

DIZIONARIO DI PSICOANALISI FAMILIARE: COLLUSIONE DI COPPIA. INTERAZIONI, 1/1993 pp.145/147

Franco Angeli Ed., L. 26,000

Ottima spiegazione di un termine usato molto nella terapia e nello studio della coppia.

Parte dal Devoto-Oli per arrivare a Dicks ed alla sua elaborazione teorica di questo concetto.


Phlippe Caillé

LA COPPIA, QUESTA SCONOSCIUTA E LA SUA DOMANDA

LA TERAPIA DI COPPIA, pp. 6/11

PSICOBIETTIVO, Gennaio-Aprile 1993, L. 20,000

Bello questo numero di Psicobiettivo sulla terapia di coppia.

l'Articolo di Caillé pone l'interessante dilemma che quando un terapista vede una coppia, vede un uomo, una donna ed un terzo fattore, dinamico ma segreto, che si può chiamare"il terzo della relazione".

Caillé sottolinea la sua presenza in seduta identificando questo terzo, addirittura con un oggetto, per es. una sedia, la sedia dell'assoluto di coppia.

Compiuta questa localizzazione spaziale, diventerà progressivamente naturale domandare ad ogni coniuge di rispondere per due volte ad ogni domanda, una volta a proprio nome, un'altra volta come interprete di quell'entità che è la relazione.

Il terapeuta può fungere da riparatore, da interprete o da negoziatore.

Con l'introduzione dell'assoluto di coppia il terapeuta diventa qualcosa di diverso da quello detto sopra, diventa un interlocutore, uno specchio per la coppia, nel corso di un processo che porterà i coniugi ad esplorare il loro modello.

Interessante prospettiva.


M.G.Cancrini, G. De Nobili, L. Harrison

PENE DI CUORE: CI VUOLE IL CARDIOLOGO OD IL SESSUOLOGO ?

Attraverso Lo Specchio, n. 35/36, Anno 11, 1993, L. 24,000

L'articolo comincia con questa frase: curare i disturbi sessuali con il sessuologo è come curare le pene di cuore con il cardiologo o l'anoressia mentale con il dietologo.

Dopo un primo momento di sorpresa, mi sono chiesta se tali affermazioni provenissero da qualche "parruccone" arroccato su posizioni anacronistiche e speranzoso di partecipare ad un programma di Piero Angela.

Invece chi scrive vuole provocare il lettore sulla necessità di portare nella terapia di coppia un intervento multidisciplinare.

Una formazione solo di tipo sessuologico non terrà, infatti, conto delle connessioni dei membri della coppia con le loro famiglie d'origine: i miti, le fedeltà, la difficoltà a svincolarsi non si possono spiegare e curare con la sola tecnica "stop and start" (vedi H.S. Kaplan). Dall'altro lato, però, è anche vero che un terapeuta relazionale si scontrerà con un sintomo quale il vaginismo o l'impotenza, ricorrendo solo alla prescrizione paradossale o spiegandolo con legami dei due partners con le rispettive famiglie d'origine.

Un approccio multidisciplinare, una formazione aperta ad altre metodologie ed una attenzione al paziente possono più di un'ottima formazione chiusa alla domanda e ad una possibilità d'intervento non rigido e dai confini aperti.


 
Vittorio Cigoli

L' ALLEANZA ED IL SUO SVINCOLO: CONIUGALITÀ E PSICOTERAPIA

PSICOBIETTIVO, "La Terapia di Coppia", Gennaio-Aprile 1993, L. 20,000

Due individui si incontrano e si "incastrano" tra bisogni, attese, desideri e creano un legame fra loro, che, sia che avvenga per complementarietà o per similarità, ha un suo senso.

Ma una coppia rimanda sempre alle singole vicende familiari ed, in specifico, allo scambio tra generazioni. E' necessario che il terapeuta di coppia, dopo un tempo destinato ad esporre episodi da parte dei partners tali da porre in evidenza i luoghi ed i modi dell'incomprensione e della sofferenza, muti la scena e rimandi ciascuno alla propria vicenda familiare.

Scritto nello stile inconfondibile di Cigoli, questo articolo sembra l'unico dotato di un certo realismo, ma non per questo privo di speranza.

Cioè, è possibile lavorare terapeuticamente con le coppie solo se esse constatano difficoltà comuni ed intendono dare qualcosa per migliorare il loro rapporto; ma l'alleanza che il terapeuta stringerà con la coppia sarà strettamente connessa alla fiducia ed alla speranza nella relazione, sia che essa si esprima nel rapporto in corso, segnato dalla crisi, sia che essa doloramente lasci tale rapporto, conservandone , però qualcosa di buono.


 
Rodolfo de Bernart, Daniela Giommi

DOPPIA INTIMITA' : LA COTERAPIA DI COPPIA.

In "L'Intimità", Atti dell' XI Congresso di Sessuologia Clinica e del X Congresso dell'American Association of sex educators, Counselors and therapists; Perugia, Maggio 1989; Scuola tipografica Perugia.

Quali sono le motivazioni per lavorare in coterapia e non da soli con una coppia? E quali sono i rischi , i problemi e le modalità per fare questo ? Ci sono situazioni particolari , come la terapia con coppie portatrici di disturbi sessuali , nelle quali essere di sesso diverso nel team terapeutico ed avere competenze diverse ( relazionale e sessuologica) permette di effettuare interventi molto più efficaci . Da questo lavoro, ormai datato , i due autori hanno fatto molti passi avanti nello studio delle modalità della coterapia e dell'uso dell'immagine nella terapia di coppia trigenerazionale. Purtroppo queste innovazioni non sono ancora state pubblicate , sebbene comunicate in seminari e congressi. L'articolo resta perciò interessante perché mostra la prima stesura di idee poi sviluppate e perché affronta il tema delle difficoltà transferali nella coterapia , poi non più ripreso dagli autori.


 
Henry V. Dicks

TENSIONI CONIUGALI

Borla, Roma, 1992, L. 60,000

"Tensioni coniugali" è il testo base per comprendere le dinamiche profonde delle relazioni interpersonali di coppia utilizzando la teoria psicoanalitica. Questo libro nasce da un enorme lavoro di ricerca sui matrimoni in crisi (2000 coppie viste in 16 anni di lavoro) e propone una modalità di psicoterapia della coppia di tipo psicoanalitico. E' diviso in due parti: una parte teorica ed una pratica. Dopo una breve introduzione, nel 2° capitolo si analizza il contesto sociale per mettere in luce come le forze del cambiamento hanno investito anche la funzione della famiglia.

Nel 3° capitolo si analizzano le difficoltà individuali, che ciascuno può avere, legate ad incapacità relazionali infantili, che esplodono nella vita a due.

Nel 4° capitolo si formula l'ipotesi che l'infelicità nasce quando un rapporto oggettuale, desiderato e di cui si ha bisogno nel mondo interno, non viene realizzato in pratica dal proprio partner. Questo perchè ciascuno desidera, sulla base della propria relazione oggettuale interna, trasformare il coniuge in una proiezione dell'oggetto ambivalentemente investito, anche se tutto ciò entra in contraddizione con le reali qualità della personalità dell'altro.

Il matrimonio collusivo, la necessità di porre i confini dell' Io, l'idealizzazione del partner sono parole chiave che hanno dato origine a numerosi libri attuali sulla coppia e sulle sue dinamiche: e come spesso succede questo testo è stato "saccheggiato" a più mani da autori più recenti, da taluni in modo approfondito, da altri, purtroppo, in modo più superficiale.

Gran parte dei casi clinici sono volti a mostrare come la disillusione sia uno dei processi tipici dell'entrata in crisi di un matrimonio: l'altro non è più come avevamo sognato. Il falso "sé" della coppia garantisce una sicurezza legata al conformismo sociale, a prezzo dello sviluppo e della crescita di ogni singolo individuo componente la coppia. Il rancore, l'infelicità, la mancanza di sessualità, i figli sintomatici, pronti per una bella terapia familiare, sono tutte conseguenze della fine della "grande illusione" e cioè che il partner scelto realizzasse per noi quelle parti nascoste o dimenticate, che ci ritornano prepotentemente contro, come un boomerang, appena il marito o la moglie, dopo un pò, si rifiuta di adempiere al compito assegnatogli.

L'illustrazione delle tecniche terapeutiche usate (setting, frequenza degli incontri, sedute con entrambi i coniugi, con uno o due terapeuti, etc.) sono illustrate nella parte finale del libro.

La lettura di questo libro è indispensabile a chi lavora con coppie e famiglie: sempre attuale, anche se scritto negli anni'60, esso insegna che laddove c'è odio e non indifferenza fra due persone, ci può essere ancora qualcosa che sani la ferita della disillusione, ferita che, presto o tardi, in piccola parte od in modo devastante, viene comunque inferta a tutti coloro che cercano nella vita "la metà della mela".


