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Letture consigliate a cura di Rodolfo de Bernart

Pubblicazioni di Cristina Dobrowolski

Pubblicazioni di Rodolfo de Bernart

 
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA

La Mediazione Familiare Sistemica

a cura di Rodolfo de Bernart

con
Pasquale Busso, Margherita Di Lorenzo, Cristina Dobrowolski,
Dino Mazzei, Berniero Ragone, Corrado Ruozi ,Alberto Vito.

 

 
A.I.M.S.
Associazione Internazionale Mediatori Sistemici
Corso Francia ,98,10143 TORINO Tel.FAX: 011 / 7767831

 Presidente : Dott. Pasquale Busso

 

ISTITUTO di TERAPIA FAMILIARE di FIRENZE
Via Masaccio ,175, 50132, FIRENZE Tel. FAX 055 / 577280
e-Mail : itff@itff.org

Direttore : dott. Rodolfo de Bernart
Direttore della Didattica: Dott.ssa Cristina Dobrowolski

 
E' quasi impossibile fornire un elenco completo ed aggiornato degli articoli e dei libri su questo tema usciti in italiano ed altre lingue. Consideriamo questo un primo tentativi da aggiornare. Con due fondamentali avvertimenti: il primo che ci occupiamo solo della mediazione familiare e non di quella , pur così importante per l'AIMS, che si svolge in altri contesti. Il secondo che i testi in lingua straniera (divisi in francesi, inglesi e spagnoli) sono sicuramente una modesta frazione di ciò che potrebbe essere disponibile. Come sempre gli aggiornamenti saranno pubblicati sulla pagina WEB dell'ITFF : <http://www.dada.it/itff>. Buona lettura (RdB)

 
- ANDOLFI M. "Crisi di coppia e famiglia trigenerazionale" in: ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di )"LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992 , pp.216-232

Articolo fondamentale per comprendere la crisi della coppia , uscendo dall'illusione gestaltica che il problema sia appunto contenuto nella coppia soltanto. Le famiglie d'origine sono fondamentali, perché le coppie che non funzionano sono spesso "schegge impazzite delle famiglie estese". Cfr. con Framo e Canevaro . (RdB)

- ARDONE R.G. " RAPPRESENTAZIONI FAMILIARI " Borla, Roma 1990,

- ARDONE R. G., MONTINARI G. " La mediazione familiare nella separazione e nel divorzio", INTERAZIONI ,N.° 2 , 1993 .

- ARDONE R.G., CONSEGNATI M.R., MALAGOLI TOGLIATTI M. "Legami affettivi e disimpegno morale in soggetti in età evolutiva all'interno del sistema familiare" in : LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M. (a cura di) "FAMIGLIA: CONTINUITA' AFFETTI TRASFORMAZIONI" Franco Angeli, Milano 1995 ,pp. 379- 383.

- ARDONE R.G. , MAZZONI S. "La mediazione familiare: esperienze cliniche in diversi contesti" in LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M. (a cura di) "FAMIGLIA: CONTINUITA' AFFETTI TRASFORMAZIONI " Franco Angeli, Milano 1995 ,pp. 285-295.

- ARDONE R.G.,D'ATENA P. "Il sistema familiare nella fase dell'adolescenza. Un contributo di ricerca" , TERAPIA FAMILIARE , N.°28 1988 ,pp.19-34

- ARDONE R.G. , MAZZONI S. "La mediazione familiare nella conflittualità della separazione e del divorzio" in : BUONSANTE M., CHIANURA P., DE GIACOMO P., NOLE' A., PIERRI G., SANTONI RUGIU A. ( a cura di)" PSICOTERAPIA E OLTRE: I MODELLI RELAZIONALI NEI DIVERSI CONTESTI ". Stampato in proprio Bari 1995 , pp.27- 41.

- ARDONE R.G.., "Genitori e figli adolescenti nel processo di separazione "in: LUPOI S., DI CARA D., FERRUCCIO A., MAZZAGLIA R., PANEBIANCO C. (a cura di)" GENITORI E FIGLI LA SALUTE MENTALE NELLE RELAZIONI FAMILIARI "Grafo editor, Taormina 1993 , pp.115 -122.

- ARDONE R.G. , MAZZONI S." Divorzio e matrimonio nel contesto della mediazione familiare" in: MANFRIDA G., DE BERNART R., D' ASCENZO J., NARDINI M. (a cura di) " PSICOPATOLOGIA E MODELLI PSICOTERAPEUTICI: LA PROSPETTIVA RELAZIONALE. " Wichting Editore, Milano 1994 pp. 449 - 451.

- ARDONE R. ,MAZZONI S., (a cura di)"LA MEDIAZIONE FAMILIARE. PER UNA REGOLAZIONE DELLA CONFLITTUALITÀ NELLA SEPARAZIONE E NEL DIVORZIO", Milano, Giuffré Editore 1994 pp.324

Un volume fondamentale per avere una visione panoramica della mediazione familiare al suo nascere in Italia.Particolarmente significativi , oltre agli scritti delle due autrici, i capitoli scritti da SCAPARRO sull'Etica,, da GULOTTA,da C.MARZOTTO sui diversi modelli, da S. CHILDS GREBE sulla mediazione strutturata, da IRVING sulla mediazione terapeutica, e da vari autori itasliani (oltre alle autrici : MASTROPAOLO, CANEVELLI , DELL'ANTONIO sulle esperienze italiane; Un Must.(RdB)

- ARDONE R., MAZZONI S., "La Mediazione Familiare: Esperienze Cliniche in Diversi Contesti", in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI, " Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 289/295.

- ARDONE R., SILVESTRI M., "La Mediazione Familiare come Intervento di Prevenzione del Danno al Minore Esposto alla Conflittualità Familiare", in: MANFRIDA G., de BERNART R., D'ASCENZO J., NARDINI M., "PSICOPATOLOGIA E MODELLI PSICOTERAPEUTICI: LA PROSPETTIVA RELAZIONALE" ,Milano, Wichtig Editore, 1995, pp. 461/464.

- BARBAGLI M., "PROVANDO E RIPROVANDO," Bologna, il Mulino/ Contemporanea 35, 1990.

- BASSOLI F. "Storie di separazioni e vincoli" in: LUPOI S., DI CARA D. , FERRUCCIO A., MAZZAGLIA R., PANEBIANCO C. (a cura di) "GENITORI E FIGLI LA SALUTE MENTALE NELLE RELAZIONI FAMILIARI "Grafo editor, Taormina1993 ,pp. 123 -128.

- BERNARDINI I. :"FINCHÉ VITA NON CI SEPARI " ,Rizzoli,Milano 1995 (24.000)

La mediazione familiare descritta da una delle sue fondatrici in Italia. Molto leggibile e pieno di riferimenti ed informazioni utili. Cfr. con gli altri libri della stessa autrice. (RdB)

- BERNARDINI I. e SCAPARRO F. : "GENITORI ANCORA " Editori Riuniti, Roma,1995 (18.000).

Come lavora il più noto ed antico centro di mediazione familiare italiano pubblico . Scritto a più mani e con molti contributi e schede utili. Da leggere sicuramente , anche se , naturalmente su alcuni punti , come la presenza dei bambini, le nostre posizioni sono ,come é noto, diverse. (RdB)

- BERNARDINI I. "UNA FAMIGLIA COME UN'ALTRA" Rizzoli, Milano,1997.

Come funziona la famiglia allargata, la cosidetta "famigliastra" e la famiglia ricostituita. Un libro di storie viste dal punto di vista dei bambini. Interessante e ben scritto. (RdB)

- BERNARDINI DE PACE A.M. "SEPARIAMOCI INSIEME" , Sperling & KUPFER Milano 1996.

Il pù noto e più costoso avvocato matrimonialista italiano racconta ....(RdB)

- BETTIN L.,BORIN B., QUADRI M.L., "QUANDO LA COPPIA SCOPPIA" Ediesse 1994Roma.

- BOGLIOLO C. , BACHERINI A.M. "BAMBINI DIVORZIATI " , Del Cerro, Pisa, 1996.

Testo riassuntivo di molte posizioni diverse precedenti. Talvolta propone anche posizioni particolari della scuola di riferimento. Molti casi raccontati come esempio. Utile per lo studio . (RdB)

- BUSSO P. " Una nuova figura : il mediatore" , ANIMAZIONE SOCIALE ,N.6/7 , 1995 , pp.87-88.