 
A. Eiguer - A. Ruffiot - I. Berenstein J. Puget - C.Padron - S. Decobert - M.Saule'

TERAPIA PSICOANALITICA DELLA COPPIA

Borla, 1986, pp. 1-212

Il libro illustra i concetti fondamentali della terapia psicoanalitica della coppia, differenziandoli da quelli della terapia sistemica.

Il testo si articola in 5 capitoli: nel primo si parla del setting e dell'interpretazione, quando farla (miming) e qual'è l'oggetto dell'interpretare. Come si interpreta? In maniera associativa, cioè attraverso un processo che per analogia o per opposizione collega aspetti del discorso di coppia apparentemente senza legame.

Ma si può avere anche un'interpretazione di transfert, cioè delle proiezioni e degli spostamenti che la coppia fa sul terapista e che il terapista fa sulla coppia.

Nel secondo capitolo vi è un'interessante analisi dei cinque testi che sono secondo l'autore il perno della comprensione freudiana della coppia amorosa e cioè i 3 saggi sulla teoria sessuale, l' introduzione al narcisismo, le osservazioni sull'Amore da traslazione, la Psicologia delle masse e analisi dell' Io ed il Disagio della civiltà.

Nel terzo capitolo si guarda al percorso analitico dell'investimento amoroso al rimprovero cioè del desiderio narcisistico di completezza alle esigenze ed all'accettazione delle differenze.

Carina la definizione degli accordi che la diade raggiunge, che sono chiamate perversioni di base e che originano inevitabilmente legami stabili.

Il quarto capitolo ha un titolo interessante "la madre, Don Giovanni, la coppia", ma il contenuto non lo è altrettanto.

Nel quinto ed ultimo capitolo viene descritto il lavoro condotto da una coppia di terapeuti, un uomo ed una donna, che ha lavorato con un gruppo (6 coppie) di genitori di bambini molto disturbati. L'analisi delle proiezioni sulla coppia di terapeuti e di altri concetti possono essere utilizzati per comprendere i livelli di intimità della coppia terapeutica fra loro con i pazienti e con i singoli membri della coppia in trattamento.



Donata Francescato

QUANDO L'AMORE FINISCE

Il Mulino, Bologna 1992, L. 20,000

Come e perchè l'amore finisce. Attraverso i risultati di varie ricerche psicosociali vengono analizzati i nodi cruciali del fenomeno della separazione della coppia in Italia.

La ricerca comprendeva gruppi di separati comuni, cioè:

- non separati con una separazione giudiziale, ma consensuale

- nessuno dei due ha intrapreso una psicoterapia

- nessuno ha chiesto un aiuto od una consulenza psicologica

- separati/divorziati con figli

Quali sono le condizioni che spingono due individui che si conoscono da molto tempo a separarsi?

L' autrice parla di intimità irosa e di intimità erosa. Nella prima la rabbia ed il rancore creano fra i due una lotta continua ed il legame fra i due serve solo a ferirsi l'uno con l'altra, utilizzando la conoscenza profonda per scoprire dei lati deboli che ciascuno sa dell'altro.

Nella seconda la forte attrazione fisica e l'estrema idealizzazione del partner hanno lasciato il posto alla noia ed alla delusione.

Coloro che escono da una separazione possono essere o dinosauri dell'amore, con la mente cioè piena di ricordi; o cavalli al galoppo, e cioè persone che procedono indenni attraverso separazioni, matrimoni e convivenze. C'è chi è vincente e chi è perdente, chi sceglie di frequentare o non frequentare l' ex-partner.

Il libro offre anche una rassegna dei migliori lavori pubblicati in Italia sull'argomento.

Consigliato per uno studio preciso su un fenomeno sempre più diffuso nel nostro Paese.



Dante Ghezzi, Milena Lerma

PROBLEMI SESSUALI E GIOCO DI COPPIA

Attraverso Lo Specchio, n. 35/36, Anno 11, 1993, L. 24,000

I due autori espongono, con l'ausilio di casi clinici, il loro lavoro di terapeuti della coppia. Di fronte ad un sintomo sessuale la loro scelta è di seguire un itinerario non alternativo e diverso rispetto alla casistica di altro genere. I casi, cioè, vengono affrontati con la pregiudiziale che il sintomo sessuale abbia un fondamento relazionale e quindi sono trattati come altri casi non sintomatici o con sintomi di altra natura e non con metodiche specifiche centrate sull'aspetto sessuale.

Per un sessuologo è un pò discutibile, però se hanno dei buoni risultati, che dire ? Beati loro, che con un solo approccio terapeutico risolvono complesse dinamiche psichiche ed "ostinati" sintomi sessuali.

Andreas Giannakoulas

DALL' INNAMORAMENTO ALLA GENITORIALITA'

PSICOBIETTIVO, "La Terapia di Coppia, Gennaio-Aprile 1993, L. 20.000.

L'autore riflette sulla nascita e sull'evoluzione della psicoterapia analitica della coppia e quindi sui diversi passaggi che caratterizzano le relazione di coppia a partire dal modello teorico offerto dalla psicoanalisi.

Il legame con il passato, l'infanzia come insieme simbolico, la nostalgia per il vecchio ed il conseguente rifugiarsi nella famiglia d'origine, sono tutti passaggi che nascono in un momento di crisi nella coppia e creano patologia se restituiti senza una sufficente elaborazione.

Bellissimo articolo, volto al recupero costruttivo, in terapia, della propria esperienza esistenziale: utile a chi vuole capire i concetti chiave della psicoterapia analitica della coppia.



Vittorio Guidano, Maurizio Dodet

TERAPIA COGNITIVA-SISTEMICO PROCESSUALE DELLA COPPIA

PSICOBIETTIVO "La Terapia di Coppia", Gennaio-Aprile 1993, L. 20,000

In questo articolo è presentato un modello di terapia cognitiva-sistemico processuale della coppia. nella prima parte ci sono le premesse teoriche, poi vengono esposte le modalità terapeutiche ed infine viene il caso clinico.

Mi trovo perfettamente d'accordo su gran parte dei concetti esposti; l'unica cosa che non condivido è la scelta rigida di un solo terapeuta nella seduta di coppia.

L'invio da un terapeuta all'altro, è vero, risulta spesso motivo di perdita della coppia, ma perchè non scegliere di lavorare in coterapia?

Secondo me si evitano i rischi di una triangolazione, maggiore se in seduta ci sono 3 persone: che sarà anche un numero perfetto, ma l'esperienza insegna che nei rapporti ed all'interno delle relazioni dà sempre origine ad allenanze e/o coalizioni di 2 contro 1. Se i due coalizzati sono la coppia, allora va bene, può avere un suo scopo. Altrimenti io rimango dubbiosa rispetto a questa scelta.


Emma Jung

ANIMUS E ANIMA

Bollati Boringhieri, Torino 1993, L. 20,000

Ho deciso di inserire all'interno della bibliografia sulla coppia anche questo libro, i cui contenuti sono tuttora attuali.

Animus e anima sono due fra i concetti fondamentali della riflessione junghiana, due funzioni di mediazione fra l' Io e l' Inconscio.

L'animus è un aspetto maschile presente nella psiche della donna, l'anima un aspetto femminile in quello dell'uomo.

Servendosi di fiabe, miti e sogni Emma Jung mette in luce le forze creative proprie di queste immagini archetipiche.

L'incontro e l'esperienza dell' anima dell' animus sembrano infatti riguardare oggi un numero sempre più elevato di uomini e di donne.

Le donne si trovano a realizzare certi aspetti maschili e viceversa: resta il fatto che nella coscienza femminile e maschile sono maturati spiriti opposti che devono trovare una loro collocazione e possibilità di esprimersi al livello della personalità complessiva.

Nella coppia una sempre migliore comprensione, a livello simbolico, di questa mascolinità nella donna e femminilità nell'uomo può attenuare crisi e tensioni e far si che ci sia un arricchimento reciproco nella coppia.



Jean G. Lemaire

VITA E MORTE DELLA COPPIA

Cittadella Editrice, Assisi 1981, pp. 1-498

Questo libro nasce da una ricerca sui processi di coppia effettuata nell'arco di 15 anni lavorando su un campione di coppie (circa 100) in psicoterapia.

L' autore premette una serie di considerazioni prima di affrontare le modalità e gli esiti della ricerca: per prima cosa la coppia si colloca sempre in un momento storico-culturale ben preciso e quindi quello che era vero per una coppia dei primi del '900 non lo è per una degli anni '80. Il campione scelto non è statisticamente rappresentativo, perchè è formato da persone di livello intellettuale alto e quindi non comprende tutte le fasce della popolazione.

Che cosa è una coppia ? E' un luogo privilegiato di espressione dell'ambivalenza del desiderio. Se da un lato non possiamo concepire lo studio della coppia senza appoggiarsi alla psicoanalisi, dall'altro non si può ridurlo alla sola prospettiva psicoanalitica, perchè la coppia è un, seppur piccolo, gruppo umano, che obbedisce parzialmente alle leggi dei gruppi del mondo sociale.

Allora è importante studiare ciò che le teorie psiconalitiche possono apportare a questa prospettiva e ciò che possono esse stesse ricavarne.

Punto di partenza per la comprensione della coppia è la scelta del partner: perchè proprio lui/lei? Le spiegazioni possono avere una base psicoanalitica e/o relazionale: per esempio le disfunzioni sessuali devono essere spesso considerate come un effetto sistemico.

Poi l'autore passa all'analisi del ciclo di vita familiare.

Interessante la parte in cui si parla del potere all'interno della coppia: chi è il re e chi l'eminenza grigia che lo sostituisce.

Questo testo è come un manuale per chi lavora con la coppia, ma chiamarlo così sarebbe riduttivo, perchè il libro si avvale di un lungo percorso clinico, meticolosamente riportato, che rivela lo spessore e la qualità del testo. Consiglio di leggerlo per la comprensione delle dinamiche di coppia al di là del contesto socio-culturale in cui questo si colloca.


Carlo Maci

PROBLEMATICHE SESSUALI E DEPRESSIONE: ANALISI DI UNA TERAPIA DI COPPIA.

Attraverso Lo Specchio, n. 35/36, Anno 11, 1993, L. 24,000

E' l'esposizione di un caso clinico di terapia di coppia condotta secondo un'ottica sistemica-relazionale.

La problematica sessuale, mi è sembrato di capire, è una mancanza di desiderio della coppia. Però, sinceramente, il titolo "problematiche sessuali" è un pò altisonante e nella conduzione del caso è la depressione che viene curata, forse causa od origine della scarsa sessualità nella coppia, ma sicuramente, unica molla della domanda di terapia.

Un pò dejà vù.


Tom Main

UNA TEORIA SUL MATRIMONIO E LE SUE APPLICAZIONI PRATICHE. INTERAZIONI, 1/1993 , pp.81/107

Franco Angeli Ed., L. 26,000

Nell'articolo l'autore riporta un caso clinico risolto con successo presso l' Istituto di Medicina Psicosessuale che è in reparto di medicina operante all'interno di un ospedale e collegato al Tavistock Institute of Human Relations.

Il trattamento della coppia, dove il marito presenta un problema di erezione, viene condotto seguendo le relazioni oggettuali all'interno del matrimonio ed analizzando le massicce proiezioni delle parti di sé più odiate che i partners facevano l'uno sull'altro.

Dov'è allora la terapia sessuale ?

I terapisti usano la teoria o tecnica post-edipica classica per aiutare l' Io mentale e liberare le relazioni coniugali dai sistemi collusivi di reciproca proiezione, ma il passo successivo verso la guarigione va fatto dal partner che deve colmare la scissione fra Io mentale ed Io corporeo e questo accadrà non aiutando ad oggettivare e capire, ma accettando e gratificando i bisogni fisici primitivi con le carezze, le effusioni e l'eccitazione, in un clima di fiducia del comportamento del corpo.



Diana Norsa, Giulio Cesare Zavattini

"LA RIPARAZIONE E L'USO PROIETTIVO DELL'ALTRO NELLA COPPIA GENITORIALE"

Prospettive Psicoanalitiche nel Lavoro Istituzionale

Vol. 9, n. 1, Gennaio-Aprile 1992

L'articolo parte dalla presentazione di un caso clinico in cui una coppia va in terapia motivata da uno stato di malessere e di insoddisfazione nel rapporto. Questa coppia aveva perso il primo figlio a causa di un aborto terapeutico.

Da qui emergono una serie di considerazioni, in base alle quali un figlio, o la perdita di un figlio, o il desiderio di avere un figlio possono rappresentare per la coppia, un "oggetto condiviso" sul quale si incentrano le proiezioni dei partners, ed a cui vengono affidate dimensioni scisse, idealizzate o rifiutate, che non hanno trovato sbocco costruttivo all'interno della copia.

Quest'articolo analizza il concetto di riparazione partendo da situazioni cliniche in cui c'è stata la perdita di un oggetto reale: se all'interno di una coppia sono presenti elementi "indigeriti", prendersi cura dell'altro, nel suo significato più generale, cioè anche nelle parti nelle quali è richiesto un accudimento, diventa una funzione complessa.

Questo articolo, molto bello, fatto più di pathos che di razionalità, (si apre con Il Terzo libro dei Re, il Giudizio di Salomone) è difficile da restituire in una sintesi.

Consiglio vivamente di leggere i suoi principi basilari di difficile applicazione e cioè, che la strada per mantenere salda e contemporaneamente in crescita una coppia è quella di capire dove sia l'altro, riconoscerlo come autonomo, diverso da sé e riuscire, comunque, ad amarlo.

 

Diana Norsa, Giulio Cesare Zavattini

"SETTING E FUNZIONI DEL NOI NELLA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA DI COPPIA"

Prospettive Psicoanalitiche nel Lavoro Istituzionale

Vol. 10, n. 1, Gennaio-Aprile 1992

Questo articolo affronta il tema del setting nella terapia psicoanalitica di coppia.

In questo tipo di approccio di assume come oggetto di indagine il NOI, come un'area della mente e contemporaneamente della relazione di coppia, dove quest'ultima, costituisce uno dei modi, non l'unico, attraverso cui l'individuo può essere garantito da un contesto affettivo di sostegno, che ha sperimentato da piccolo ed ha bisogno di risperimentare nel corso della vita, perchè il senso di fiducia interno possa venire alimentato.

Partendo da Dicks , quindi dal concetto di collusione di coppia da lui introdotto, si cercano di analizzare le dimensioni non solo patologiche che nascono nei normali processi di identificazione e che hanno luogo alla nascita di una coppia.

L'articolo si chiude con un caso clinico dove la relazione terapeutica, tramite setting e transfert, si costituisce come un campo relazionale condiviso, con precisi confini di spazio e di tempo che delimitano, circoscrivono la relazione, ma anche ne garantiscono la continuità.


 

Frank Pittman

BUGIE PRIVATE

Astrolabio, Roma 1991, L. 30,000

Questo libro analizza un argomento tanto scottante quanto affascinante: l'infedeltà all'interno della coppia.

L' autore afferma che negli Stati Uniti l'infedeltà è uno dei principali motivi di divorzio, suicidio e talvolta omicidio. L' infedeltà di cui parla Pittman è quella all'interno di una coppia stabile e monogamica, legata da un matrimonio o da un rapporto di convivenza.

La coppia può fondare il proprio legame sulla fedeltà o sull'infedeltà: nel primo caso il tradimento sarà un evento accidentale, nel secondo un compromesso interno al matrimonio e di cui la coppia sente il bisogno. Per la "coppia fedele" è importante, qualora avvenga il tradimento, che quest'ultimo sia confessato: questo serve a ricucire la frattura, perchè la relazione può ora usufruire di un nuovo e diverso tipo di fiducia e superare così l'impàsse. L'infedeltà è la rottura di un accordo iniziale e richiederà, comunque, alla coppia un'altro tipo di complicità.
E' interessante l'analisi che l'autore fa circa i luoghi comuni, i riti e le diverse definizioni di infedeltà che la coppia sceglie. Tutto quello che l'autore scrive nel suo libro è il frutto di una vasta esperienza clinica, ma quello che invariabilmente mi colpisce in libri di questo genere, è il continuo tornare su concetti già enunciati, con il risultato di renderli confusi, senza che si abbia mai un approfondimento dei nessi più interni, delle dinamiche più profonde relative ai membri della coppia. Dall'altro lato è interessante vedere, attraverso i casi clinici riportati, come i terapisti familiari americani riescano a toccare un tema così delicato come l'infedeltà, senza aspettare l'autorizzazione del paziente, per un senso di colpa troppo pesante o per una gelosia che sconfina nella paranoia. Ma questo potrebbe essere legato alla loro diversa cultura, anglosassone e puritana, rispetto alla nostra, cattolica e più tollerante.

Spesso accade che i nostri psicoterapeuti che lavorano prevalentemente con coppie, preferiscano di gran lunga lavorare sulle fantasie di tradimento, piuttosto che su un argomento così imbarazzante come una relazione extraconiugale realmente avvenuta, a meno che non sia la coppia a chiederlo esplicitamente.



Franca Ramè, Giorgio Abraham

LA SCIENZA DELLA COPPIA

Lyra Libri, Colo 1990, L. 16,000

Libro carino, di facile lettura, pensato e scritto non solo per gli addetti ai lavori.