Articolo che esplora le premesse epistemologiche della mediazione e e del conflitto . In particolare l'autore si interroga sul modo in cui la nostra visione del mondo, implicita nei processi che portano all'identità , può essere messa in discussione rivisitando le scelte che l'Io compie nell'atto stesso in cui si distingue da tutto ciò che é altro e vi si relaziona. Confronta con l'articolo su questo numero di Maieutica dello stesso autore (attuale Presidente dell'AIMS) . (RdB)

- BUZZI I. "Storie e prospettive della Mediazione Familiare " in: QUADRIO ARISTARCHI A. , VENINI L. "GENITORI E FIGLI NELLE FAMIGLIE IN CRISI" , Giuffré ,Milano, 1992.

- BYNG HALL J., CAMPBELL D. "La risoluzione dei conflitti nella regolazione della distanza: un approccio integrativo" TERAPIA FAMILIARE N.9 1981 p. 59-74.

- CAFFO E. (a cura di) "BAMBINI DIVISI : I FIGLI DEI GENITORI SEPARATI " ,Unicopli 1984.

- CAILLE' P. "Anche i Divorzi si bloccano" ECOLOGIA DELLA MENTE , N°2 1997 pp.121-138

- CANEVARO A. "Crisi matrimoniale e contesto trigenerazionale. Un modello sistemico di terapia breve" in : ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di )"LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992 pp. 198 -215.

- CANEVELLI F. "La mediazione familiare: una nuova cultura della separazione; un percorso per il mantenimento della genitorialità " RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE N° 2 1995 ,pp.25-40

- CANEVELLI F., LUCARDI M., "Una Proposta Nuova per i Rischi della Separazione: il Servizio di Mediazione Familiare", in: LUPOI S., et al. (a cura di), GENITORI E FIGLI, Atti 1° Convegno di Studio S.I.P.P.R., Grafo Editor, Messina, Febbraio 1993, pp. 509/513.

- CARTER E.A., "Famiglie Ricostituite: La Creazione di un Nuovo Paradigma", in: ANDOLFI. M., ANGELO C., SACCU C., (a cura di), LA COPPIA IN CRISI, Roma, ITF, 1990, pp. 389/396.

- CASTELLI S. "LA MEDIAZIONE" Raffaello Cortina, Milano 1996

- CESA BIANCHI M., QUADRIO A., SCAPARRO F., "Maturare la separazione", in IL BAMBINO INCOMPIUTO n. 2, pp. 121-125, 1985.

- CIGOLI V., " Il Legame Disperante. Una Ricerca Psicosociale sulla Famiglia Divorziata", in: ANDOLFI. M., ANGELO C., SACCU C., (a cura di)," LA COPPIA IN CRISI ", Roma, ITF, 1990, pp. 379/388.

- CIGOLI V., GALIMBERTI C., MOMBELLI M., "IL LEGAME DISPERANTE", Milano, Raffaello Cortina Editore, 1988.

Gli studi sulle famiglie in via di separazione hanno prodotto una letteratura americana (molto vasta, con modello essenzialmente rpagmatico, centrato sul raggiungimento di un "buon adattamento" dopo il divorzio), francese (centrata sui significati interni della separazione ed italiana (che ha indagato la revisione della condizione di affidamento). Tutte sottolineano la interdisciplinarietà del tema, nei suoi aspetti legali e psicologici.

La ricerca di Cigoli et. al. parte da due premesse:

1) il sottosistema parentale sopravvive alla separazione dei coniugi;

2) una buona elaborazione della separazione da parte dei figli é strettamente correlata alla possibilità di mantenere rapporti affettivi soddisfacenti con entrambi i genitori.

La decisione dell' affidamento non può essere isolata dal contesto in cui essa é inserita, il contesto legame, soprattutto quando lo psicologo é anche perito del giudice. Il contesto legame é caratterizzato da: lite tra le parti, enfasi sulle diversità per "vincere" ai danni della controparte, delega agli avvocati per difendere le proprie tesi. Lo spazio dell' intervento psicologico é proprio nella discrepanza tra la procedura giuridica(che separa gli interessi delle parti) e la realtà della famiglia (il figlio non é "suddivisibile" ma "condivisibile"). Il suo obiettivo é creare capacità collaborative e cooperative pur in una situazione di conflitto; evitare il rischio che il figlio sia utilizzato dal genitore solo per rafforzare la propria autostima in un momento di grande difficoltà; giungere ad un accordo condiviso tra i genitori e non imposto da terzi.

I criteri psicologici per la decisione dell' affido in precedenza erano rivolti innanzitutto alla ricerca del genitore "psicologico" (quello che dava maggiori garanzie di un legame affettivo personalizzato) e si tentava di ridimensionare il potere della Legge (stabilendo, nel minor tempo possibile per non creare un senso di incertezza nel bambino, chi ne avrà l'affido, senza entrare nel merito di come realizzarlo). Gli autori propongono un nuovo criterio nella valutazione della capacità genitoriale: la disponibilità a permettere all'altro genitore di mantenere la relazione con il figlio, anche a separazione avvenuta.

Il tipo di intervento da privilegiare é la mediazione che tuttavia é possibile solo quando la coppia riconosce la necessità di collaborare (altrimenti, la scelta di contrapporsi conduce a delegare ad un terzo il compito di decidere). Non attuabile quando vi é:

1) Alto conflitto nella coppia

2) Scarsa comunicazione

3) Alta ambivalenza nei confronti della relazione matrimoniale (con non reciprocità nella scelta di separarsi).

Obiettivi della mediazione:

1) Coniugi concordi davanti al giudice sulla scelta dell' affido (il processo con cui si arriva a tale decisione é molto importante perché prefigura le nuove modalità di relazione post-separazione

2) Favorire la riflessione sui sentimenti legati alla separazione.

Laddove la mediazione non é possibile ci si limita alla perizia: valutazione che comunque può essere intesa come una verifica anche delle potenzialità cooperative dei genitori.

La mediazione, rivolta all'intera famiglia, si attua esclusivamente nella fase legale. Nella fase precedente, di decisione, la consulenza psicologica é rivolta alla coppia con lo scopo di valutare se i bisogni di ciascuno trovino risposta nella continuazione del matrimonio ed indagare il ruolo dei coniugi nel fallimento dell' esperienza coniugale. Nella fase post-legale l'intervento, finalizzato all' elaborazione della separazione, può essere attuato attraverso sedute congiunte genitori-figli. In tale periodo la consulenza può essere svolta anche con modalità di gruppo, con lo scopo sia di aiutare i figli attraverso i genitori, sia di far superare la tendenza alla svalorizzazione di sé ed all'isolamento. La terapia al bambino é tendenzialmente indicata se i sintomi legati alla separazione persistono anche dopo un anno dall' evento.

La perizia di tipo psicologico, sollecitata dal giudice in conseguenza in una richiesta di revisione dei criteri di affidamento dei figli nei casi di separazione, é divenuta l'occasione per una ricerca sullo studio delle dinamiche attive negli individui e nelle famiglie in tale particolare momento del loro ciclo vitale.

Gli autori hanno inteso la perizia non come sanzione di uno tra i possibili stati di cose, ma come avvio di un "processo trasformativo".

Per far ciò, il sottosistema peritale costruisce un "intreccio" da restituire al giudice. L'intreccio esprime un punto di vista complessivo capace di cogliere i nodi problematici, conferendo senso ai rapporti tra le persone. Esso rappresenta l'elaborazione del caso alla luce dei racconti prodotti dalle persone incontrate in situazione di intervista semidirettiva e dai comportamenti da essi agiti in tale situazione.

La metodologia elaborata per questa ricerca ha tenuto conto di :

1) contesto d'indagine (interno ad uno spazio determinato esternamente alla ricerca, dal giudice, chiarendo il proprio doppio ruolo di ricercatore-perito),

2) tipo di dati ricercati,

3) modalità per elaborarli ed ha previsto una pluralità di incontri: prima solo la coppia, poi genitore-figlio ed infine l'intera famiglia, che esegue anche la prova del disegno congiunto.