L' amore, parte essenziale della nascita e vita della coppia, non basta , e fino a qui, chi prima, chi dopo, c'eravamo arrivati tutti. Ma invece di analizzare solo la crisi della coppia, questo libro, forse perchè scritto da un noto sessuologo, insegna a vedere la vita di coppia come un'arte che, proprio in quanto tale, si può anche imparare.

Quando vediamo un ballerino che danza magnificamente, ne amiamo immediatamente la naturalezza e spontaneità, ma dietro quell'armonia c'è la fatica quotidiana e la ripetitività di esercizi e di prove fatte per raggiungere quel risultato.

Sperare che l'armonia, sessuale e non, nasca dal niente è pura illusione.

Insomma, se non capiamo che l'amore , senza i compromessi della convivenza, le reciproche concessioni e rinuncie, non esiste, saremo destinati ad essere infelici, perchè continueremo a cercare un amore irreale e, per questo, destinato a morire


Maggie Scarf

VITA A DUE: COME, QUANDO E PERCHÈ LE COPPIE ENTRANO IN CRISI

Frassinelli, Milano 1988, L. 25,000

Analisi della coppia dalla sua nascita alla sindrome "del nido vuoto", quando cioè, i figli ormai grandi lasciano i genitori di nuovo soli, o meglio in due (!).

Come sessuologa ho trovato particolarmente ben fatto il quarto capitolo sui sintomi sessuali.

Come terapista della coppia piacevole l'analisi del sistema classico: marito silenzioso, moglie isterica nel terzo capitolo.

Capita spesso di vedere coppie come quella qui descritte, nella quale lui ha un grande successo professionale e lei si esprime solo negli affetti, coltivando le amicizie, allevando i figli, occupandosi della famiglia. Questi partners sono presi da un mutuo accordo d'identificazione proiettiva, per il quale ognuno vive una situazione gratificante in un determinato settore e insana in un altro.

Questo libro è un ottimo saggio sulla vita a due, nella quale c'è sempre qualcosa da imparare per cui, quando pensiamo di sapere finalmente tutto, ci accorgiamo di aver già dimenticato i buoni propositi iniziali, le illuminate letture ed i saggi consigli.


 
Peter Schellembaum

IL NO IN AMORE

Red Edizioni, 1992, L. 34,000

Un uomo venne alla porta della sua amata e bussò.

Una voce chiese: "chi è"

"Sono io" ,rispose

Allora disse la voce: "qui non c'è spazio abbastanza per me e per te"

E la porta rimase chiusa

Dopo un anno di solitudine e privazione l'uomo tornò e bussò

Dall'interno una voce chiese: "chi è"

"Sei tu" rispose l'uomo

E la porta gli fu aperta.

Quando due persone si mettono insieme, l'uno si perde nell'altro in uno stato di totale abbandono: cadono le difese e frasi del tipo "TI AMO

DA MORIRE" sono all'ordine del giorno. I gusti dell'uno sono gli stessi dell'altro, la mia famiglia è la sua famiglia, si dice sempre "SI".

Dopo un pò il SI della fusione lascia il posto al NO della divisione, e l'unità si frantuma e la coppia si separa. Bisogna, dunque, imparare a dire NO mentre si ama: delimitare i propri spazi, garantirsi la propria libertà ed autonomia, "sfidare" l'altro senza timore di perderlo.

Facile a dirsi, difficile ma non impossibile a farsi.

Gran narratore attraverso le immagini, Peter Schellenbaum ha scritto "La ferita dei non amati", toccante analisi della mancanza d'amore, per arrivare alla coppia e mostrarne i limiti, ma anche le infinite potenzialità.

 
Silvie Tenenbaum

UN UOMO, UNA DONNA

Società Editrice Internazionale, Torino 1989 L. 20,000

Sottotitolo: "Come gestire la vita a due".

Svelando, innanzitutto, la menzogna dell'amore romantico, cioè "quella meravigliosa capacità di scoprire nell'oggetto amato virtù che non possiede",(Stendhal), eliminando il cliché dell'amore da favola, che parla solo dei primi momenti, e del dopo non sappiamo niente.

Quando una coppia si consolida si forma il noi, nasce una parte sociale, non più solo intima, dove è più facile porre rimedio se si fa un passo falso, e nella quale però talvolta, si rimane imbrigliati. E qui l'autrice analizza il linguaggio e le regole di comunicazione nella coppia. Bella l'analisi delle situazioni in cui si colpisce il partner per ciò che è, non per l'errore che ha fatto in quel momento, che è tipico della coppia in crisi.

 

Ma forse ciò che può riassumere al meglio il senso del libro e la strada indicata per la coppia, è una frase di V.Satir riportata dalla Tenenbaum:

voglio poterti amare senza aggrapparmi

apprezzarti senza giudicarti

raggiungerti senza invaderti

invitarti senza insistere

lasciarti senza senso di colpa

criticarti senza biasimarti

aiutarti senza umiliarti

se vuoi concedermi la stessa cosa

allora potremo veramente incontrarci

ed aiutarci reciprocamente a crescere.

 
Jurg Willi

LA COLLUSIONE DI COPPIA

Franco Angeli Ed., Milano 1975, L. 22,000

Il concetto portante di questo libro è quello di collusione: cosa significa?

Se quando lavoriamo con una coppia, pretendessimo di penetrare nell'inconscio non solo di uno, ma addirittura di due individui, ci imbarcheremmo in un'impresa che praticamente stravolgerebbe le nostre capacità di comprensione. Gli eventi quotidiani che portano al dissidio ruotano continuamente intorno a strutture fondamentalmente analoghe.

In parole più semplici, in tutti e due i partner emerge, in relazione al conflitto matrimoniale, un disturbo di fondo che è analogo e viene esternato in ruoli diversi.

I partners con disturbi analoghi si incoraggiano a vicenda nel loro comportamento patologico ed attuano un'intesa inconscia, cioè una collusione. Ognuno dei due spera che l'altro lo liberi dal conflitto di fondo. Ma nella convivenza prolungata, questa speranza muore a causa del ritorno del rimosso in entrambi i partners. Riafforano nel proprio Sé gli aspetti spostati sul partner. Nel libro vi sono una serie di casi clinici che rendono più chiaro e comprensibile questo concetto. Questo libro anticipa in gran parte quello successivo dello stesso autore, ma è più profondo e decisamente meno rigido nell'analisi dei temi e delle soluzioni proposte.


Jurg Willi

COSA TIENE INSIEME LE COPPIE

Arnoldo Mondadori, Milano 1992, L. 35,000

In questo libro ciò che più colpisce è che l' autore annovera la separazione coniugale tra i vari rischi per la salute e non esita a paragonarla al fumo, alle cattive abitudini alimentari ed alla mancanza di movimento. Certo è che la riuscita e la durata di un buon matrimonio garantiscono un buon inserimento del singolo nell' ambiente, un rapporto equilibrato con gli altri e dunque una personalità consapevole e ben strutturata.

Sarebbe bello riuscire a stare insieme finchè morte non ci separi: ma ahimè, questa formula non viene più pronunciata nemmeno durante il rito nuziale cattolico.

Sarebbe bello crescere e cambiare insieme al proprio partner ed ai figli.

Questo libro analizza tutte le varie fasi della strutturazione e de-strutturazione della coppia e della famiglia. Tutto dovrebbe essere chiaro, prevedibile, conoscendo i rischi di scelte diverse.

Peccato che nell'essere umano non esista solo l'appartenenza a categorie ben definite, ma un universo di passioni che, francamente, questo libro trascura.


Gaspare Vella, Danilo Solfaroli Camillucci

"NÉ CON TE, NÉ SENZA DI TE"

Il Pensiero Scientifico Editore, 1992 L. 30,000

Il concetto principale del libro è quello di stallo di coppia: é questo un termine mutuato dagli scacchi, che si usa quando la partita non può andare avanti pena la sconfitta e perciò ne risulta una situazione di paura, ma anche di totale immobilità.

Quali sono le mitizzazioni o le riserve mentali che creano la patologia nella coppia?

La prima è "Sarò tuo, ma non posso occuparmi anche della tua famiglia d'origine".

La seconda è "Per ora sopporto, ma saprò portarti via dalla tua famiglia d'origine".

La terza è "La mia famiglia sarà anche la tua".

E l'ultima è "La tua famiglia sarà anche la mia".

Quali le conseguenze di una vita familiare protratta negli anni? Che ognuno non può più rinunciare a giocare, ma non c'è più fiducia e quindi è difficile chiedere aiuto.

Nell'analisi particolareggiata di un caso clinico si vedono gli sviluppi dei presupposti teorici e delle ipotesi sulle quali di basa il libro.

Gli autori, nella loro ricerca, non hanno individuato caratteristiche che presentassero una ridondanza analoga a quella della differenza sessuale. E questo spiega, in parte, l'interiore irrigidimento di ruoli e funzioni legato al sesso diverso dei partners, che rende anche la terapia di coppia, contriariamente a quella individuale, ripetitiva e talvolta noiosa.

Proprio mentre andiamo in Stampa escono due libri ed un numero speciale di una rivista che ad una prima occhiata sembrano fornire interessanti contributi al tema della bibliografia. Per questo motivo riteniamo di segnalarli in calce , anche se non é stato assolutamente possibile fare in tempo a recensirli:


Irene Bernardini

FINCHE' VITA NON CI SEPARI

Rizzoli, 1995, Lire 24.000

 

Lucia Carli (a cura di)

ATTACCAMENTO E RAPPORTO DI COPPIA

Cortina , 1995, lire 48.000


AA.VV. (D. Norsa, G.C.Zavattini, A.M.Niccolò-Corigliano, O.F. Kenberg, B. Carau, R.Neuburger, F.Ortu, G.Trapanese, G Pietropolli Charmet, M.Bertolini, L.Zappieri, S.Bordi, F.Palacio Espasa, D. Berardinis, G.Tavazza)

INTERAZIONI , N. 2 / 1994 /4 : CONIUGALITA' E GENITORIALITA'

F. Angeli, 1994, Lire 26.000
 

aggiornata al giugno 1995



Una bibliografia ragionata su:

La coppia

a cura di Daniela Giommi e Simona Caracciolo

Aggiornamento 2002


Introduzione

La coppia, oggi più che mai, è attraversata da equivoci e contraddizioni che portano ad un malessere profondo.

Il rapporto coniugale è mutato con il trascorrere del tempo, e la relazione è diventata parte essenziale di esso anche a scapito della solidità matrimoniale. Come diceva Montaigne: "Un buon matrimonio rifiuta la compagnia e le condizioni dell’amore".

La clinica incontra spesso questa inevitabile crisi, talvolta sottotono, talvolta sopra le righe, questo dolore che va rintracciato nel passato dei singoli membri componenti la coppia, o in una fantasia futura di quest’ultima, sempre troppo al di sopra della realtà quotidiana.

Spesso al terapeuta, allo psicoanalista, viene chiesto di risanare un danno primario, questa ferita di bambini non amati o amati in modo sbagliato, che ora hanno dato vita ad una coppia, e impedisce a ciascuno dei due di rispecchiarsi e di contenere l’altro.

Incontro al terapeuta che si accinge a lavorare con la coppia verranno barriere difensive, utopie e rigidità.

Nel 1908 Freud affermava che il matrimonio è destinato al fallimento: alcuni anni più tardi Jung scriveva che la crisi della vita coniugale può essere un’occasione di sviluppo individuale.

Questo innegabile disagio, che ha attraversato un secolo di storia, ha portato oggi molti autori ad esplorare la coppia e il matrimonio, "costringendo" me, di conseguenza, ad aggiornare la bibliografia sulla coppia che avevo fatto nel 1995. Anch’io, stavolta, ho però voluto una coppia. Il lavoro di selezione e di scelta di libri e articoli è stato fatto da me in collaborazione con un’allieva dell’Istituto di Terapia Familiare di Firenze, la dr.ssa Simona Caracciolo.

Io ho curato i testi di orientamento psicoanalitico, mentre la dr.ssa Caracciolo ha seguito le pubblicazioni di matrice relazionale. La bibliografia, molto vasta, uscita in questi sette anni, ci ha costrette ad una drastica scelta: abbiamo prediletto i settori dove l’ipotesi relazionale aveva assunto un ruolo non trascurabile. Nel panorama delle innumerevoli produzioni sul tema della coppia abbiamo volutamente evitato i testi divulgativi, quelli riguardanti la mediazione familiare, e quelli autori strategici volti più a coltivare il proprio orticello che a ottenere uno scambio teorico e clinico sempre più ricercato e sempre più auspicabile.

Il tema affrontato, ripeto, è molto ampio e oggetto di un vasto dibattito scientifico, che inevitabilmente si connette alla prassi della psicoterapia, qualsiasi sia l’indirizzo seguito.


 
Daniela Giommi, Firenze

Abbate L., Gallerano B., Iapace A., Zupparri L., (a cura di),

L’ipotesi relazionale nella psicologia analitica, Vivarium, Milano 2000.

Il tema affrontato nel decimo congresso nazionale del Centro Italiano di Psicologia Analitica è un tema ampio. Parte dall’idea che ogni "incontro" paziente-analista ospiti in sé sia il livello intrapsichico sia quello relazionale, cioè sia il mondo interno del paziente e dell’analista, sia l’incontro e l’interrelazione tra le due realtà psichiche. Jung nel ’46 aveva scritto: " L’uomo senza relazioni non possiede tonalità". Questo congresso affronta un problema di grande attualità: i rapporti tra le più dimensioni e l’unità dell’uomo, concetto che richiama l’attenzione su quell’area di contatto fra Sé e l’Altro che è il punto di separazione tra il modello intrapsichico e quello relazionale, ma che è anche il loro punto di incontro.

Questo libro oltre ad essere un utile approfondimento del pensiero junghiano, è anche una significativa apertura dello junghismo ad altre teorie relazionale attualmente presenti, con le quali la psicoanalisi junghiana dimostra di poter e saper dialogare.

D.G

Andolfi M., (a cura di), La crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale, Raffaello Cortina, Milano, 1999.

Il presente volume nasce sulle orme del precedente ("La coppia in crisi" del 1987 curato da Andolfi, Angelo e Saccu) a cui si avvicina, riproponendo alcuni saggi tra quelli storicamente e concettualmente più rilevanti e tuttora di attualità, e da cui prende spunto per presentare contributi nuovi e sviluppi più recenti in merito alle teorizzazioni sulla coppia.

Il manuale si pone come osservatorio privilegiato sul sistema coppia delineando, in una cornice storica, sociale e relazionale, aspetti costitutivi e aspetti di sviluppo della stessa.

Alla sessualità e, in particolar modo, alle implicazioni terapeutiche ad essa connesse, viene dedicata una intera sezione per poi arrivare all’aspetto centrale del testo, ovvero la crisi che il sistema coppia sta attraversando. Della crisi vengono elaborati sia i possibili sviluppi in senso terapeutico che il potenziale esito nella direzione della separazione.

Aspetti di novità rispetto al volume precedente si ritrovano nei contributi dedicati agli interventi in seguito a separazione curati da Cigoli, de Bernart ed altri(Consulenza Tecnica d’Ufficio, Consulenza Tecnica di Parte, mediazione familiare) e nella descrizione di Nuove forme di famiglia , curati da Oliviero-Ferraris ,Francescato ed altri (famiglie aperte, ricostituite, coppie omosessuali).

La scelta di Andolfi fa di questo lavoro un’opera di alto valore scientifico per l’impostazione e la molteplicità dei contributi di autorevoli studiosi in essa contenuti.


S.C.
 

Berrini R., Cambiaso G., Illusioni di coppia. Sto con te perché posso stare senza di te, Franco Angeli, Milano, 2001.

Idea guida che conduce gli autori nella loro attività clinica con le coppie è aiutare i partner a costruire una rappresentazione mentale della separazione, partendo dal presupposto che rendere pensabile il concetto di separazione può stimolare i coniugi a migliorare la loro unione. Sentirsi intimamente capaci di separarsi, infatti, permette di scegliersi.

Gli autori descrivono questo come il paradosso della coppia: sto con te perché posso stare senza di te. La pensabilità e possibilità di rottura del legame riporta, infatti, la dimensione della scelta all’interno della relazione.

Vengono analizzati, quindi, i motivi per cui è difficile separarsi ma, ancor prima di questi, perché è arduo e come fare per dare accessibilità all’idea della separazione, sia nel pensiero del singolo che nel dialogo condiviso della coppia.

La scelta del partner e l’intreccio relazionale obbediscono a logiche inconsce che danno luogo a copioni che determinano la strutturazione e organizzazione dei ruoli e che fanno assumere ad ogni coppia la propria peculiare configurazione.

Un ultimo sguardo è dedicato, infine, alla coppia che diviene famiglia e al delicato equilibrio tra coniugalità e genitorialità.

S.C.

Carli. L., (a cura di), Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina, Milano, 2001.

Dopo una rassegna sulla teoria dell’attaccamento, sotto il profilo storico, teorico e della ricerca empirica, il testo articola la trattazione sulla centralità che stile di attaccamento e modelli operativi interni, esperiti e formatisi durante l’infanzia, assumono nelle relazioni di coppia.

Presupposto di base è che tale relazione costituisce una delle forme più significative che l’attaccamento assume in età adulta.