Il campione é rappresentato da 10 coppie (il 70% ha richiesto di cambiare il genitore affidatario, mentre il restante 30% ha richiesto di mutare le modalità con cui il genitore non affidatario può incontrare i figli). La richiesta di revisione dovrebbe essere motivata da fatti nuovi intercorsi, ma in realtà si tratta di sviluppi non previsti, spesso legati alla genericità della precedente disposizione del giudice.

L'ipotesi guida della ricerca é che con la separazione ed il divorzio si scioglie il legame coniugale, ma non il vincolo parentale. La confusione tra i due piani, coniugale e parentale, é causa di molte difficoltà. Quindi, preliminarmente si differenziano le aree in cui gli ex coniugi sono (prevalentemente) ex coppia, da quelle in cui sono genitori dei loro figli. Si valuta poi la disponibilità di ciascuno a garantire all' altro l'accesso ai figli, per assicurare ad essi la necessaria continuità con la propria famiglia di origine e la propria storia. Gli incontri non sono finalizzati a formulare diagnosi di personalità quanto a ricercare indizi anche deboli di tentativi di cooperazione e di centratura sulle comuni responsabilità genitoriali. In base all'intreccio, infine, viene costruita una risposta all' inviante che consente al giudice di ipotizzare un "percorso guidato" con cui la famiglia, in collaborazione con i servizi sociali, é inserita in un processo evolutivo. (AV)

 
La ricerca che gli autori presentano, riguarda un campione di famiglie separate o divorziate, che si collocano in quella fascia di conflitto cronicizzato, dove il disaccordo si innesta su di una struttura relazionale di stallo. Si tratta di casi nei quali la perizia richiesta dal tribunale viene configurata come una mediazione che punta al cambiamento delle regole del sistema conflittuale e ,quindi, come un intervento terapeutico in un contesto giudiziale, con l'obiettivo di districare l' "intreccio" in cui la famiglia si é impigliata , attraverso l'introduzione di un "nuovo genere letterario". Dopo aver illustrato un buon numero di casi , gli autori si soffermano sui punti cruciali che occorre tenere in considerazione per far evolvere il sistema che si muove in un quadro semiotico oscillante tra "recuperabilità" ed "insanabilità" tra "legame / vincolo" e "distacco / scisma". Da ultimo gli autori espongono con chiarezza la loro metodoplogia per la produzione , la raccolta ed il trattamento dei dati, in vista della loro utilizzazione nel processo giudiziario. (P.B.)


In passato era acquistabile anche una videocassetta con esempi pratici, che portava lo stesso titolo. Non sappiamo se sia ancora reperibile in commercio. (RdB)

 
- CIGOLI V. "Segnali territoriali tra giudici ed operatori nei casi di affido familiare", ATTRAVERSO LO SPECCHIO N.8 ,anno 3 ,1985 .

- CIGOLI V., PAPPALARDO L." Divorzio coniugale e scambio generazionale: l'approccio sistemico relazionale alla consulenza tecnica d'ufficio " TERAPIA FAMILIARE N°53 ,1997 pp.5-20.

Fondamentale per comprendere il nuovo modello di perizia (o CTU) che viene proposto oggi da Co.Me.Te. . Da questo nasce la possibilità di una mediazione in corso di C.T.U. (RdB)

- CROVETTI A. SALARIS M.G. , "Note Introduttive ad uno studio interdisciplinare suula mediazione: La Mediazione Familiare" AIAF OSSERVATORIO , 1, 1998 , pp.46-52

- D'AMICO E. GORIO R. NADDEO A. RAGNI RAIMONDI T. RUPIL M. "Lo spazio dei figli: conflitto coniugale e genitorialità. Proposta per un intervento di consulenza psicologica alla coppia che si separa. " LORIEDO C., BIANCHI DI CASTELBIANCO A. (a cura di) " IL BAMBINO E I SUOI SISTEMI. "Edizioni Kappa Roma,1990 ,619 - 624.

- DE GREGORIO F., MASCI M., VICINI S. "Matrimonio tra soggetti di diversa nazionalità: problematiche della sottrazione di minore in caso di separazione"in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI, " Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 341 - 342.

- DE GREGORIO F., RESI D. "Il ruolo del minore nelle separazioni genitoriali "in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI, " Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 343 - 345.

- DE LEO G., DELL'ANTONIO A. M. " NUOVI AMBITI LEGISLATIVI E DI RICERCA PER LA TUTELA DEI MINORI" Giuffré, Milano 1993

- DE NICHILO M. "La crisi della coppia tra pseudomutualità e emancipazione" in: ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di )"LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992, pp.305 -312.

- DELL'ANTONIO A. M. "ASCOLTARE IL MINORE. L'AUDIZIONE DEI MINORI NEI PROCEDIMENTI CIVILI " Giuffré, Milano 1990

- DELL'ANTONIO A. M., DE LEO G. " IL BAMBINO, L'ADOLESCENTE E LA LEGGE " Giuffré,Milano 1986

- DELL' ANTONIO ,VINCENZI AMATO D. (a cura di). "L' AFFIDAMENTO DEI MINORI NELLE SEPARAZIONI GIUDIZIALI", Giuffré Editore,Milano, 1992

Si tratta di una ricerca interdisciplinare sui criteri che regolano l'affido in alcuni tribunali italiani. E' diviso in quattro sezioni. La prima sezione espone quelli che sono gli orientamenti giudiziari nell' affidamento dei minori in sede di separazione dei coniugi in tre tribunali italiani: Roma, Milano e Bologna. Questa prima parte del testo é un'utile mappa per i non addetti ai lavori che aiuta ad orientarsi lungo i percorsi giudiziari in caso di separazione, divorzio ed affido. Con la legge di riforma del diritto di famiglia é stato legislativamente sancito il principio, già affermato dalla legge sul divorzio e già accolto dalla giurisprudenza,, secondo cui il giudice, nell'affidare i figli ad uno dei genitori, deve valutare "esclusivamente" l'interesse morale e materiale del minore. Sul piano legislativo esiste una separazione consensuale ed una giudiziaria. Nelle separazioni consensuali i coniugi hanno già superato eventuali contrasti in merito all'affidamento dei figli, la funzione del Presidente del tribunale é ridotta. Di norma i figli sono affidati alla madre ed il Presidente data la consensualità interviene poco nel regolamentare i tempi di incontro dei figli con il genitore non affidatario; le separazioni consensuali vengono sempre omologate dal tribunale.

Nelle separazioni giudiziarie si devono distinguere tre fasi.

Fase presidenziale: il presidente dopo aver esperito il tentativo di riconciliazione deve prendere provvedimenti urgenti per la famiglia in via di disgregazione. Molte volte il disaccordo non verte sui figli ma su problemi diversi come l'assegno di mantenimento, l'assegnazione della casa coniugale, la pronuncia di addebito o anche una ferma opposizione alla separazione da parte del coniuge convenuto. Per quanto riguarda l'affido dei figli sia in caso di accordo che di controversia é molto frequente che venga posto come affidatario la madre (questa tendenza molto presente in tutti i tribunali é considerata una caratteristica della "famiglia italiana", di qualsiasi ceto sociale esso sia). Se non c'é accordo tra i coniugi il Presidente affida la prole al genitore che in base a varie considerazioni (personalità, tempo a disposizione, possibilità economiche, disponibilità delle famiglie d'origine, etc.) viene ritenuto più idoneo a sopportare il peso.

Fase istruttoria: in questa fase i coniugi cercheranno di attuare o deliberatamente contrastare i provvedimenti relativi ai figli. Questa fase é caratterizzata dai molti colloqui, formali ed informali, che avvengono tra le parti ed il giudice istruttore, che deve cercare di mediare tra le posizioni spesso estremiste dei genitori e suggerire, a volte imporre, delle modifiche ai provvedimenti presidenziali.

Come viene evidenziato nel testo é questa la fase dove più frequentemente possono emergere tensioni a volte drammatiche, triangolazioni sui figli per questioni relative all'assegno familiare o all'affidamento della casa, che possono scaricarsi (tenendo ferma l'alta frequenza con cui i figli vengono assegnati alla madre) sulle modalità di incontro tra i figli ed il genitore non affidatario. Molte controversie sorgono sull'assegno familiare.