L’opera è costituita dai contributi teorici e di ricerca di diversi autori che vedono l’attaccamento come componente fondamentale e costitutiva del rapporto sentimentale attraverso tutte le sue fasi (formazione, mantenimento e destino del legame). Lo stile di attaccamento può essere inoltre considerato predittore della tipologia e della qualità della relazione di coppia, della scelta del partner e della decisione e assunzione del ruolo genitoriale.

Ricca di dati, esemplificazioni e riflessioni, l’opera, nel complesso, conferma l’utilità e l’arricchimento che può derivare dall’applicare la prospettiva fondata sulla teoria dell’attaccamento allo studio della relazione di coppia.


S.C.


Cociglio G., Fontana D., Massobrio M., Rovera G.G., (a cura di), La coppia. Nuove realtà, nuovi valori, nuovi problemi, Franco Angeli, Milano, 1999.

Il testo, la cui caratteristica principale sembra essere quella della interdisciplinarietà, della complessità e dell’integrazione, nasce come opera sullo studio dell’attuale panorama della relazione di coppia.

Il libro si avvale dei contributi di moltissimi autori che espongono, ognuno relativamente al proprio campo di competenza, studi e risultati di ricerca.

Della relazione di coppia viene presentata, quindi, una rosa mlto complessa di aspetti: medici, ginecologici, andrologici, psicologici, psichiatrici, psicoterapeutici, sessuologici, sociali, ecc.

Si studia la coppia anche nel suo percorso attraverso alcune fasi del ciclo vitale (la formazione e il mantenimento del legame, la coppia adolescente e nella terza età); si analizza, inoltre, la configurazione che il sistema assume in concomitanza di problematiche nuove e particolari (di tipo medico, psichiatrico, ecc.)

S.C.

 
Corneau G., L’amore possibile,

Corbaccio, Milano 2000.

Non è molto tempo che ci si sposa per amore, e ancor meno tempo che si cerca di restare insieme per amore. A parte il fatto di fondare una famiglia, i nostri nonni si sono spesso sposati per sopravvivere economicamente, per migliorare il loro status sociale o ancora per conservare o arricchire il patrimonio.

Oggi la posta in gioco è molto alta: restare uniti negli anni continuando ad essere due individui interi, essere due senza cessare di essere uniti.

L’autore analizza certi aspetti della relazione padre-figlia, madre-figlio per capire le dinamiche del passato e definire la coppia a partire dalle ferite dell’infanzia. Infatti, quando i legami fra genitori e figli non si sono positivamente sciolti, gli antichi drammi semplicemente si ripropongono nelle relazioni affettive, al punto che questi condizionamenti possono rendere la coppia virtualmente impossibile.

Guy Corneau è uno psicoanalista di formazione junghiana: consiglio il libro, oltre che per l’interessante analisi che fa della crisi della coppia, anche per l’attenzione costante sia al mondo intrapsichico che a quello relazionale, cosa difficilmente co-presente nella mente degli autori, lettori e , ahimé, terapeuti.


D.G

 
Cristiani Elena (a cura di),

Femminile e maschile. Tra nostalgia e trasformazione. Vivarium,Milano 1997.

Alle soglie del duemila il Centro Junghiano di Psicologia Analitica ha deciso di offrire un luogo di riflessione sulle due categorie psicologiche fondamentali: Maschile e Femminile.

Tralasciando la prima parte del libro, forse troppo legata a contenuti psicoanalitici nostalgici, suggerirei di passare direttamente alla seconda, dove vengono affrontate tematiche cliniche, quali ad esempio l’anoressia, legate allo spirito del nostro tempo.

Trovo interessante per un terapista familiare guardare attraverso "lenti" diverse sindromi che incontra continuamente nel suo lavoro.

Ma la parte migliore è la terza intitolata, come questa bibliografia, "La coppia". Qui troviamo un interessante intervento sulla crisi del matrimonio e sulla relazione del Dr. M. Giannoni (pag. 371-394). Pur accettando l’ipotesi junghiana che le difficoltà relazionali sono un effetto del disincanto del mondo, l’autore afferma che oggi non possiamo più svolgere il nostro lavoro clinico considerando l’individuo come unica e indubitabile realtà. Se pensiamo alla terapia come un semplice ritorno al passato, diviene impossibile escogitare un modo per sollevare la coppia dalla sua crisi. È innegabile il bisogno dell’estraneità tra i sessi, ma c’è anche bisogno di un luogo in cui abbiamo il sentimento di essere compresi, affinché rimaniamo in contatto con le nostre immagini psichiche profonde. Se nella coppia non avviene questo, la crisi è inevitabile.

Gli psicoterapeuti che si confrontano con problemi clinici che rimandano alla relazione, dovranno inevitabilmente elaborare strumenti teorici che contemplino la relazione.

Forse questo libro non offre ancora risposte, ma sicuramente conferma l’esistenza di questo problema all’interno della psicologia analitica.

D.G


Dattilio F.M., Bevilacqua L.J., Psicoterapia di coppia. Modelli a confronto. Mc Graw Hill, Milano, 2001.

L’intento degli autori. risiede nell’offrire uno sguardo di insieme sull’attuale stato dell’arte della terapia di coppia attraverso la presentazione di un caso clinico che viene analizzato da 16 modelli terapeutici suddivisi in: teorie dei sistemi, teorie psicodinamiche, teorie cognitivo-comportamentali, teorie integrate, teorie postmoderne.

Dopo una breve rassegna sulla terapia di coppia (dalle origini fino ai più recenti sviluppi) viene descritto il caso clinico di una coppia.

Agli esponenti dei diversi approcci terapeutici viene richiesto di presentare il proprio modello di trattamento, di descrivere abilità e caratteristiche del terapeuta e di analizzare il caso seguendo le linee guida fornite (assessment, obiettivi del trattamento, tecniche e interventi, modalità di svolgimento del processo terapeutico, ecc.)

Dal confronto vengono messe in luce somiglianze e aspetti comuni (molti e in alcuni casi anche poco prevedibili) e differenze; non emerge un approccio elettivo, piuttosto una lettura attenta e critica può rilevare potenziali punti di forza e di debolezza di ogni orientamento.

Utile soprattutto per i più giovani "addetti ai lavori" ai quali, oltre a fornire un panorama sulla terapia di coppia, può essere d’aiuto nel capire che non esiste l’approccio in assoluto più efficace: a terapeuti diversi "corrispondono" modelli diversi ma anche a coppie differenti si confanno metodi differenti.

S.C.


Dattilio F.M., Padesky C.A., Terapia cognitiva della coppia, Melusina Editrice, 1995.

Di agevole lettura e facile comprensione, il libro presenta una rassegna storica e teorica sulla terapia cognitiva della coppia.

L’attenzione è posta principalmente nel delineare un profilo della struttura e dello svolgimento del processo terapeutico con la coppia.

Gli autori espongono, passo per passo, le singole fasi del percorso clinico: dalle sedute iniziali di assessment, alla fase centrale, fino ad arrivare alla conclusione e al follow-up. Per ogni momento vengono descritti, in modo chiaro e puntuale, i fondamenti teorici del paradigma cognitivista; gli strumenti, le tecniche e le strategie da questo derivate di cui il terapeuta fa uso e attraverso i quali condurre la coppia ad un cambiamento a livello cognitivo e comportamentale.

Il volume intende offrire una panoramica complessiva del percorso terapeutico piuttosto che una trattazione analitica e approfondita dei singoli aspetti costitutivi dello stesso; per questo motivo la lettura appare particolarmente indicata per chi, non addentro a questo modello, desideri avere uno sguardo d’insieme sulla terapia cognitiva della coppia.


S.C.

Gius E., Zamperini A., La relazione di coppia. Percezione di causalità e attribuzione di responsabilità, Franco Angeli, Milano, 1995.

Il testo, in un’ottica di integrazione dei contributi della psicologia sociale psicologica con i contributi della psicologia sociale sociologica, analizza le attibuzioni (area propria della prima) e i resoconti (area propria della seconda) intesi come forme di spiegazione della relazione di coppia.

Assunto di partenza è il riconoscimento della funzione centrale che la cognizione svolge nelle relazioni di coppia, nella comprensione degli eventi relazionali presenti e passati e nella determinazione dei comportamenti relazionali futuri.

Gli autori sottolineano come la dinamica cognitiva non sia mai scindibile da quella emotiva: emozione e cognizione sono profondamente intrecciate e interconnesse nell’elaborazione delle informazioni, nelle rappresentazioni cognitive, ecc.

Vengono poi analizzati i processi di attribuzione: causalità, responsabilità e colpa. Nell’ambito del rapporto di coppia si individuano pattern attributivi differenti per le coppie soddisfatte e per quelle in crisi, e per le diverse fasi della relazione (formazione, mantenimento del legame, separazione).