Fase decisoria: organo competente é il tribunale che, sentita la relazione del giudice istruttore, decide sulle istanze delle parti. Se c'é discordia il collegio, tramite i soliti criteri informatori, assume i provvedimenti più oportuni. L' affidamento viene sempre predisposto nei confronti di un solo genitore; qualche volta viene, su richiesta di parte, disposto l'affidamento alternato; viene di norma concessa la potestà congiunta (art. 155 cc, comma 3) che di norma spetta in via esclusiva al genitore affidatario. Con la pubblicazione della sentenza é terminato il compito del tribunale ma non sempre il conflitto tra i genitori. In caso di contrasto, come di sopravvenienza di fatti nuovi, le parti potranno sempre richiedere la revisione dei provvedimenti relativi ai coniugi ed ai figli. (art. 710 cpc).

La seconda sezione del testo é caratterizzata da una serie di valutazioni statistiche su vari parametri presi in esame nei vari provvedimenti relativi all'affidamento dei minori in vari tribunali italiani. Appare poco interessante in quanto viene seguita una linea prevalentemente statistica, ma vale la pena segnalare un punto: in tutti i tribunali esaminati l'interesse del minore viene ancora solitamente perseguito in base ad ipotesi predefinite sulle "qualità" (o mancanza di qualità) dei genitori che vengono ritenute valide per l'educazione di ogni bambino, mentre é poco indagata la condizione personale (e quindi gli effettivi bisogni ed interessi) dei singoli minori coinvolti nei procedimenti di separazione in cui viene richiesto l'intervento del giudice e non viene dato sufficiente peso alla loro necessità, pur individuata da giuristi oltre che da psicologi (cfr. CIGOLI), di mantenere e sviluppare il rapporto con entrambi i genitori.

Maggiormente interessanti appaiono la terza e la quarta parte del testo dove vengono espresse alcune osservazioni critiche alle attuali norme vigenti e presentate alcune possibili linee di cambiamento. I punti più interessanti sono i seguenti:

Il pericolo che il giudice porti nella vicenda processuale le sue convinzioni, le sue ansie, la sua educazione, il suo credo religioso, con la conseguenza di acuire, anziché risolvere, le situazioni di conflitto e di prospettare una situazione del tutto estranea al vissuto familiare specifico, dall' altra, tenda ad esaminarla con eccessivo distacco, con formalismo giuridico, senza avere, in alcuni casi, nemmeno conosciuto ed asoltato le parti in causa, quasi si trattasse di dirimere una controversia economico-patrimoniale.

Il problema dell'uso del Servizio Sociale da parte del Giudice del Tribunale Ordinario (attualmente é previsto solo per il tribunale Minori).

La Posizione dell'avvocato , spesso favorevole ai conflitti , anche per la struttura del processo.

La presunzione di maggior idoneità della madre nell'affidamento dei figli.

La richiesta di CTU non per problemi psicopatologici , ma per situazioni di lunga contesa e conflittualità fra le parti.

Il testo, se pur nella sua frammentarietà di autori ed argomenti, mostra una serie di istantanee desunte attraverso una metodologia prevalentemente di osservazione statistica ed elaborativa dei dati presenti nei più importanti tribunali italiani. Proprio per questa disomogeneità certi temi sono continuamente riproposti, a tratti ridondanti e danno a volte la sensazione di una certa prolissità e ripetitività del testo. L'argomento più sentito da parte di quasi tutti gli autori del testo (giuristi e psicologi) é la necessità urgente di cambiamento di una prassi metodologica che vede il formalismo tecnico giuridico insufficiente a rispondere alle esigenze di complessità che la separazione e l'affido propongono. Diventa così necessaria la collaborazione tra tecnici e figure che si pongono come mediatori, sia all'interno della famiglia separante per attenuare conflitti pericolosi per l'equilibrio psicologico del minore, sia tra la famiglia ed i vari tecnici (Presidente, G.I., Giudice del tribunale etc.). Collaborazione che, allo stato attuale viene paventata, ma che non trova rispondenza né dal punto di vista giuridico (assenza di norme che regolamentino un diverso uso della C.T.U. e/o di altre figure intermedie) né sul piano realistico (disomogeneità e scarsa presenza sul territorio nazionale di Servizi assistenziali). (BR)

- DELL'ANTONIO A.M.
IL BAMBINO CONTESO "IL DISAGIO INFANTILE NELLA CONFLITTUALITÀ DEI GENITORI SEPARATI" Giuffré, Milano 1993 .

- DELL'ANTONIO A.M. "LA CONSULENZA PSICOLOGICA PER LA TUTELA DEI MINORI" N.I.S., Roma 1989, 1993

- DOLTO F. "QUANDO I GENITORI SI SEPARANO "Mondadori, Milano, 1991

- DOSI G. " Separazione dei coniugi, mediazione familiare e servizi sociali nei progetti di legge in discussione in parlamento: un'inaccettabile prospettiva di degiurisdizionalizzazione" RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE N°2 , 1995, pp.7-24.

- DELL' ANTONIO A., VINCENZI AMATO D., "L' AFFIDAMENTO DEI MINORI NELLE SEPARAZIONI GIUDIZIALI " , Milano, Giuffré Editore, 1992.

- EMERY. R., "IL DIVORZIO: RINEGOZIARE LE RELAZIONI FAMILIARI", FrancoAngeli, 1998.

- EVERETT C.A., VOLGY S.S., "Il Trattamento del Divorzio nella Pratica della Terapia Familiare.Le Dispute Potenziali", in: GURMAN A.S., KNISKERN D.P., (a cura di)," MANUALE DI TERAPIA DELLA FAMIGLIA", Torino, Bollati Boringhieri, 1995, pp. 490/492.

- FERRARO M.L., TURRI G.P. "Il problema dei figli nella divorce therapy: un modello di intervento sistemico" in: BASSOLI F. MARIOTTI M. ONNIS L. " L'ADOLESCENTE E I SUOI SISTEMI."

. Kappa, ,Roma 1994 pp. 733 -739.

- FISHER R., URY W.,, "L' ARTE DEL NEGOZIATO", Mondadori, Milano, 1985.

- FRANCESCATO D., "QUANDO L' AMORE FINISCE ", Bologna, il Mulino / Contemporanea 53, 1992.

L'autrice si propone di esplorare i nodi cruciali del fenomeno separazione di coppia come emergono dai risultati di alcune ricerche psicosociali e da una rassegna dei migliori lavori pubbliinItalia ed all'estero, integrando contributi diella letteratura psicoanalitica, psicologica, sociologica e giuridica.Vengano trattati i seguenti temi: il processo che porta al matrimonio,le motivazioni delle separazioni ,il dopo separazione (reazioni a breve e a lungo termine) , tradizione ed innovazione dei ruoli maschile e femminile dopo il femminismo, l'identità di genere secondo la psicoanalisi ed il femminismo. (P.B.)

- FRANCESCATO D., LOCATELLI M., "SEPARARSI, VIVERE COME SINGLE, TROVARE NUOVI PARTNER" Carocci Editore, 1998.

- FRANCINI G., MAZZEI D., PAPPALARDO L., "AVVOCATI E PSICOLOGI: INDIZI E RAGIONEVOLI DUBBI DI UNA COLLABORAZIONE POSSIBILE ", Siena Quaderni A.S.C.E.E., n. 1, Aprile 1994.

- FRANCINI G., PAPPALARDO L., "La Prospettiva Relazionale in Ambito Giuridico tra Consulenza ed Intervento", in: MANFRIDA G., de BERNART R., D'ASCENZO J., NARDINI M., "PSICOPATOLOGIA E MODELLI PSICOTERAPEUTICI: LA PROSPETTIVA RELAZIONALE" , Milano, Wichtig Editore, 1993, pp. 453/456.

- GALLO E., CAMPANA S. "IL PROBLEMA DEI FIGLI NELLA SEPARAZIONE" ,Bollati Boringhieri, Torino,1991.

- GIACOMETTI K. "L'evento separativo nella famiglia tra ripetizione e creatività" , INTERAZIONI , N.2 ,1995 pp.11-24

- GIULIANI C., IAFRATE R., MARZOTTO C., MOMBELLI M., "Cris di Coppia e Conflitto Coniugale :effetti e forme d'aiuto", Milano, VITA E PENSIERO, n. 14, 1992.

Partendo dalla raccolta di circa 350 titoli connessi col tema della separazione e del divorzio e dei nuclei monogenitoriali , pubblicati fra il 1982 ed il 1992 in Italia, in Europa e negli USA, gli autori hanno selezionato i contributi che affrontano il problema della crisi di coppia da un punto di vista sociologico e psicologogico. I temi sono: le fasi della crisi e della separazione, cause e motivi, il periodo della post separazione, le dinamiche delle famiglie binucleari e l'esercizio della genitorialità. Inoltre le diverse forme d'aiuto e di intervento con la coppia in crisi e con la famiglia monogenitoriale , nonché le proposte per la prevenzione ed anche per la formazione di operatori sociali capaci di confrontarsi col problema. (P.B.)

- GULOTTA G. " La mediazione familiare tra scelte personali e scelte sociali "RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE N° 2 1995 ,pp.5-6.

- GULOTTA G. "COMMEDIE E DRAMMI DEL MATRIMONIO " , Feltrinelli, Milano 1991, 1992

- GULOTTA G., SANTI G. " DAL CONFLITTO AL CONSENSO " Giuffré, Milano 1988 .

Gli autori , dopo una panoramica della storia della mediazione negli Stati Uniti ed in Inghilterra , approfondiscono le differenze metodologiche fra la soluzione giudiziale , la mediazione e la psicoterapia in occasione di separazione e divorzio. Propongono inoltre una serie di schemi che ripercorrono le fasi del conflitto, alcune categorie teoriche per la sua analisi e la sua spiegazione e, infine una rapida descrizione del processo di adattamento alla disgregazione coniugale. Ampio spazio viene dato al processo di mediazione nei suoi diversi stadi. Questo libro può essere molto utile al mediatore per orientarsi nella confusione che abitualmente il conflitto crea. Tuttavia l'illustrazione degli schemi appare talvolta frettolosa ed ingenera un'impressione di eccessiva semplificazione e rigidità. (P.B.)

- GULOTTA G., "I Conflitti Familiari in Ambito Giudiziario tra Perizia e Mediazione", in: LUPOI S., et al. (a cura di)," GENITORI E FIGLI", Atti 1° Convegno di Studio S.I.P.P.R., Grafo Editor, Messina, Febbraio 1993, pp. 129/134.

- GIUS e ZAMPERINI "LA RELAZIONE DI COPPIA" ,F.Angeli ,Milano 1995 (28.000).

- HALLER S., MARZOTTO C., BUZZI I., DEL BEL BELLUZ A., RONCHETTI C. , PAPPALARDO L. "La Mediazione Familiare" FAMIGLIA OGGI N.11 Novembre 1997 pp.8-48

- HARRISON L. CANCRINI M.G. ALBANO T. "La separazione idioemotiva dei genitori ed il coinvolgimento dell' adolescente e del terapeuta" in: BASSOLI F. MARIOTTI M. ONNIS L. " L' ADOLESCENTE E I SUOI SISTEMI."Kappa, ,Roma 1994 pp. 205-215

- HAYNES J., BUZZI I. "INTRODUZIONE ALLA MEDIAZIONE FAMILIARE" Giuffré, Milano 1996

Volume fondamentale. Forse , in assoluto il miglior testo per lo studio della mediazione familiare fra quelli tradotti in italiano. Contiene moltissime notizie, informazioni e schemi di riferimento per ogni esigenza. Persino suggerimenti per aprire uno studio di mediazione e modelli di lettera per i clienti, gli avvocati i preti etc. Infine contiene una breve bibliografia ragionata di titoli stranieri interessanti da consultare. Forte della esperienza di più di 15.000 casi mediati , l'autore fornisce un vero e proprio ricettario della mediazione familiare , tradotto e opportunamente modificato da Isabella BUZZI per il contesto Italiano. Un vero e proprio Must ! (RdB)

- HOLTZWORTH-MUNROE A., JACOBSON N.S., "Terapia Comportamentale della Coppia. Mediare le Dispute: l' indagine cognitiva e affettiva", in: GURMAN A.S., KNISKERN D.P., (a cura di), "MANUALE DI TERAPIA DELLA FAMIGLIA", Torino, Bollati Boringhieri, 1995, pp. 191/194.

- HOTVEDT M. "La coppia in crisi: punto di vista antropologico " in: ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di )"LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992, pp. 105 -114.

- IMBER BLACK E. "Coppie in crisi: un approccio macrosistemico"in: ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di ) "LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992,pp. 142 - 154.

- LAGAZZI M., "LA CONSULENZA TECNICA IN TEMA DI AFFIDAMENTO DEL MINORE" , Milano,A.Giuffré Editore, 1994.

- MAGISTRALI G. (a cura di) "RISCOPRIRSI GENITORI: La realtà dei nuclei monoparentali, gli interventi di mediazione familiare " , Unicopli, Milano 1997.

- MALAGOLI TOGLIATTI M. "Gli interventi sulle famiglie che si separano o si sono separate " RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE N°; 2 1995 pp.41-63.

- MALAGOLI TOGLIATTI M. E MONTINARI G. "FAMIGLIE DIVISE ", F.Angeli, Milano 1995,(32.000)

Volume scritto a più mani e ricco di contributi di diverso carattere. Ho trovato molto utile sopratutto il capitolo di Silvia MAZZONI sulle famiglie ricostituite. (RdB)

- MAGGIONI G. POCAR V. RONFANI P. " LA SEPARAZIONE SENZA GIUDICE" , Angeli , Milano, 1990.

E' l'esposizione di una ricerca , compiuta da sociologi del diritto , concernente l'area metropolitana milanese, articolata in due fasi. La prima, attraverso l'analisi dei fascicoli dei procedimenti delle separazioni consensuali e giudiziali, mira ad individuare il tipo di risposta istituzionale sia prima che dopo la riforma del 1975. La seconda, attraverso la somministrazione di un questionario ad un campione di separati e di successive interviste a gruppi di separati ed ad un campione di avvocati , ha come obiettivo di "conoscere in che modo la vicenda processuale ed il;rapporto con l'istituzione vengono percepiti, durante e dopo la separazione dai soggetti implicati"(P.9). Di particolare interesse risultano i capitoli sul ciclo di vita dei separati dal conflitto coniugale fino al divorzio , sull'esperienza del processo nella complessa interazione con il partner , gli avvocati ed il;giudice e sul punto di vista degli avvocati intorno alla separazione. (P.B.)

- MARCUCCI C. "La Mediazione Familiare: il punto di vista di un avvocato", ECOLOGIA DELLA MENTE N°2, 1997pp.109-118

Interessante perché ci da il punto di vista di un avvocato che ha anche una formazione relazionale. Ci sono notizie anche sulle leggi in progettazione. Invece le informazioni pratiche sono un po' datate e non tengono conto delle nuove realtà che si occupano di mediazione. La posizione dell'AIMS sulla formazione degli avvocati-mediatori, ad esempio é del tutto diversa da quella della SIMEF ma nell'articolo non se ne parla.(RdB)

- MARZOTTO C., "Un Nuovo Servizio di Aiuto alla Famiglia in Crisi", POLITICHE SOCIALI E SERVIZI, n. 2/1990, Milano, Vita e Pensiero, pp. 135/141.

 - MARZOTTO C., "La Mediazione Familiare in Europa : Modelli di Pratica e di Formazione", POLITICHE SOCIALI E SERVIZI, n. 1/1994, Milano, Vita e Pensiero, pp. 157-173.

Utilissima panoramica sullo stato dell'arte in Europa. (RdB)

- MARZOTTO C., "Modelli Tecnici di Mediazione Familiare nelle cause di separazione", POLITICHE SOCIALI E SERVIZI, n. 1/1995, Milano, Vita e Pensiero, pp. 155-167.

- MASINA E., MONTINARI G., "L' Approccio Clinico nella Mediazione Familiare", in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI", Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 309/313.

- MASINA E., MONTINARI G. "La collusione multipla nella separazione e nell'affido" in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI", Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 625-629.

- MASINA E., MONTINARI G. " Fra separazione interna e separazione esterna: l'incastro tra il mondo psicologico della famiglia e il contesto giuridico" , INTERAZIONI , N° 2 1995 .

- MASINA E., MONTINARI G., TAMBELLI R." Famiglia e separazione" INTERAZIONI , N° 2 1995

- MASTROPAOLO L., "Lavoro di Mediazione, Lavoro con il Tribunale", in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI", Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 301/308.