Alla luce di quanto esposto gli autori mostrano, oltre alla rilevanza che questi concetti hanno trovato nel campo della ricerca, le modalità di applicabilità di questi aspetti, propri della psicologia sociale, all’ambito clinico.

S.C.

 
Gugghembuhl Craig A., Matrimonio, vivi o morti,

Moretti e Vitali, Bergamo 2000.

Il libro, piacevole ,chiaro, diretto, si occupa dell’attuale grande sindrome del matrimonio. L’autore analizza tutti i valori a noi più cari, come l’amore, lo stare in relazione reciproca, le convenzioni matrimoniali, il divorzio, l’individuazione, la psicoterapia, la sessualità.

Quando vale la pena di salvare un matrimonio? A questa bella domanda l’autore risponde, e con il suo stile semplice, che non si trova facilmente in ambito psicoterapico e soprattutto all’interno della scuola junghiana, ti apre ad una complessità di esempi, miti e confronti antropologici che fanno capire come e quando un matrimonio può diventare sterile e noioso.

D.G

Kernberg O.F., Relazioni d’amore,

Raffaello Cortina,Milano 1995.

Nel corso dei secoli, il tema dell’amore è stato al centro dell’attenzione di poeti e filosofi; in tempi più recenti è stato esplorato da sociologi e psicologi. Ma nella letteratura psicoanalitica gli accenni all’amore sono sorprendentemente scarsi. Kernberg si pone due quesiti sulla coppia: cosa tiene insieme una coppia? E cosa invece distrugge una relazione?

Attraverso la teoria psicoanalitica delle relazioni oggettuali, l’autore studia le dinamiche che collegano i conflitti intrapsichici e le relazioni interpersonali, le influenze reciproche tra la coppia e il gruppo di appartenenza.

Avendo dunque come quadro di riferimento la teoria delle relazioni oggettuali di Fairbain, usata nello studio dei conflitti coniugali, Kernberg cerca di comprendere le tortuose vie attraverso le quali amore e aggressività si mescolano ed interagiscono nella vita di coppia, mettendo in luce i meccanismi con cui l’amore può integrare e neutralizzare l’aggressività, e, in molti casi, trionfare su di essa.

Il libro comincia con un excursus sulle radici biologiche e psicologiche dell’esperienza sessuale, che è intimamente legata all’amore. Via via che le pagine scorrono il libro diventa un’analisi profonda delle interazioni emotive. L’autore è poliedrico, camaleontico, parla di edipo, di coppia e triangolazione con la stessa competenza con cui tratta l’amore di transfert, la psicopatologia narcisistica ed il cinema. Questo libro ha confini incerti ed infiniti, spazia dall’adolescenza alla coppia adulta, al gruppo ed alla fine il lettore sente di aver conquistato qualcosa di stabile nell’incontro con questo grande psicoanalista, di essersi arricchito apprendendo, in uno stile non convenzionale, la profondità emotiva insita in ogni relazione d’amore.


D.G

 
Lingiardi V., Compagni d’amore: da Ganimede a Batman. Identità e mito nelle omosessualità maschili.

Raffaello Cortina, Milano 1997.

Oggi più che mai pensiamo alla sessualità servendoci di modelli esplicativi, biologici o psicoanalitici, grazie ai quali interpretiamo i comportamenti umani e la realtà della coppia. Per non rischiare di tralasciare un aspetto di quest’ultima, ho deciso di inserire nella bibliografia questo testo che parla dell’omosessualità maschile, da un punto di vista sia scientifico e sociologico che letterario e psicoanalitico.

Soprattutto in Italia, i contributi psicoanalitici sull’omosessualità sono scarsi: si è preferito non formulare ipotesi originali, limitandosi ad una rielaborazione delle teorie freudiane. Invece, gli scritti di Jung, forse più di altri, nascondono preziose chiavi di lettura per entrare nel mondo fantastico della sessualità, ma certi concetti vanno prima liberati dalle originarie costrizioni di genere. L’autore cerca di fare proprio questo, cioè studia entro quali convinzioni e credenze si sviluppa la teoria dell’omosessualità.

Prendendo spunto dalla coppia di Zeus e Ganimede, il saggio propone un viaggio fra i vari percorsi culturali e artistici sull’omosessualità, ma senza pretese scientifiche o di rigore metodologico, quasi fosse una lunga, libera associazione, supportata da una caso clinico denso di contenuti simbolici.

D.G

 

Malagoli Togliatti M., Angrisani P., Barone M., La psicoterapia con la coppia. Il modello integrato dei contratti. Teoria e pratica, Franco Angeli, Milano, 2000.

Il saggio presenta "un modo di fare psicoterapia con la coppia".

Il modello è frutto dell’esperienza clinica e della riflessione teorica; si avvale di contributi propri dell’ottica sistemico-relazionale e psicodinamica e vede il rapporto di coppia articolarsi in un Primo e Secondo contratto.

Nelle fasi iniziali di costituzione della coppia i partner sottoscrivono un primo contratto costituito sia da norme esplicite e accordi consapevoli che da vincoli non consapevoli di natura affettivo-emotiva (illusione).

In seguito alla caduta dell’illusione del primo periodo (delusione) l’accordo iniziale va incontro ad un processo di negoziazione che porta al secondo contratto che può essere funzionale o disfunzionale.

L’applicazione clinica del modello integrato dei contratti sembra particolarmente utile per quella tipologia di coppie che, a questo punto, entrano nel circuito della delusione, una organizzazione emotivo-affettiva in cui predomina la crisi e l’impossibilità di sviluppare risorse e accedere a modalità trasformative che portino alla disillusione, ovvero alla definizione di un nuovo contratto funzionale.

Fasi del processo terapeutico e strumenti clinici elettivi (la rinarrazione, le tre istanze, la dissonanza e la traccia tematica) vengono descritti sia negli aspetti teorici che negli aspetti di applicabilità pratica, mostrando l’analisi di uno stesso caso clinico nello sviluppo del suo percorso terapeutico.

Ricca la casistica presentata.

S.C.

Neuburger R., La coppia: il suo mito, il suo terapeuta. Un modello sistemico-relazionale con le nuove crisi di famiglia e di coppia, Franco Angeli, Milano, 2001.

In un dinamico equilibrio che integra concetti propri del punto di vista psicodinamico con assunti peculiari dell’ottica sistemico-relazionale, il volume affronta un acerta varietà di argomenti tanto negli aspetti teorici che nell’applicazione clinica.

Partendo dall’analisi della domanda in psicoanalisi e in terapia familiare, dalle forme in cui si presenta e dai significati di cui è portatrice, il lettore viene condotto in una esplorazione dei modelli di terapia familiare: modelli causali e lineari, modelli sistemici e costruttivisti.

Si entra nello specifico della coppia, sistema costruito principalmente su elementi mitici e rituali in interazione tra loro. Tali elementi costituiscono quello che Neuburger definisce "l’irrazionale della coppia".

Tutto ruota intorno al mito:il mito fondatore è l’elemento che dà identità alla coppia, i rituali rafforzano il legame di appartenenza, la memoria familiare è lo strumento di trasmissione del mito, anche menzogna e segreto si articolano intorno a questo.

L’intervento terapeutico non può quindi non far perno sul mito, inteso non solo come mito familiare ma anche come mito professionale dei curanti (mitica normativa e di appartenenza nella pratica psichiatrica).

S.C.

 
Nicolò Corigliano A.M. (a cura di),

Curare la relazione: saggi sulla psicoanalisi e la coppia, Franco Angeli, Milano,1996.

Questo libro rappresenta la prima articolata raccolta di lavori psicoanalitici italiani sulla psicoterapia psicoanalitica di coppia. È un libro sulla tecnica di intervento. Ma è anche un insieme di articoli dove è possibile trovare alcuni dei concetti fondamentali dell’odierno dibattito relazionale e psicoanalitico.

Vi è il concetto di coppia complementare, che analizza lo scambio affettivo all’interno di una relazione nella quale il "prendersi cura" non è in una sola direzione, e dove la dinamica degli affetti è sotto l’insegna degli aspetti riparativi del Sé.

C’è, dunque, il partner reale e ciò che egli rammenta di sé rispetto alla sua storia e alle figure significative con cui è entrato in contatto.

Vi è il concetto di coppia collusiva, nella quale ciascuno usa l’altro "difensivamente" per evitare o controllare aspetti angosciosi e paralizzanti del Sé.

Vi è, infine, trattato il concetto di motivazione. L’evoluzione delle teorie psicoanalitiche ha oggi mostrato i limiti di un modello pulsionale della mente umana, fondamentalmente monadica e interessata alla soddisfazione personale, con una progressiva apertura alle dinamiche relazionali, e con un’attenzione ai rapporti interpersonali fin dalle prime fasi dello sviluppo. Più che il principio del piacere, i bisogni di sicurezza e protezione sono motivazioni centrali dello sviluppo umano.

In questo libro si capisce come nella psicoterapia psicoanalitica di coppia vengano prese in considerazione le componenti interattive e fantasmatiche, con attenzione all’altro, alla relazione all’interno del setting, e con un’analisi attenta alle attese e al ruolo svolto dai coterapeuti al’interno della seduta.

Gli articoli sono supportati da esempi clinici utili per chiarire i presupposti teorici notevolmente articolati.


D.G

Norsa D., Zavattini G.C., Intimità e collusione,

Raffaello Cortina, Milano 1997.

Il modello freudiano se, da una parte, rispondeva alla necessità di motivare la complessa dinamica che determina fra l’altro la produzione dei sogni, delle fantasie inconsce, degli atti mancati, fino alle produzioni deliranti, alle conversioni somatiche, ai comportamenti fobici e ossessivi, dall’altra parte non possedeva una soddisfacente teoria degli affetti e dei legami affettivi, che venivano comunque considerati come derivati pulsionali.

Il dibattito di oggi, invece, arriva a considerare il bisogno di sicurezza relazionale come il principio motivazionale superordinato della vita mentale, costituendosi come il principio regolatore primario nell’ambito dell’apparato mentale che supera e ingloba ogni altra preoccupazione, inclusa la ricerca del piacere.

Il libro non è di facile lettura, è un libro che va "studiato", da cui non ci si può distrarre, ma è un’ottima opportunità per riorganizzare le più recenti teorie psicoanalitiche orientate alla comprensione degli aspetti relazionali nella formazione delle strutture psichiche dell’individuo (Kohut, Modell, Mitchell, Stern, Kernberg, Lichtemberg, etc.), uniti all’analisi di concetti cari ai terapeuti familiari come collusione, triangolazione, passaggio evolutivo nel ciclo vitale di un individuo.


D.G

Schnarch D., La passione nel matrimonio. Sesso e intimità nelle relazioni d’amore, Raffaello Cortina, Milano, 2001.

Il fondamento su cui si basano le teorizzazioni di Schnarch e che fa da snodo su cui si articolano idee e pensieri inerenti la coppia, è il concetto di differenziazione, processo che si verifica nella relazione e che prevede un equilibrio tra relazionalità e individualità, appartenenza e separazione e permette di mantenere il senso di sé in un rapporto.

Partendo da questo concetto l’autore descrive vari aspetti costitutivi della relazione e della sessualità della coppia: intimità, unione, potenziale sessuale, dilemmi, ecc., esemplificando anche alcuni strumenti da lui utilizzati in ambito clinico: abbracciarsi fino a rilassarsi, preliminari ed orgasmo a occhi aperti, ecc.

Un libro sulle relazioni emotivamente impegnate il cui obiettivo principale è dimostrare la necessità di essere in relazione con se stessi nel momento in cui si è in rapporto con il partner, di mantenere la propria identità mentre contemporaneamente si appartiene alla coppia. Schnarch considera questo come la chiave per la crescita dell’individuo e della relazione e per una appagante vita sessuale.

Incisivo nella descrizione di alcuni concetti e nella discussione e riflessione sui casi clinici, il testo non si mantiene sullo stesso livello quando si presenta come "manuale fai da te" e quando opta per una trattazione romanzata e per tonalità di taglio divulgativo piuttosto che clinico.


S.C.
 

Stern D.N., Ammaniti M., Psicoanalisi dell’amore,

Laterza,Bari 1993.

L’amore è senz’altro uno degli argomenti di maggior interesse della psicoanalisi e fornisce la fonte primaria del transfert che permette all’analisi di progredire.

Ma nonostante questa posizione di rilievo nella vita umana e nel lavoro analitico, la psicoanalisi non è ancora riuscita ad elaborare una psicologia generale dell’amore, ad impostare una concettualizzazione sui fenomeni dell’amore all’interno della prospettiva psicoanalitica.

La struttura di questo volume riflette la necessità di esaminare ed estendere le nostre concezioni sull’amore a tutti i livelli, da un punto di vista teorico, evolutivo e clinico.

Il saggio più interessante nella prima parte, che riguarda le teorie dell’amore, è quello di E. S. Person sull’amore romantico, quest’ultimo è ancora oggi l’unica passione davvero significativa nella vita di molte persone. È interessante perché teorizza all’interno dell’impresa psicoanalitica l’amore come evento trasformativo, sebbene sia da sempre stata un’affermazione comune nella poesia e nella letteratura. La scrittrice osserva l’amore da una prospettiva storica; poi lo analizza come strumento di trasformazione.

Noi sappiamo che il senso di benessere che provano gli amanti è qualcosa di più profondo di una gratificazione istintuale passeggera, o di una esaltazione narcisistica, poiché il cambiamento psichico può persistere anche dopo la conclusione di una storia d’amore. Se è indubbiamente vero che l’amore è un processo che nasce da una necessità psichica interna, tuttavia come atto dell’immaginazione trascende il bisogno e a volte può portare ad un cambiamento interno.

Il saggio di Ethel Person pone implicitamente una questione fondamentale: è meglio considerare l’amore attraverso la psicoanalisi o la psicoanalisi come processo di cambiamento attraverso l’amore?

Nella seconda parte del volume, dedicata all’amore considerato da una prospettiva evolutiva, il saggio più bello a mio parere è quello di D.N. Stern, dove viene descritta la "corrente di tenerezza" nel bambino pre-edipico. Da un’esplorazione di queste origini egli delinea le implicazioni sulla natura dell’amore di transfert e i problemi clinici che esso presenta, così come i problemi teorici generali che vengono sollevati sul’amore. C’è, secondo Stern, una relazione tra amore infantile e amore di transfert. Freud nei suoi scritti che per quanto riguarda l’amore non esiste una vera distinzione tra uno stato agito e uno non agito. L’amore è sempre agito. Partiamo dall’amore infantile tenendo conto delle conoscenze ottenute dalle osservazioni condotte sui bambini. Le espressioni d’amore cominciano sorprendentemente presto, fin dal quarto mese di vita: i comportamenti manifesti nell’infanzia realizzati con la madre o con un altro caregiver primario sono uguali a quelli degli adulti in fase di innamoramento. Stern giustifica il mondo psicoanalitico per l’attenzione posta principalmente sull’amore sessuale, perché nel 1914 l’acting out del transfert e controtransfert rappresentava un pericolo opprimente per il movimento psicoanalitico, ma così si finisce per trascurare come requisiti fondamentali l’intimità psichica e la partecipazione intersoggettiva, più la comprensione empatica dell’analista che le garantisce entrambe.

E allora, data la ricchezza della corrente di tenerezza scoperta nell’infanzia e rivissuta nel transfert, non ha forse la psicoanalisi sottovalutato questa corrente in confronto alla corrente sensuale-sessuale?

La terza parte riguarda l’amore nella situazione clinica, cioè l’amore di transfert e l’amore di controtransfert. L’importanza tecnica di questi aspetti per la pratica psicoanalitica è stata da tempo riconosciuta, senza però che l’argomento sia stato completamente chiarito. In realtà solo ora, dopo quasi cento anni, è possibile valutare il ruolo storico svolto dal’amore nella teoria e nella tecnica psicoanalitica. E questa rielaborazione può permetterci di esplorare più a fondo la realtà essenziale e necessaria della situazione psicoanalitica. Andre Haynal offre un’interessante retrospettiva storica sull’intrusione dell’amore nella situazione psicoanalitica, dove si vede come l’amore nella psicoanalisi da potenziale pericolo, diviene prima un problema tecnico, fino a costituire un’opportunità terapeutica.


D.G

Weeks G.R., Treat S., Terapia di coppia. Tecniche e strategie per una pratica terapeutica efficace, Franco Angeli, Milano, 1998.

Gli autori presentano il modello intersistemico adottato presso il Marriage Council of Philadelphia per la terapia di coppia. Questo viene definito come un "approccio globale, integrativo e contestuale" dal momento che prende in considerazione contemporaneamente tre sistemi: individuale, relazionale, intergenerazionale.

Dapprima viene descritta la struttura generale del processo terapeutico: vengono fornite le linee guida per la conduzione delle prime sedute, la realizzazione del programma di lavoro, l’organizzazione del setting, ecc.

Successivamente vengono esposti aspetti e componenti rilevanti nel trattamento: il pensiero sistemico, la comunicazione, la gestione del conflitto, gli aspetti emotivi, i compiti a casa, ecc.

L’attenzione è volta a mostrare le forme in cui dare applicabilità clinica al modello descritto. E’ un libro, infatti, di taglio prettamente pratico: intende fornire il "come fare" terapia, descrivendo tecniche, strategie, metodi. A questi fa stretto riferimento la breve parte teorica che viene discussa.


S.C

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