- MASTROPAOLO L." Ridefinire la coazione: terapeuta sistemico e tribunale." Commento di M. MALAGOLI TOGLIATTI , ECOLOGIA DELLA MENTE , N°2/1989 p.89

- MAZZONI S., "Le Famiglie Ricostituite in Italia. Problemi e Percorsi", in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI" , Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 325/330.

Confronta con il capitolo della stessa autrice in MALAGOLI TOGLIATTI e MONTINAR. (RdB)

-MOMBELLI M. "La separazione coniugale nella sua elvoluzione e nei suoi effetti " in SCABINI E. " L'ORGANIZZAZIONE FAMIGLIA FRA CRISI E SVILUPPO " Angeli , Milano 1991 ,pp. 276 -294.

In questo lavoro si passano in rassegna i principali contributi della ricerca psicologica fino al 1985 sulla teoria del conflitto , sulle fasi del processo di separazione e sugli effetti della separazione sui figli (P.B.)

- MONTINARI G., MASINA E. (a cura di) Famiglia e separazione: tra realtà interna e realtà esterna, dibattito , INTERAZIONI , N° 2 1995.

- OLIVIERO FERRARIS A. "IL TERZO GENITORE : vivere con i figli dell'altro ", Cortina,Milano 1997

Un libro di grande interesse e di grande utilità . Illustra in modo chiaro e con numerose storie esemplificative ciò che succede al terzo genitore , cioé a colui che vive in una famiglia con figli non suoi (mentre talvolta i suoi stanno con un altro terzo genitore.) Visto l'aumento delle famiglie ricostituite , é consigliabilissimo , anche da far leggere ai genitori con cui lavoriamo. (RdB)

- PAPPALARDO L. , de BERNART R. "Il Progetto Co.Me.Te. : un servizio di intervento sulle problematiche familiari riferibili a vario titolo ad un contesto psicogiuridico", Atti del Congresso dell'AIMS , Napoli 1996, in stampa su MAIEUTICA ,N° 8/9 1997.

Il primo obiettivo di CO.ME.TE. è la creazione di un Centro specializzato che fornisca risposte e servizi differenziati a quelle situazioni familiari problematiche che a vario titolo sono connesse al contesto giuridico civile e penale.

L'esperienza fatta dagli autori come consulenti nei contesti riconducibili all'ambito giuridico ha mostrato una gamma di richieste assai diverse tra loro e quasi sempre confuse o complesse. Invii di coppie da parte di legali senza che nè loro, nè i coniugi sappiano se vogliono una mediazione familiare o una psicoterapia di coppia, o di famiglia addirittura. Domande di relazioni di consulenza da parte di un avvocato che, per sostenere un ricorso alla Magistratura, invia un genitore che si è visto abbandonato da un figlio dopo anni di convivenza con lui in quanto genitore affidatario. Domande di certificazioni sull'idoneità di una coppia all'adozione che ad un'attenta analisi rivelano il bisogno drammatico di colmare vuoti personali e della relazione coniugale. Nomine a consulente tecnico d'ufficio fatte dai giudici, quando ogni altro tentativo di gestione del conflitto è stata bruciata da un agire spesso alla cieca. Si incontrano così nelle cause giudiziali richieste di affidamento o ricorso per il cambiamento del dispositivo di affidamento che nascondono la maledizione di un legame disperante ( cfr.Cigoli et al, 1988), nel senso che i coniugi non riescono a smettere di sperare che l'altro o il rapporto cambi. Con la conseguenza di una discordia senza fine che attesta peraltro il mantenimento a qualunque costo del legame.

Ed anche quelle situazioni che provengono dal penale contengono intrinsecamente non solo una domanda di "verità" sull'esistenza di un abuso o di un maltrattamento ma anche un'istanza implicita di intervento sulle dinamiche del nucleo familiare e magari sui bisogni di coesione o sulle paure di abbandono, che non può non essere raccolta.

Tutte le situazioni che afferiscono dal canale della Legge, nell'estrema diversità che le caratterizza, hanno però, secondo gli autori, un denominatore comune. Che è per l'appunto il loro essersi rivolti alla Legge (e non alle agenzie psicosociali di aiuto). Il significato che si può cogliere in questa specificità è che i familiari reclamano ordine e giustizia riguardo alle loro traversie. Se li aspettano però da una norma e da un giudizio definitivo, cioè da qualcosa che è sostanzialmente esterno, proprio come "esterna" risulta a loro, nel senso di rimossa, cieca, è la propria vicenda familiare. Tale attesa impedisce di percepire la compassione, vale a dire che assieme si patisce e che è solo insieme che si può procedere oltre il dolore.

Un punto di forza concettuale di CO.ME.TE é essere costituito da una profonda capacità di analisi della domanda di cui i familiari sono portatori. Ogni riduzionismo - quale, tanto per fare un esempio, quello di considerare due coniugi solo per il loro essere legalmente separati una coppia separata - dovrà essere bandito. E i "committenti" dovranno avere la garanzia nel rivolgersi al Centro di avere una situazione che è stata vagliata sin dalla natura della domanda. Domanda spesso indicibile ed inconsapevole e pertanto lontana da quella esplicita che dagli stessi viene dichiarato.

In generale sono presenti.all'interno di CO.ME.TE. molteplici competenze specifiche proprie dell'ambito psicogiuridico nei singoli operatori ed una sensibilità diagnostica tale da metterle a disposizione degli utenti nelle varie fasi del processo di gestione della crisi. Perchè diversi sono oltretutto i tempi. Differenti possono essere infatti tra loro i momenti di incontro tra i familiari ed il Centro, così come differenti sono appunto i tempi ed i bisogni emergenti durante il lavoro con una situazione familiare. a sostenere, curare, mediare, consigliare ........ E nuovamente ci sarà bisogno, sulla base del tempo della domanda, di differenziare le risposte ed i percorsi adatti.

Il secondo obiettivo dei Centri CO.ME.TE é promuovere la conoscenza e l'applicazione dell'ottica sistemica in ambito giuridico nella mediazione, nella consulenza e nell'intervento sulle situazioni suddette. Il terzo obiettivo é queelo di assumere l'onere della risposta del contesto sociale, in collaborazione con referenti istituzionali, in quelle vicende in cui si tratta di prevenire i rischi o curare i danni derivanti da situazioni "psicogiuridiche" in cui siano severamente attaccati e comunque non tutelati i legami tra le generazioni .

I servizi di CO.ME.TE si rivolgono a tre fasce di utenza con le seguenti funzioni.

A) I cittadini e l'intervento : Attraverso la Mediazione Familiare aiutare i coniugi a pervenire al consenso tra loro riguardo a vari aspetti del conflitto, da quelli riguardanti l' affidamento dei figli a quelli inerenti le questioni patrimoniali. Intervento di sostegno terapeutico specializzato in quelle vicende familiari in cui per l'applicazione delle disposizioni del magistrato in materia di affidamento dei figli , vi sia da regolare, favorire, ricostruire o guidare il rapporto tra i genitori ed i figli. Terapia familiare e / o individuale nei casi di maltrattamento (fisico, psichico, deprivazione etc.) o di abuso sessuale intra e extra familiare da parte di uno o entrambi i genitori nei confronti dei figli. Consulenza alle coppie in via di separazione di orientamento delle condotte genitoriali.. Consulenza tecnica di parte nelle cause di separazione o di divorzio. Consulenza alla richiesta di adozione da parte di coppie potenzialmente adottive e stesura di relazioni per le adozioni internazionali. Perizie di parte in sede penale per le problematiche riferibile all'ambito penale.Gruppi di auto-aiuto guidato ai genitori e ai familiari coinvolti nelle situazioni psicogiuridiche suddette e Gruppi Terapeutici , rivolti alle stesse categorie.

B) Gli Enti : Proporre una Consulenza relazionale in materia di affidamento, di revisione delle condizioni d'affidamento o di intervento di tutela dei giudici delle varie sedi e gradi di giudizio (Tribunale Ordinario, Corte d'Appello, Tribunale dei Minorenni, Sezione civile per i Minorenni della Corte d'Appello, Pretura e Giudice Tutelare).Proporre un modello di perizia-intervento sul maltrattamento e sull'abuso che ponga come oggetto d'analisi la famiglia e strutturi un contesto accertamento / controllo / aiuto in collaborazione con altri network.Fornire Servizi altamente specializzati sulle situazioni "psicogiuridiche" suddette alle Aziende U.S.L., attraverso la stipula di convenzioni a costi inferiori a quelli connessi alla creazione di agenzie analoghe da parte loro.Conduzione di gruppi di famiglie affidatarie secondo l'ottica sistemico-relazionale in collaborazione o su commissione di altre Agenzie presenti sul territorio (ad esempio, Caritas, Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie, etc.). Attività di supervisione e consulenza ad altre strutture e Agenzie che si occupino di aspetti correlati alle problematiche suddette (per esempio, case di accoglienza per minori, etc.).

C)La cittadinanza : L'informazione e la divulgazione rivolte alla cittadinanza della cultura e degli strumenti possibili per prevenire o curare legami familiari a rischio o danneggiati e per la creazione di una genitorialità più consapevole. In una prima fase è indubbio che questo aspetto, volto anche a fini pubblicitari, rivesta un importanza cruciale. Si è pensato sia ad attività divulgative di prima conoscenza da svolgere nei confronti della cittadinanza, attraverso conferenze (che si svolgano in luoghi di ritrovo sociale, sedi dell'associazionismo, etc), materiale cartaceo e attraverso i "media", grazie all'esistenza di significativi contatti (in particolare televisione e giornali), sia a attività intensive, tramite individuazione di "opinion leader" e attività di sensibilizzazione a loro rivolta con contatti personali (per esempio nei confronti dei magistrati, di esponenti significativi del Consiglio dell''Ordine degli Avvocati, specialisti e funzionari dell' Azienda U.S.L.) e l'organizzazione di "forum" ristretti da preferirsi a conferenze o tavole rotonde troppo generiche e dispersive.Lo studio di tutte le problematiche "a cavallo" tra Psicologia sociale, clinica e Giustizia, tramite ricerche, la creazione di un archivio specializzato e le collaborazioni con specialisti esterni.

I centri Co.Me.Te. sono già operativi in Toscana, Veneto, Piemonte e Liguria e sono in preparazione in tutti i centri AIMS in Italia. Questo articolo é utilizzato come modello guida per la costituzione dei Centri ed é quindi di indubbia utilità. (CD)

 

- PARKINSON L., "SEPARAZIONE, DIVORZIO E MEDIAZIONE FAMILIARE", Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 1995.

Il divorzio come processo multidimensionale che coinvolge più livelli di analisi e di intervento. Schematicamente vengono proposti i principali modelli di conflitto di coppia ed una serie di suggerimenti che guidano il mediatore in alcuni momenti cruciali del suo lavoro. Come aiutare i figli ad affrontare separazione e divorzio, come accordarsi su chi decide per i figli, come affrontare le difficoltà del conflitto, come occuparsi dei problemi del post-divorzio. Il libro può essere un utile strumento di lavoro, anche se è molto legato alla particolare situazione della cultura e della legislazione Inglese. (P.B.)

- PEDROCCO BIANCARDI M.T. (a cura di) "LA CONSULENZA ALLA FAMIGLIA " UTET, Torino 1997

- PITTALUGA M. "Separazione e contesto istituzionale" INTERAZIONI , N°; 2 1995

- QUADRIO ARISTARCHI A. , VENINI L. "GENITORI E FIGLI NELLE FAMIGLIE IN CRISI" , Giuffré ,Milano, 1992.

- SACCU C., MONTINARI G., "I Bambini: Piccoli Ulisse tra Scilla e Cariddi", in: ANDOLFI. M., ANGELO C., SACCU C., (a cura di), " LA COPPIA IN CRISI", ITF, Roma, 1990, pp. 358/367.

- SANTI G. "La terapia della famiglia dopo il divorzio osservazioni teoriche ed indicazioni operative" TERAPIA FAMILIARE ,N°;8 1980 ; p.55.

- SCARPULLA A., DE BLASI R., LISI T., PURPURA L., "La Vigilanza del Giudice Tutelare nei casi di Separazione e Divorzio: Controllo o Possibilità di Mediazione?", in: LUPOI S., et al. (a cura di), "GENITORI E FIGLI", Atti 1° Convegno di Studio S.I.P.P.R., Grafo Editor, Messina, Febbraio 1993, pp. 515/519.

- TEYBER E. "AIUTARE I FIGLI AD AFFRONTARE IL DIVORZIO", Calderini , Bologna 1996.

• TRASARTI SPONTI W., "Con chi andrà? L' Affidamento da Oggetto a Soggetto di Mediazione nella Separazione e Divorzio", in: LORIEDO C., MALAGOLI TOGLIATTI M., MICHELI M., (a cura di), "FAMIGLIA: CONTINUITA', AFFETTI, TRASFORMAZIONI", Franco Angeli, Milano,1995, pp. 314/324.

- TRASARTI SPONTI W., COPPOLA DE VANNA A. "Separazione cognugalità e genitorialità "in : LUPOI S., et al. (a cura di), GENITORI E FIGLI, Atti 1° Convegno di Studio S.I.P.P.R., Grafo Editor, Messina, Febbraio 1993, pp. 455-462.

- TRASARTI SPONTI W., MONACELLI G. "Dallo svantaggio al vantaggio. Il rispetto della reciprocità genitoriale nella separazione e divorzio" RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE , N° 2 1995 , PP.63-68.

- TREVI M. "La separazione: un'esperienza di lutto" , PSICOBIETTIVO N°3/1996 vol.16 ,pp.95 -106.

- WELLS R. "GENITORI PER SEMPRE . Come aiutare i figli nella separazione" Le Lettere , Firenze 1996.

- WHITAKER C.A. "Le Funzioni del Matrimonio" in: ANDOLFI M., ANGELO C., SACCU C. (a cura di )"LA COPPIA IN CRISI " I.T.F., Roma.1992

In Lingua FRANCESE:

- AA.VV, "La Médiation dans tous ses états", numero monografico di LE GROUPE FAMILIAL, n. 125, ottobre-dicembre 1989, Paris.

- ANDOLFI M. "Crises de couple et de la famille trigégérationnelle" THÉRAPIE FAMILIALE , Vol XIV n1 1993 ,P.3.

- APMF "Mediation Familiale en matiere de divorce et de separation . Code de Deontologie, " ; 1° Congres Europeen sur la Mediation Familiale; Caen 1990.

- AUBREE G., TAUFOUR., "Il Etait une Fois la Médiation et c' est Encore Aujourd'hui", THERAPIE FAMILIALE, Vol. XV, n. 3, 1994, pp. 223/251.

- BABU A. "La Consultation en Mediation" LE GROUPE FAMILIALE.

- BOYER-LAURENT L., "LA MEDIATION FAMILIALE", Collectif multidisciplinaire. Les Editions Yvon Blais, Montreal, 1992.

- BUSSO P. "Mediation Familiale: une reponse possible lorsque des adolescents, enfants de parents divorces, reclament une therapie familiale" Colloque International de Mediation Familiale "L'ENFANT A RISQUE DE L'OUBLI" , Lyon, 1998.

- de BERNART R., MAZZEI D. "Entre les mediations globales et partielles : une proposition pour un voyage symbolique different" Colloque International de Mediation Familiale "L'ENFANT A RISQUE DE L'OUBLI" , Lyon, 1998.

Il modello senese -fiorentino di mediazione familiare tra la mediazione globale e parziale . Si può andare oltre il semplice accordo concreto sulle cose da fare? Si possono toccare i motivi simbolici che impediscono ai coniugi di fare le "scelte giuste" per i loro figli? tutto questo è mediazione o terapia? (CD)

- de BERNART R., MAZZEI D. "Les Enfants dans la Mediation Familiale: peuvent-ils contribuer à la competence parentale ? " Colloque International de Mediation Familiale "L'ENFANT A RISQUE DE L'OUBLI" , Lyon, 1998.

Come far accedere i bambini alla mediazione senza introdurli nella tempesta della separazione (più di quanto siano già introdotti). L'uso dell'immagine risulta fondamentale. (CD)

- MORRONE A., "La médiation familiale au moment du divorce", REVUE QUÉBÉCOISE DE PSYCHOLOGIE, vol. 8, 1987, pp. 136-148.

Il più noto mediatore italo canadese propone la sua esperienza pluriennale di mediazione privata e pubblica. (RdB)

- MORRONE A., video, "Techniques d' entrevue"; "Témoignages d' enfants qui vivent l' hébergement alterné" e "Témoignages d' enfants qui partecipent à la médiation".

- RUGGIERO G. "Identité du mediateur, identité de la famille: deux modeles systemiques en comparison" Colloque International de Mediation Familiale "L'ENFANT A RISQUE DE L'OUBLI" , Lyon, 1998.

- SCHROD H. "Couple recomposé, recherche d'identité "THÉRAPIE FAMILIALE ,Vol XVII N°;2 1996 p.267.

- SIMÉON M. "Du divorce à la famille recomposée: approche systémique des transitions familiales" THÉRAPIE FAMILIALE , Vol XVI N°2 1995 ,p.267.
 

In Lingua INGLESE:

Ci scusiamo per la mancanza di alcune indicazioni come la casa editrice o la città. Sono bibliografie tratte da internet e recentissime. Abbiamo preferito fornirle comunque anche se incomplete.

- AA.VV."DIVORCE MEDIATION: PERSPECTIVES ON THE FIELD", JOURNAL OF DIVORCE, SPECIAL DOUBLE ISSUE Vol. 8, n. 3/4, Spring-Summer, 1985

In questo numero speciale del Journal Of Divorce, alcuni autori offrono un utilissimo strumento di introduzione e di verifica clinica sulla mediazione familiare.

La rivista é del 1985, ma il contenuto é attuale ed offre spunti di riflessione sulla figura professionale del mediatore ed in particolare sulla competenza tecnica che egli deve acquisire per operare nel campo della mediazione.

La rivista si apre con un' introduzione curata da Craig A. Everett il quale sottolinea da un lato il crescere della pratica di mediazione familiare in California, Canada, Nuova Zelanda, dall' altra la difficoltà a definire con chiarezza l'identità professionale.

Alcuni autori esaminano la crescita ed il significato della Mediazione Familiare soffermandosi in particolare sul curriculum del mediatore.

Elisabeth Jaussen Koopman a conclusione del suo articolo, in cui traccia il percorso formativo, sottolinea che il migliore mediatore "dovrebbe essere una mescolanza tra un avvocato ed un terapeuta, ma poiché questo é realmente impossibile, é auspicabile un lavoro di collaborazione tra avvocato e mediatore".

Di particolare interesse é l'articolo curato da Jennifer Manocherian. L'autrice dopo aver sottolineato il non facile compito del mediatore che si trova a lavorare in un contesto dove il livello emotivo é alto ed "il conflitto di coppia porta entrambi a scontrarsi l'uno contro l'altro fino all'ultima provocazione" presenta un percorso di Mediazione suggestivo e chiarificatore.

Il mediatore non deve colludere con la coppia né porsi come colui che é di parte ma deve "controllare il conflitto, identificare le liti simboliche per portare la coppia fuori dalle posizioni prese", "identificare lo stile di interazioni all'interno della coppia ed aiutarli a sviluppare nuovi modelli per evitare situazioni di impasse".

Secondo l'autrice il mediatore deve tener presente questi elementi durante il percorso di mediazione ed essere sempre alla guida del lavoro pur affiancandosi ad un avvocato. Questa proposta é un pò tutto il filo conduttore di questo numero speciale del Journal of Divorce, che vede l'intervento di Mediazione Familiare nella interazione tra un terapeuta di coppia ed un avvocato.(MdL)

- AHRONS C. R. "THE GOOD DIVORCE" Harper & Collins ,London, 1995

- BERNSTEINR.,WORTH R. "DIVORCED DAD'S HANDBOOK, 100 Questions and Answers"Blue Bird Pub. Tempe AZ, 1995.

- COOGLER J. "STRUCTURAL MEDIATION IN DIVORCE SETTLEMENT : A HANDBOOK FOR MARITAL MEDIATORS",Lexington Books 1978.

- DINGWALL R., EEKELAAR J. (eds) " DIVORCE MEDIATION AND THE LEGAL PROCESS (Oxford Socio-Legal Studies) 1988.

- DONOHUE W.A. "COMMUNICATION, MARITAL DISPUTE AND DIVORCE MEDIATION" (CommunicationTextbook Series) 1991.

- EMERY R.R. "RENEGOTIATING FAMILY RELATIONSHIPS; DIVORCE CHILD CUSTODY, AND MEDIATION",1994

- EVERETT C.A. (Edt) "DIVORCE MEDIATION : PERSPECTIVES ON THE FIELD" 1985

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Questo articolo esplora il modo in cui un terapista sistemico può inserirsi in un conflitto coniugale nel suo percorso giudiziario e come deve modificare il suo approccio ai problemi nel ruolo di consulente di tribunale. In particolare si esaminano casi di terapia breve in una cornice di consulenza , di revisione degli accordi di custodia congiunta dei figli e di mancata corresponsione degli alimenti da parte del genitore non affidatario. Confronta con SAPOSNEK e CIGOLI-PAPPALARDO . (P.B.)

In Lingua SPAGNOLA:

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Forniamo inoltre altri titoli che non abbiamo potuto completare. Anche in questo caso si tratta di una bibliografia tratta da un articolo:

HERSCOVICI P. , "Terapia de divorcio y Mediacion Familiar, Bibliografia tematica comentada" Systemas Familiares Ano 14, N°1, Marzo 1998, pp.117-121.

pubblicato sulla rivista Argentina Systemas Familiares.. Abbiamo solo questi dati (mancano le date di pubblicazione).


- Bergoglio, Maria Teresa, La mediaciòn en los tribunales de familia, Mapuche.

- Blood, Bob y Blood, Margaret, La vida en familia, Pax.

- Bustelo Eliçabe Urriol, Daniel, La mediaciòn familiar interdisciplinaria, AIEEF.

- Càrdenas, Eduardo José, La familia y el sistema judicial, Emecé.

- De Tommaso, Antonio, Mediaciòn y trabayo social, Espacio.

- Dolto, Francòise, Cuando los padres se separan, Paidòs.

- Finkel, Susana, Guia de la mujer divorciada, Perfil.

- Folger, Joseph y Bush, Baruch, Nuevas direcciones en mediaciòn, Paidòs.

- Giberti, Eva, Chavanneau de Gore, Silvia y Oppenheim, Ricardo, El divorcio y la familia, Sudamericana.

- Gorvein, Nélida, Divorcio y mediaciòn, Ed. de la autora.

- Gorvein, Nélida, Hijos del divorcio, Ed. de la autora.

- Gottheil, Julio y Schiffrin, Adriana, Mediaciòn: una trasformaciòn en la cultura, Paidòs.

- Grosman, Cecilia, El proceso del divorcio, Abaco.

- Haynes, John y Haynes, Gretchen, La mediaciòn en el divorcio, Granica.


- Herscovici Pedro , Terapia de divorcio y Mediacion Familiar, Bbliografia tematica comentada . Systemas Familiares Ano 14, N°1, Marzo 1998, pp.117-121.

- Highton, Elena y Alvarez, Gladys, Mediaciòn para resolver conflictos, Ad-Hoc.

- Isaacs, Marla B., Montalvo, Braulio y Abelsohn, David, Divorcio difìcil, Amorrortu.

- Kolb, Deborah, Cuando hablar da resultado. Perfiles de mediatores, Paidòs.

- Link, Delfina, El valor de la mediaciòn, Ad-Hoc.

- Millan, Manuel, Psicologia de la familia (Vol.1), Promolibro.

- Mnookin, Robert, Mediaciòn. Una respuesta interdisciplinaria, Eudeba.

- Ortemberg, Osvaldo, Mediaciòn familiar. Aspectos juridicos y practicos, Biblos.

- Sinay, Sergio, Guia del hombre divorciado, Perfil.

- Souza, Mario, Dinàmica y evoluciòn de la vida en pareja, Manual Moderno.

- Sparvieri, Elena, El divorcio. Conflicto y comunicatiòn en el marco de la mediaciòn, Biblos.

- Sueldo, H., Familia y divorcio, Carlos Lohlé.

- Wallerstein, Judith, Padres e hijos después del divorcio, Javier Vergara.


 Aggiornata al 14 gennaio 1999

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